NEW Italia on line – Fondi a Società SGR: si accendono i riflettori

La questione sollevata dalla Fondazione “Paolo di Tarso” diventa un caso mediatico e pare sia destinato a dimostrare nelle sedi competenti (e qui vi saranno prossime sorprese) quanto a volte progetti seri e innovativi che potrebbero procurare molto lavoro in un momento assai difficile per l’Italia, vengano fatti oggetto di valutazioni ultronee e poco o per niente professionali da parte delle Società SGR.
La “Paolo di Tarso” non si arrende e procede nella sua marcia verso l’accertamento di quanto già pubblicato in data 3 Febbraio 2011 e appresso riportato.
Ma in questa battaglia – dice il Presidente della “Paolo di Tarso” - c’è una grande novità: faremo parlare i fatti perchè essi e solo essi possano essere ambasciatori di legittimità, delle capacità che oggi gli italiani sanno esprimere a volte più delle corazzate multizazionali estere e dell’incapacità di alcuni di sapere valutare il bene e il meglio, soprattutto quando, come nel caso dei Fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri alle Società SGR, i progetti rispecchiano e interpretano alla perfezione i dettami del Governo.
Una battaglia che finendo in Procura impegnerà non poco la Magistratura competente in diverse sedi italiane, da Milano alla Sicilia.

Intanto, con molto piacere, pubblichiamo a seguito del precendente articolo quelli che il presidente della Fondazione “Paolo di Tarso” chiama “qualche contenuto” a dimostrazione di quanto possa essere apprezzabile l’Italia digitalizzata e proposta da professionalità e gusto Made in Italy. Non è certo nostra intenzione confrontare questi contenuti con quelli sino ad ora resi disponibili, ad esempio, dal Ministero del Turismo ma riteniamo che quando Vittoria Michela Brambilla o il Ministro Renato Brunetta ne prenderanno atto…sicuramente dovranno rispondere a qualche domanda della nostra redazione.
“E’ giunto il momento di dire “basta” ad ogni diplomazia – ha affermato il Presidente Luana Gallo – per lasciare il passo ad una riappropriazione responsabile dei valori e del diritto egli italiani al lavoro e alla verità”.

La Redazione de ILPARLAMENTARE.IT proporrà tutti ogni aggiornamento sulla vicenda legate alle Società SGR a seguire, come uno spazio Blog. Ciò perchè ogni notizia possa essere reperibile con chiarezza e con un semplice click.
Articolo del 3 Febbario 2011 a cura della Redazione de IL PARLAMENTARE.IT
Immaginiamo se “Report” di Milena Gabanelli, “Annozero” di Michele Santoro con Marco Travaglio, “Vieni via con me” di Fabio Fazio e Roberto Saviano, “Porta a Porta” di  Bruno Vespa, e il “il Fatto Quotidiano”,  la Blog Sfera di Beppe Grillo, il mondo del Social Network con Facebook, Twitter, Stumblers, e a catena tutti coloro i quali stanno prendendo coscienza che il giornalismo e in ogni caso la comunicazione è uno strumento di perfezionamento della Democrazia, si occupassero tutti insieme di puntare i riflettori sulle cose che si fanno al buio in Italia.
E’ un’idea che sta prendendo vita in queste ore grazie all’esperienza diretta vissuta da una nota Fondazione  italiana che sarà tra i testimoni di un sistema sul quale funzionamento si stanno sollevando molte ombre.
La domanda di base è questa: se le direttive del Governo dicono chiaramente che vengono sostenuti i programmi innovativi capaci di creare opportunità di lavoro, come mai, al contrario, si sta inginocchiando il potenziale della geniale progettualità italiana, economia inclusa?
La linea che da qualche ora ha preso vita è quella di rivolgere domande precise a coloro i quali muovono l’economia e la destinano dalle stanze dei ministeri.
Si inizierà dai Fondi SGR, una “mecca”  finanziata 50% dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che, evidentemente, spera che le SGR investano tali fondi in modo da giustificarne con i risultati ottenuti gli stessi investimenti.
Le Società SGR gestiscono Fondi Chiusi Riservati specializzati nell’attività di private equity (later stage) e di venture capital. L’attività delle Società  SGR è rivolta unicamente all’investimento nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese, a supporto del loro sviluppo, della loro aggregazione e riorganizzazione, con l’obiettivo di fornire costantemente all’imprenditore competenze specialistiche sui temi di consulenza strategica e finanziaria, affiancandolo nell’evoluzione della sua impresa.
Nel rispetto della riservatezza e partendo da un’esperienza concreta che testimonierà la procedura adottata da una di queste società SGR, sarà interessante conoscere i risultati ottenuti dalle Aziende finanziate con tale sistema ; altrettanto interessante sarà comprendere come esse siano state trattate dalle Società SGR, se vi siano stati risultati concreti nel senso occupazionale e quale sia stato e sia il sistema di valutazione che le Società SGR hanno adottato per finanziarle. In merito agli strumenti di valutazione sarà anche importante fare luce sulle metodologie e sui parametri adottati poichè le metodologie di selezione debbono rappresentare un sistema etico anche a garanzia dei Fondi che il Governo Italiano, quindi anche i contribuenti, investono in questa direzione. Fondi che rappresentano una fetta importante di questo investimento pari, appunto, al 50%.
“Non potete immaginare – dice qualcuno dalla redazione che ha aperto l’inchiesta - quante cose si possono fare al buio”. Forse questo il motivo per cui è necessario accendere i riflettori.

