Isabella Sisca perde processo: Fabio Gallo Stella RAI assolto da Giudici Milano

 

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ISABELLA SISCA perde il processo. Assolto a Milano Fabio Gallo stella della Danza e noto Coreografo di successo che ha scritto una delle più emozionanti pagine della storia della Danza italiana con la realizzazione di Opere Prime dedicate ai miti della Grecia classica ed ellenica.

Isabella Sisca estetista che negli anni ottanta ha iniziato la gestione di numerose scuole di danza in Calabria ha perso a Milano il Processo intentato contro Fabio Gallo, noto Coreografo di RAIUNO, per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

Fabio Gallo è stato assolto dopo soli 30 minuti dall’inizio dell’udienza svoltasi innanzi al Giudice Maria Cristina Mannocci (Gip di Mani Pulite, ndr.) presso il Tribunale di Milano.

Isabella Sisca ha affidato le sue ragioni allo Studio legale D’Ippolito del Foro di Cosenza che ha dovuto prendere atto della sentenza assolutoria emessa dal Giudice Maria Cristina Mannocci, a fronte delle prove presentate al Giudice di Milano dall’Avv. Antonio Ciacco, difensore di Fabio Gallo, insieme all’Avv. Prof. Enrico Tuccillo del Foro di Napoli.

Isabella Sisca aveva denunciato Fabio Gallo poiché sul periodico a carattere settimanale “Oggi” era stata messa in relazione Isabella Sisca con una ragazza che aveva denunciato il noto Coreografo. Isabella Sisca una volta letto l’articolo dichiarò pubblicamente, sulle pagine dello stesso settimanale “Oggi”, di non conoscere affatto la ragazza e per questo, sentendosi diffamata, denunciò Fabio Gallo. In effetti, essendo la stessa Isabella Sisca concorrente delle fiorenti attività aperte nel mondo della Danza dal noto Coreografo di RAIUNO, si sarebbe potuto pensare che alle spalle della denuncia della ragazza minorenne al Coreografo vi potesse essere lo zampino di Isabella Sisca. Gli avvocati di Fabio Gallo, a sorpresa, hanno esibito documentazione del Municipio della Città di Cosenza comprovante, invece, la logica di un rapporto parentelare tra Isabella Sisca e la ragazza che aveva denunciato il noto Coreografo. I documenti hanno lasciato sbigottiti i presenti contribuendo alla sentenza di assoluzione per Fabio Gallo che, tra l’altro, non aveva rilasciato personalmente alcuna intervista al settimanale.

La vicenda destò molti sospetti poiché dopo la sentenza emessa dall’autorevole Giudice del Tribunale di Milano, la Procura della Repubblica di Cosenza non dispose indagini per chiarire la vicenda molto controversa.

Nel Tribunale di Milano non fu la sola Isabella Sisca a perdere un processo intentato contro Fabio Gallo. Infatti, insieme all’estetista/gestore e direttrice delle scuole di danza la stessa sorte toccò al Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini che insieme a suo cognato Ippolito Bonofiglio, gestore di corsi di Formazione Professionale su rimesse CEE e Regione Calabria, aveva denunciato Fabio Gallo, perdendo tutti i processi innanzi all’Alta Corte del Tribunale di Milano. Va evidenziato che le assoluzioni del noto Coreografo di RAIUNO sono state sempre precedute da conforme richiesta della Procura della repubblica di Milano. Ciò determina l’assoluto convincimento dell’intero Organo di Giustizia milanese in merito all’assoluta innocenza di Fabio Gallo.

Sembra dunque evidente che i lamenti di Fabio Gallo non venissero mai ascoltati, se pur numerose volte denunciati, visto che nemico in giudizio dello stesso noto Coreografo era, insieme a Isabella Sisca e Ippolito Bonofiglio (entrambi concorrenti di Fabio Gallo in merito alla gestione dei fondi regionali relativi alla Formazione Professionale), lo stesso Procuratore capo della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini.

Una storia vera, quella di Fabio Gallo, che se non fosse per tutte le sentenze a lui favorevoli che la rendono drammaticamente il vissuto di un uomo, assumerebbe i connotati di leggenda metropolitana, degna di essere rapportata al bel romanzo di Alexandre Dumans, il Conte di Montecristo per il fatto che ciò che avrebbe sbalordito gli stessi Organi di Giustizia che hanno assolto Fabio Gallo, fosse la sua capacità di fornire prove a sorpresa e inconfutabili a sostegno della Verità.

Infatti, l’articolo edito dal settimanale “Oggi” e a firma del giornalista di cronaca giudiziaria Roberto Ormanni, sembra essere stato letto nel tempo come uno sgambetto geniale e autorevole sul quale, concretamente, sono inciampati tutti coloro i quali accusavano falsamente Fabio Gallo e che nella Procuratore della Repubblica di Cosenza trovavano alleato lo stesso Procuratore Alfredo Serafini.

