Veto Lega, salta accordo sulle pensioni. Ue: “Più attenzione per la crescita”

Unione Europea

C’è il veto della Lega sulle pensioni, scrive Paola Pica : l’accordo di Arcore è saltato e la partita sulla manovra si è riaperta. Via la stretta sul riscatto degli anni della laurea e del servizio militare, mentre si torna a parlare di aumento dell’Iva e di contributo di solidarietà.

La decisione di non inserire in manovra le novità sul conteggio per le pensioni di anzianità, mossa che la Cgil di Susanna Camusso aveva definito un «golpe», e che presenterebbe dubbi di costituzionalità, potrebbe essere formalizzata in un vertice di maggioranza. Palazzo Chigi ha invece smentito che il consiglio dei ministri di domani si occupi della manovra: all’ordine del giorno c’è solo la giustizia con le disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili In mattinata si è svolto un faccia a faccia tra il ministro leghista per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli e il titolare del Lavoro Maurizio Sacconi, accompagnati dai tecnici dei rispettivi dicasteri «per approfondire la materia previdenziale, in particolare non solo per l’ impatto finanziario ma soprattutto per l’ impatto sociale» come recitava un comunicato del ministero guidato da Calderoli.

IL FARO DELL’EUROPA – La Commissione europea avrà «particolare attenzione» alla composizione della manovra ed «è fiduciosa che le misure per il rilancio della crescita avranno un peso maggiore» è stato l’invito di Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici . La Commissione «non si aspetta che gli obiettivi su cui l’Italia si è impegnata con i partner europei siano rimessi in discussione» e nella sua analisi sul testo della manovra «farà particolarmente attenzione alla composizione finale del pacchetto di misure». Bruxelles confida soprattutto nel fatto che in tale pacchetto i provvedimenti per la crescita «abbiano un peso maggiore». I parametri su cui si baserà la valutazione della Commissione saranno il rispetto degli impegni del patto di stabilità e l’inserimento di misure per il rilancio della crescita e dell’occupazione.

LA MAGGIORANZA: IMPEGNATI IN LOTTA ALL’EVASIONE – Tornando alla manovra la perdita del gettito di circa 1,5 miliardi (500 milioni nel 2013 e 1 miliardo nel 2014) derivante dalla non adozione della norma sulle pensioni – hanno affermato fonti della maggioranza secondo quanto riportato dall’ Ansa – verrà compensata da un’aumento della lotta all’evasione fiscale, con provvedimenti già allo studio. E che dovrebbero prevedere un inasprimento delle norme ed un coinvolgimento dei Comuni.

VALANGA DI EMENDAMENTI – Intanto è iniziato Senato, Commissione Bilancio, l’iter di modifica del provvedimento varato alla vigilia di Ferragosto dal governo. Un «assalto» di 1.300 emendamenti da votare per cambiare la manovra. Un percorso che sulla carta prevederebbe in serata la sintesi da parte di governo e relatore. Il governo sarebbe orientato a porre domani la questione di fiducia.

BERSANI: MA IL PAREGGIO NON C’E’ – «Nel mondo tutti pensano che l’Italia sia una barca senza timone e, francamente, è difficile dar loro torto» ha commentato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani alla festa del partito a Modena: «La diffidenza dei mercati si spiega con il fatto che questo famoso pareggio di bilancio in questi provvedimenti non c’è». Di «farsa» e «scandalo» e di una manovra «che non c’è» ha parlato invece Anna Finocchiaro presidente del gruppo Pd al Senato che ha avvertito: « C’è un limite alla decenza: visto che resistono norme come quella sul tfr e la tredicesima, chiedo di sapere quando hanno intenzione di rompere il patto stretto con evasori e privilegiati».

BONANNI: IL GOVERNO CI HA ASCOLTATO – « Il governo ha accolto la nostra richiesta di stralciare la norma che avrebbe causato un danno al personale che aveva riscattato la laurea ed il servizio militare» ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, aprendo i lavori del Comitato Esecutivo della Cisl e affermando di attendersi ora «ulteriori modifiche alla manovra nel segno dell’equità, della giustizia sociale e del taglio ai costi della politica».

 

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