Manovra: Giorgio Napolitano firma e chiede confronto in Parlamento

Manovra - Giorgio Napolitano firma e chiede dibattito in Parlamento

”Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto sulla manovra”. Lo ha annuncia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, nella conferenza stampa sul provvedimento al ministero dell’Economia.
”Oggi pomeriggio il decreto sara’ pubblicato sulla Gazzetta ufficiale – aggiunge Letta – e da stasera sara’ in vigore”. Nella definizione della manovra, sottolinea Letta, ”non ci sono e non ci sono stati ne’ momenti di tensione, ne’ lacerazioni nel governo”. ”Il provvedimento e’ stato approvato nella sua collegialita”’.

In merito alla tempistica, Letta spiega che ”il tempo trascorso dal Cdm alla pubblicazione in Gazzetta e’ dovuto alla messa a punto dal punto di vista tecnico e giuridico delle singole norme”.

E in una nota, annunciando di aver firmato la manovra, Napolitano auspica che in Parlamento sulla manovra, da lui firmata oggi, ”si svolga un confronto realmente aperto”. In una nota, il Capo dello Stato si augura che il confronto, ”partendo dalla condivisione dell’impegno assunto in sede europea per il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014, consenta una seria discussione e libere scelte circa la impostazione e le misure idonee al raggiungimento di tale obiettivo e quindi alla riduzione del debito pubblico, insieme al rilancio della crescita economica”.

IL CAPO DELLO STATO: ”HO EMANATO DL PERCHE’ CONTENUTI RICONDOTTI A NORME ATTINENTI ALLA MANOVRA FINANZIARIA”.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha oggi emanato il decreto legge sulle ”Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” perche’ sono stati ”essenzialmente ricondotti i suoi contenuti alle norme strettamente attinenti alla manovra finanziaria ed a quelle suscettibili di incidere con effetto immediato sulla crescita economica”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.

Il Presidente della Repubblica, prosegue la nota, ”rileva altresi’ che il decreto-legge prevede gran parte della manovra necessaria per raggiungere il pareggio del bilancio entro il 2014; per la restante parte si dovra’ procedere con gli ordinari strumenti di bilancio relativi al triennio 2012-2014 e i relativi disegni di legge collegati. Il Capo dello Stato auspica che in Parlamento si svolga un confronto realmente aperto, che – partendo dalla condivisione dell’impegno assunto in sede europea per il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014 – consenta una seria discussione e libere scelte circa la impostazione e le misure idonee al raggiungimento di tale obiettivo e quindi alla riduzione del debito pubblico, insieme al rilancio della crescita economica”.

SACCONI, PRONTI A MODIFICHE SU INDICIZZAZIONE PENSIONI.

Sulla norma relativa alla rivalutazione parziale delle pensioni, inserita nella manovra, ”siamo pronti a modifiche.

Non dimentichiamo che le fasce piu’ basse hanno un’indicizzazione al 100%: si tratta di guardare alle fasce medie e alte”. Lo ha afferma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. ”Siamo apertissimi a discuterne – conclude – come abbiamo detto subito”.

TREMONTI, SENZA DELEGA SCATTA BLOCCO 15% REGIMI DI FAVORE FISCALE.

”Se vuoi fare una vera riforma si deve passare dalla delega e cambiare il sistema. Noi pensiamo di avere la delega entro il 2012, in alternativa scattera’ il blocco del 15% di tutti i regimi di favore fiscale”. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, illustra il significato della manovra economica spiegando che questa e’ composta da due parti: ”Dal decreto legge e dalla delega assistenziale”.

Tremonti spiega che il governo ”centrera’ tutti i numeri della manovra con due strumenti, il decreto legge e la delega assistenziale. Alle obiezioni sulla delega – aggiunge il ministro – rispondo che se vuoi fare dei cambiamenti di questa dimensione, devi cambiare il sistema e nella delega questi cambiamenti ci sono”.

Tremonti conferma quindi che ”se non ci sara’ la delega scattera’ per legge, nella legge di stabilita’, un meccanismo di chiusura automatico delle agevolazioni fiscali del valore di 150 miliardi”.

