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domenica, Novembre 28, 2021

Riforma Fiscale: NO al Fondo “taglia tasse”

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Nessuna variazione per le aliquote Irpef che rimangono cinque. L’Irap, strumento fiscale attraverso il quale lo Stato incassa ogni anno trentacinque miliardi, non sarà abolita. L’IRI, imposta sul reddito imprenditoriale, prenderà il posto dell’IRES, imposta sul reddito delle società.

La nota più dolorosa, fra le tante, è il NO al fondo taglia tasse, che era stato pensato per finanziare gli sgravi fiscali con gli incassi derivati dalla lotta contro l’evasione.

Nuova gara per le frequenze televisive. Passera, ministro dello Sviluppo economico, ha riferito che entro centoventi giorni l’autorità per le comunicazioni assegnerà le frequenze mediante rilanci competitivi.

Nella delega prende posto anche la riforma del Catasto. Il valore degli immobili, d’ora in poi, non sarà più valutato sulla base del numero di vani, bensì al metro quadrato e in relazione alla zona in cui essi si trovano.

Sarà stabilizzato l’istituto del cinque per mille, utilizzato da oltre quindici milioni di contribuenti.

Prevista la riorganizzazione dell’Iva e delle altre imposte indirette: registro, bollo, ipotecarie e catastali, concessioni governative, assicurazioni e intrattenimenti.

Una bella notizia nel nero più profondo è di certo da considerarsi la misura inserita per scoraggiare i giocatori incalliti, e per questo saranno riviste le tasse collegate.

L’Imu, Imposta Municipale Unica,  sarà pagata per il 2012 in tre rate, ma solo sulla prima casa: acconto da versare entro il 16 giugno, due terzi dell’importo entro il 16 settembre e il resto, con il conguaglio a favore dei Comuni, entro il 16 dicembre.

Nel caso di coppie separate o divorziate pagherà l’Imu chi resta nella casa, anche se non ne è il proprietario.

In Abruzzo ( ci mancherebbe ) niente Imu per gli edifici distrutti o agibili a causa del terremoto.

Cancellata l’eventualità di tassare le borse di studio; sarebbe stato forse troppo?

Più pesante, infine, la tassazione sugli aerotax: cento euro a passeggero per i primi millecinquecento chilometri, duecento per percorsi più lunghi. L’importo dovrà essere versato all’erario dalle piccole compagnie aeree.

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