NEWS: “La Calabria prende il volo!” – I nostri auguri per una delocalizzazione “razionale”

Regione Calabria: la Calabria prende il Volo

L’idea dello Slogan “La Calabria prende il volo!” è dell’Assessorato ai Programmi speciali UE, alle Politiche Euro – mediterranee, alla Internazionalizzazione, alla Cooperazione tra i popoli ed alle Politiche per la pace, Dipartimento Presidenza, Settore n.5 “Cooperazione, internazionalizzazione e Politiche di Sviluppo Euro-Mediterranee”, Servizio “Internazionalizzazione dei Sistemi Produttivi”.

Riteniamo estremamente positivo che la Regione si adoperi perché il prodotto Calabria possa immettersi sulle autostrade del mercato prima che questo trovi più conveniente scontare dal debito nazionale una buona parte rilevando la produttività di tutta la Calabria e della sua enorme capacità di produrre acqua e cibo salutistico, vero patrimonio, insieme alle nuove energie, del secolo in corso. Per questo motivo la nostra riflessione, in questo particolare momento, propone la voce di calabresi intelligenti che animano quella parte della società civile laboriosa e intraprendente, in Italia e all’Estero, oltre che di un “fare” onesto e lungimirante che si adopera perché il Mezzogiorno d’Italia possa avviarsi verso la concretizzazione di un grande progetto etico che alle buone intenzioni possa sostituire i fatti e i risultati concreti. Tutti i Calabresi che non risiedono più in Calabria trarrebbero beneficio da una sana politica di Internazionalizzazione.  Crediamo sia giunto il momento che qualcuno faccia notare alla Regione Calabria che il rivolgersi, ad esempio, al mercato costituito dai “Calabresi nel mondo” è anche segno del fatto che le cose non sono cambiate affatto dal giorno in cui essi dovetterp trovare il coraggio di emigrare. Dunque è tempo che la Regione Calabria trovi in Calabria, grazie alla “Politica”, il modo per diventare orgoglio dei calabresi nel mondo. Questa sarebbe la migliore formula per l’internazionalizzazione del prodotto.

Siamo sicuri che qualche suggerimento “razionale” possa tornare gradito al Governatore Giuseppe Scopelliti quale sincero augurio di un 2012 nel bene comune.

Lo slogan “La Calabria prende il volo!” ha animato il desiderio di un riscatto attivo, dinamico e moderno. E’ uno slogan che fa sognare gli autentici calabresi e che interpreta perfettamente il loro sogno, la loro esigenza reale, la loro necessità impellente. Essi, però, ritengono che il modo migliore per guardare al futuro sia quello di pensare positivo senza negare l’evidenza. Il messaggio dei calabresi di successo è chiaro: “non possiamo pretendere di stringere la mano del mercato internazionale quando la nostra mano è infettata da piaghe purulente”. 

E così, proprio guardando un manifesto 6×3 ove trionfa “La Calabria prende il volo!” che nascono le domande per il bene comune in chi, dopo l’epifania, tornerà all’estero ad attendere guardando il cielo azzurro del mercato internazionale, la Calabria che prende il volo: “La Calabria dispone di un programma statistico di internazionalizzazione fornito da eminentissime e indiscutibili organizzazioni internazionali di settore? E cioè di ciò che conviene delocalizzare per prima o con maggiore spinta, o su quale mercato, o con quali strumenti, politiche, accordi, Paesi, forme di mercato? O magari continueremo a fare gli errori del passato dando tutto il meglio della produttività ad altri Paesi dei quali si finisce per diventare subalterni più di quanto già lo siamo? Un esempio ci aiuta: la Francia è proprietaria delle società che gestiscono le nostre acque (es:Veolia) e ci da anche da mangiare (Parmalat), gestisce i nostri risparmi (BNL, Cariparma), ci eroga energia elettrica e gas (Edison).”

Dunque: “La Calabria prende il volo!”

In attesa delle risposte che troveranno (gratuitamente) su questa testata tutto lo spazio richiesto dalla Regione Calabria, auguriamo a quest’ultima “il Bene, il Buono, il Bello” che ancora, nonostante gli sforzi di molte associazioni e della politica, non è sufficiente.

Allora, prima che di equità parliamo di “etica”. Quella, per esempio, auspicata di recente dal Sommo Pontefice che fa la differenza tra le buone intenzioni e l’azione che ne determina, invece, il loro reale compimento e successo.