A seguire una piccola partizione di contenuti proposti dalla Fondazione “Paolo di Tarso” che la stessa ha riunito in digITALIA BANK”: la Banca digitale dell’Immagine dedicata al Grande Patrimonio Culturale, Paesaggistico, Storico Artistico, Archeologico, Ambientale e del Sacro in ITALIA.

Photogallery in formato ORBICOLARE
Questi contenuti sono visualizzabili in Full Screen

Archivio Musicale Papale Arcibasilica S. Giovanni Laterano Roma
Italy is a Masterpiece
La Sicilia che il mondo vorrebbe vedere
Beni Culturali e Paesaggio in Italia full screen 16/9



5 Responses to "NEW Italia on line – Fondi a Società SGR: si accendono i riflettori"

  1. Silvia L  15 febbraio 2011 at 16:18

    Incredibileee!!! Ma questi sono alieni…come hanno fatto a immortalare tutta l’Italia!!!! Ma Brunetta e la Brambilla lo sanno? Io penso che nessun Ufficio governativo si possa permettere oggi il lusso di snobbare un capitale come quello generato da questa fondazione. Si può diventare sostenitori?
    Sono appassionato di fotografia ma qui non si tratta di fotografare e basta! Qui si tratta di avere messo insieme un’Italia straordinariamente forte sia dal punto di vista dell’immagine che turistico e innovativo. Se fossi al posto loro venderei tutto alla Cina che sta realizzando una Piattaforma per veicolare turisti cinesi in Italia. Diventerei ricchissimo. Anzi, conoscendo i cinesi, straricco. Loro sono persone serie che lavorano e hanno il senso delle cose importanti e di valore come questa. E meno male che hanno esposto una piccola parte dei loro dati. Complimenti per davvero. Questa è l’Italia.

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  2. Migena S  14 febbraio 2011 at 19:41

    Salve, sono una giovane commercialista e da sempre appassionata nella ricerca di nuovi progetti.Mi congratulo con la Fondazione Paolo Di Tarso per il grande lavoro svolto.Da parte mia vorrei esprimere una opinione di dissenso contro le solite storture che l Italia ancora oggi presenta. Da parte mia un augurio affinche la vostra Fondazione riesca a portare avanti con successo i progetti realizzati.

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  3. Mario T.  14 febbraio 2011 at 10:09

    Buongiorno, mi chiedo come abbia fatto la Fondazione Paolo di Tarso a realizzare questa colossale opera di digitalizzazione. Sono un esperto nella materia ma, oggettivamente, non pensavo esistesse un archivio digitale simile. Sarei curioso di sapere quanto hanno speso in termini di tempo e danaro coloro i quali hanno realizzato questo lavoro e mi propongo per far parte di questa organizzazione. Per quanto riguarda il contenuto dell’articolo trovo che la presa di posizione della Fondazione sia piú che giusta anche a tutela di tanti giovani esperti italiani che meritano la massima attenzione. É anche giusto che l’Italia si svegli e il Governo si renda conto che il clima generale di scoraggiamento e depressione che porta a volere il male di chiunque governi, sia colpa dell’incapacitá di apprezzare programmi e progetti che potrebbero funzionare per davvero a favore di progetti inutili, dispendiosi e destinati al fallimento. Ad esempio il notissimo sito Italia.it che tutti aspettavamo, almeno gli esperti del mondo digitale, si é mostrata una reiterata truffa costata, come ampiamente descritto in rete, 54 milioni di euro. Profitto per sottolineare che alla fine deve sempre arrivare la multinazionale,ad esempio Google, perché gli allocchi (o ignoranti) dei vari ministeri, incapaci di organizzare le risorse italiane, li salvi dal non avere fatto nulla, per anni. Proprio come starebbe accadendo in questi gioni in cui il Governo sta presentando la digitalizzazione dei Musei italiani. E noi italiani facciamo la fame.

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  4. Pasquale  6 febbraio 2011 at 14:05

    Buonasera voglio complimentarmi per l’articolo. confermando per esperienza personale che il metodo di valutazione applicato da una delle socita’ che gestisce il fondo(Imi Sanpaolo ) nella persona del Dott De Caro Giovanni corrisponde perfettamente a criteri totalmente diversi a quelli che la presidenza del consiglio dei Ministri indica nel bando. Spero che tramite una seria indagine si possa capire cosa veramente finanziano persone come il Dott De Caro .

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    • Fabio  7 febbraio 2011 at 11:47

      Gentile Signor Pasquale, la ringraziamo per avere offerto la sua testimonianza precisa e diretta. Abbiamo ritenuto di pubblicarla poichè la linea editoriale etica della nostra testata si ispira alla tutela della verità e della persona. Poichè i cittadini italiani quando fanno nomi e cognomi spesso rimangono da soli, nel nostro caso non sarà così poichè siamo certi che il suo coraggio sia da imitare. Ora tocca alle istituzioni fare le opportune valutazione poichè rivendicare il diritto al lavoro non debba diventare una macchina di asfissia e di morte progettuale a danno dei cittadini. La redazione de Il parlamentare.it

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