L’idea, forse, fu quella di scrivere tutte le verità su un articolo edito da Milano, proprio scatenare l’ira di chi aveva da nascondere e, ovviamente, scatenare anche le loro denunce che avrebbero spostato i processi in altre sede perché si avesse una Magistratura Inquirente e Giudicante terza a tutti.

Fu proprio grazie alle querele scaturite dall’articolo di stampa (che sosteneva tesi e verità individuate da Fabio Gallo, ndr.) esposte da Isabella Sisca, Ippolito Bonofiglio (cognato del Procuratore, ndr) e dal Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini, che i gravissimi fatti denunciati da Fabio Gallo, poterono entrare in un percorso di vera e autorevole Giustizia per congelarsi in essa, attraverso le sentenze, e non perdere la loro efficacia negli anni.

Se così è stato è stata per davvero un’idea geniale, se pur costata si può immaginare, molti, molti sacrifici da parte di questi “eroi” che hanno subito una decina di querele e hanno trovato il coraggio di combattere la mala Giustizia con la Giustizia. Oggi, dunque, grazie a questa finissima operazione che ha avuto come alleato un senso più alto di Giustizia, quella vicina alla Verità, nelle sentenze assolutive sparse nei Tribunali di Milano, Messina, e della stessa Cosenza, sono conservate, pronte ad essere utilizzate da quel Magistrato che volesse restituire all’Italia una Verità che essa attende sul caso Gallo. A tal proposito vale la pena di ricordare la cupa gestione delle famose telefonate scomparse dal processo cosentino cui fu sottoposto Fabio Gallo (che hanno contribuito a vincere il processo di Milano, ndr) e con le quali avrebbe potuto dimostrare la sua innocenza. Prima o poi, siamo certi, la Magistratura oggi potrebbe anche chiarire, ad esempio, il perché i testimoni a discarico venissero pesantemente minacciati e cosa accadeva a quelle ragazze che si rifiutavano di accogliere l’estorsione di dichiarazioni (colpevoliste, ndr) contro Fabio Gallo. Quelle Donne, oggi quarantenni, potrebbero aiutare la Giustizia ad avere un quadro reale di un caso dove, insieme a Fabio Gallo, a pagarne pesantemente le conseguenze, è stato lo stesso Stato. Non ultima, l’origine delle responsabilità inerenti gli altissimi interessi finanziari dei suoi concorrenti che, evidentemente per la tutela di questi, furono uniti nel male.

In ultimo si riporta una dichiarazione di Fabio Gallo all’alba della sentenza della Grande Corte di Strasburgo che il 17 Luglio 2007, accogliendo le ragioni esposte dal Giornalista Roberto Ormanni ha condannato, proprio sul caso Gallo, il Governo Italiano, per la prima volta nella storia della Repubblica , per la violazione dell’Art. 10 dei Diritti umani, affermando che il Giornalista Ormanni aveva ragione ad esporre la verità dal punto di vista del noto Coreografo Fabio Gallo: “sono felice che anche insieme a tanti magistrati e Giudici italiani anche quelli dell’Alta Corte per i Diritti Umani abbiano tutelato la Verità. Mi spiace che la protervia del Procuratore della Repubblica di Cosenza Alfredo Serafini abbia procurato all’Italia il disonore della violazione dei Diritti dell’Uomo. La mia vicenda giudiziaria dimostra che le bugie hanno le gambe corte e che, prima o poi, esse vengono a galla. Oggi internet, la Rete, favorisce la riflessione sulla verità ponendo centrali alla conoscenza di tutti quelle questioni che ieri potevano essere nascoste manipolando con l’ombra di cattive conseguenze, qualche testata giornalistica. Anche di questo esiste prova. Si tratta di una importante garanzia per la società civile e per la Democrazia che contribuisce a tutelare il Diritto dell’Uomo. Se ho perso un processo e poi ne ho vinti una diecina, vorrei dire, è per davvero tutto merito della Giustizia che nelle varie sedi ha saputo leggere le carte e valutare attentamente le mille prove. Vorrei anche dire che il senso della Giustizia, per un Cittadino, è quello di poter vedere nello Stato il suo primo alleato. Purtroppo il danaro corrompe tutto ma non corrode l’aurea verità. Nella mia vicenda hanno responsabilità pochissime persone. Per davvero poche. Molti altri si sono aggregati per necessità pensando, forse, di acquisire qualche privilegio, altri sono stati costretti con la minaccia ed il ricatto come si è dimostrato in questi processi che mi hanno visto dichiarato innocente. Ora, per fortuna, è tutto finito. Nella vita ci sono anche le cose belle e nei Tribunali, quando si entra per sostenere una menzogna, non ci saranno mai ne vincitori ne vinti. Con la Giustizia è meglio non scherzare”.

Quanto sopra dalle sentenze emesse dai Giudici del Tribunale di Milano, nella Repubblica Italiana.  

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