La Regione Calabria ha oggi bisogno di idee originali, di esercitare un forte potere di adunanza di menti geniali e fertili, quelle che spesso non chiedono, non sostano dietro le porte della politica, quelle che non usano parole di lusinga e non cercano parole di gratitudine. E’ il momento in cui a lei, Governatore Scopelliti, è richiesto uno sforzo civile di lungimiranza senza precedenti per ascoltare senza pregiudizi tutti coloro i quali hanno ancora il cuore puro e hanno dimostrato in Italia e nel mondo il vero talento di geniali e combattivi calabresi “del” mondo. Sono loro che hanno il dono naturale dell’internazionalizzazione e che non renderanno vani i fondi comunitari in una regione che oggettivamente è piena zeppa di problemi molto seri. Si fermi un attimo e tenti di individuare “soggetti” trainanti e non solo politiche utili alla crescita. Li cerchi soprattutto lontano dalla politica nei luoghi ove “Etica” e “Onestà” si coniugano nel lavoro. Cerchi, perché ci sono, coloro i quali sanno scolpire nei luoghi del nulla il tutto. Li cerchi tra quelli che la cupidigia politica non ha ancora fatto giungere a lei magari con l’esercizio della solita litania “quello è meglio di no….quello è della mia zona….quello non deve lavorare”. Rompa gli schemi e dia vita ad una nicchia di sviluppo come ad una possibile aurora mai vista prima d’ora. Cerchi ancora fuori dai confini del partito nei luoghi dell’oggettività. La Calabria ha bisogno di soggetti capaci di generare nuove economie. Soggetti che potrebbero sfuggire a chi ha scelto la carriera politica e che non pensa ad individuare nuove risorse, ma di spendere quelle che esistono già. Soggetti, quelli che occorrono alla Calabria, che magari non siano immediatamente identificabili nella sfera della sua conoscenza. Ci faccia un solo nome di politico regionale da lei messi al Governo che sia capace di interpretare lo sviluppo del settore “IT” e dei giganteschi potenziali flussi finanziari che da esso ne deriverebbero se ben utilizzati. La Calabria dispone di leader di settore che non sono stati mai invitati a presentarle nenache solo un’idea. Lei potrebbe cambiare le sorti dell’economia se riuscisse a interpretare e convogliare il potere della modernità. Diversamente, si vedrà costretto a fasciare ogni giorno le ferite di un passato poco glorioso della politica regionale calabrese.

Oggi, all’alba del 2012 intendiamo promuovere la Calabria “SI” perché essa c’è. Ricordiamo a lei e alle Istituzioni italiane, però, che sulla rampa di lancio non è tutto rose e fiori:

“La Calabria prende il volo!”, la Calabria nella quale cresce in modo sconcertante la disoccupazione, nella quale un cittadino su quattro è a rischio esclusione sociale (istat), nella quale il 12,9% delle famiglie è gravemente deprivato – valore più che doppio rispetto al Centro (5,6%) e più che triplo rispetto al Nord (3,7%).

“La Calabria prende il volo!”, perché far camminare su gomma i prodotti calabresi sarà presto impossibile a causa del costo del trasporto che dovrà attenersi ai costi del carburante con naturali drammatiche conseguenze sul mercato degli stessi prodotti calabresi che, nonostante l’alto livello di eccellenza in campo qualitativo e salutistico, rischiano più di quanto già subiscono, di essere considerati dall’acquirente fuori mercato. Il carburante in Calabria, anche per colpa delle accise regionali, ha il costo più alto di tutta Europa e forse del mondo. Una vera vergogna. Motivo per cui gli autotrasportatori calabresi, esasperati da ciò, si associano e urlano per il caro carburante che sta inginocchiando anche i più forti e che tra qualche mese, se la Regione Calabria non riesce a realizzare una vera idea che modifichi politicamente la situazione e sia capace di imporsi a livello nazionale, sarà responsabile di migliaia di possibili licenziamenti.

“La Calabria prende il volo!”, ma Coldiretti ha denunciato che il +25% della popolazione entra nei discount con gravissime ricadute negative sulle vendite del prodotto tradizionale e di prossimità, oltre (diciamolo) che di possibili ricadute sulla salute degli stessi cittadini. Dunque non basta il danno che il costo del trasporto su gomma ha procurato per la delocalizzazione ma ad esso si aggiunge un gravissimo danno in ambiente di “prossimità” e cioè del prodotto che si vende sullo stesso territorio.

“La Calabria prende il volo!”, ma i Consorzi alimentari della Calabria, nonostante le Nazioni Unite (UNESCO) abbiano proclamato Patrimonio dell’Umanità la Dieta Mediterranea – tipicamente legata ai prodotti della Calabria in particolare – lamentano la difficoltà a collocare sul mercato l’eccellente prodotto calabrese che è tra i primi al mondo per caratteristiche salutistiche. Pertanto, evidentemente, la politica ha veramente molto da fare ma senza aprire gli occhi all’IT, spenderà moltissimo danaro a fronte di ricadute economiche debolissime.

“La Calabria prende il volo!”, ma intanto Michele Traversa, uno dei piloti che avrebbe dovuto farla decollare, dopo solo sette mesi getta la spugna e porta la Calabria sulla scena nazionale perché si dimette da sindaco della Città di Catanzaro rifugiandosi tra gli scanni damascati della Camera dei Deputati a intascare una bella paghetta di fine mese, senza preoccuparsi delle drammatiche prospettive di futuro del capoluogo di regione. In tal senso sarebbe un suo dovere mandare in onda le interviste che Michele Traversa ha rilasciato un attimo dopo la sua vittoria elettorale per capire meglio di chi e di cosa stiamo parlando.

 “La Calabria prende il volo!”, ma il Turismo è in ginocchio e la Regione Calabria non ha un piano concretamente efficace per il Turismo. L’assenza dell’Assessore è il meno.

“La Calabria prende il volo!”, ma la Magistratura Antimafia arresta consiglieri della maggioranza e personalità di punta che molto hanno contribuito in termini di voti al sostegno dell’attuale Governo che lei presiede e collegati, tra l’altro, ad una parte della Chiesa locale che, continuando così, difficilmente potrà ritenersi in buona fede. Ciò rende facile prevedere che le Procure Antimafia abbiano molto lavoro in corso e che daranno vita a conseguenti drammatiche ricadute sulla credibilità politica e morale dell’attuale classe dirigente e, purtroppo, dei tantissimi calabresi onesti, brillanti, preparati e ingegnosi che ne pagheranno le conseguenze insieme a tutte le Imprese che operano coraggiosamente, nonostante tutto, sul territorio.

 

 

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