Napolitano: Battisti questione ancora incompresa

Giorgio Napolitano e Cesare Battisti su IL PARLAMENTARE.IT

Napolitano interviene sulla mancata estradizione dal Brasile dell’ex terrorista rosso Cesare Battisti, condannato all’ergastolo per 4 omicidi e afferma: “non siamo riusciti a far comprendere cosa abbia significato per noi la vicenda del terrorismo e quale forza straordinaria sia servita per batterlo“. “L’esito negativo – scrive il Capo dello Stato all’ex giudice istruttore del caso Battisti, che ha pubblicato un libro sulla vicenda e ne ha fatto dono al Presidente- ha un significato profondamente lesivo del rispetto dovuto agli accordi sottoscritti e alle ragioni della lotta al terrorismo’.

BATTISTI: NON MI PENTO DI NIENTE. E EVOCA TORTURE IN ITALIA ”Non ho paura di niente” e ”non mi pento di niente’‘ – ha esordito Cesare Battisti in un’intervista ad una rivista brasiliana e arriva a dire che i responsabili degli omicidi di cui è stato accusato sono stati ”arrestati e torturati” in Italia. Torna all’attacco l’ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac), piazzato in prima pagina su uno dei settimanali piu’ diffusi in Brasile, Istoe’. E si difende cosi’: “Non posso pentirmi di ciò che non ho commesso. Mi accusano di omicidi i cui responsabili sono stati arrestati e torturati”. E quando quando gli omicidi sono stati commessi, assicura, ”io non facevo più parte dell’ organizzazione”. Ora che, come recita il titolo dell’intervista, e’ un ”cittadino del Brasile”, Battisti racconta come vive la sua liberta’, per la quale ringrazia le autorita’ brasiliane. “Avevo già esperienza di prigione e libertà – afferma l’ex terrorista rosso rilasciato in giugno dal carcere di Brasilia – Sapevo che dopo l’inferno della prigione c’é un altro inferno fuori dalla cella”. E spiega di vivere di “collette” del suo gruppo di appoggio in diversi paesi, e di aver intenzione di portare in Brasile la “Lettura Furiosa”, ong francese di Luiz Rosa, che secondo Istoe’ riceve l’appoggio dell’Unione Europea. Ma l’importante e’ essere uscito dal carcere: “Sono libero – dice – Ho molto rispetto per le autorità brasiliane. Spero di poter ringraziare personalmente le molte persone che mi hanno aiutato, principalmente Tarso Genro”, l’ex ministro della giustizia, che lo ha accolto nel 2009 come rifugiato in Brasile. ”Se fosse possibile – aggiunge – se non incomodo nessuno, mi piacerebbe molto anche ringraziare il presidente Lula“. Ma cosa ne pensa del boicottaggio ai mondiali di calcio del 2014 in Brasile, ventilato da più parti in Italia, in segno di protesta contro la sua liberazione? “Alla maggioranza degli italiani non importa nulla – e’ convinto -. Dietro questa campagna vi sono gruppi di estrema destra manipolati. Ma ci sono anche quelli che mi difendono”

 

 

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