Illustrando i numeri della manovra Tremonti ribadisce che ”il pareggio di bilancio e’ fondamentale perche’ meccanicamente se si andra’ al pareggio il debito scende in automatico. In tal senso – aggiunge Tremonti – sul 2011 abbiamo previsto una correzione e una manutenzione per 2 miliardi e siamo assolutamente certi che l’obiettivo nel 2011 sara’ centrato a legge vigente”.

Sul 2012 – aggiunge il ministro – ”la correzione e’ di 6 miliardi che si aggiungera’ a quanto fatto negli anni passati, mentre sul 2013 abbiamo una correzione di 28 miliardi piu’ 2 miliardi dalla delega assistenziale. Sul 2014 ci saranno 25 miliardi piu’ 15 miliardi della delega”.

I COSTI DELLA POLITICA.

”E’ il cambiamento piu’ radicale degli apparati – dice Tremonti – che sia mai stato approvato. Non c’e’ mai stato un paese che ha adottato questo criterio”. Il parametro della media europea verra’ applicato ”man mano che ci sono le nuove cariche. Se si fa nell’immediato il funzionario fa ricorso e tutto si blocca”. La misura, spiega ancora Tremonti, riguarda un ampio range di compensi amministrativi.

Per quanto riguarda Camera e Senato ”non e’ possibile fare per decreto un intervento diretto, il Quirinale non lo avrebbe firmato”. Si prevede quindi che ”il livello europeo scattera’ dal prossimo Parlamento. Per questo Parlamento c’e’ l’impulso a ridurre e i risparmi saranno destinati all’8 per mille”. Tra gli altri interventi sono previsti ”voli di Stato trasparenti, pubblicati su internet, e le auto blu che, man mano che vengono rottamate, devo essere sostituite da veicoli non superiori a 1.600 di cilindrata”.

ICE SARA’ INTEGRATO NEL MINISTERO ESTERI.

”E’ stato previsto che l’Ice sara’ integrato nel ministero degli Esteri”.

SU LODO MONDADORI PARLERA’ PALAZZO CHIGI.

”Ne parlera’ ufficialmente Palazzo Chigi”. Cosi’ Tremonti sulla norma presentata e poi ritirata riguardante il lodo Mondadori.

Per il ministro il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ”era una norma responsabile”. ”Pagare prima della condanna – spiega Romani – mette in crisi la stessa azienda e i suoi occupati. Su questo si e’ scatenato l’inferno e responsabilmente il presidente del COnsiglio, ritenendo che la manovra fosse piu’ importante ha chiesto al ministro del Tesoro di ritirarla”. Per Romani quello che e’ accaduto ”e’ una cosa assolutamente normale. Non c’e’ nulla nascondere”.

IL NO DI COMUNI E REGIONI.

La manovra economica proposta dal governo ”e’ iniqua e aggrava ancora di piu’ i criteri di iniquita’ con tagli alle spalle dei Comuni”, per questo l’Anci disertera’ ogni incontro politico con l’esecutivo. La dura presa di posizione dei Comuni e’ stata espressa dal presidente dell’Anci, Osvaldo Napoli che, a nome dell’organizzazione dei Comuni d’Italia ha lanciato un vero e proprio ”appello” al Parlamento perche’ si apra subito un dialogo per rivedere i contenuti della manovra stessa. Lo stesso presidente dell’Anci ha quindi annunciato la sospensione di ogni incontro per l’attuazione del federalismo fiscale e chiesto una convocazione di una conferenza unificata in seduta straordinaria ”alla presenza del ministro dell’Economia Tremonti”.

A sottolineare la gravita’ della situazione anche il vice presidente dell’Anci Graziano Del Rio il quale ha detto esplicitamente che con la manovra si ”pone la pietra tombale sul federalismo. Non vogliamo poi piu’ – ha aggiunto – sentir parlare di Comuni virtuosi, qui in realta’ si sta rimettendo in piedi il vecchio centralismo e si mettono le manette ai Comuni”.

Per le Regioni le conseguenze della manovra comportano la non governabilita’ del territorio e vanificano il percorso del Federalismo.

”Il nostro auspicio – dice il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani – e’ che da parte del Governo ci sia una risposta di merito. Siamo pronti a fare in tempi rapidi un confronto, nel frattempo, domani presenteremo nella Conferenza unificata le conseguenze che noi leggiamo in questa Manovra”. (ASCA)

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