Formigoni a Daccò: non cederò ai ricatti

”Non cedero’ al ricatto”. Scrive cosi’ Roberto Formigoni in una lettera aperta diffusa oggi dopo le dichiarazioni del faccendiere Pierangelo Dacco’, da 6 mesi in carcere per le inchieste sul San Raffaele e sulla Fondazione Maugeri. Formigoni sostiene che ”probabilmente la pubblicazione illegale di atti” continuera’ anche nei prossimi giorni ma che si tratta di atti che non contengono niente di penalmente rilevante ma che ”danno spazio a speculazioni e attacchi politici senza precedenti, infondati, che hanno l’evidente scopo di mirare la credibilita’ mia e del governo di Regione Lombardia. Dico subito che questi attacchi falliranno come sono falliti finora: non cedero’ al ricatto”. In un altro passaggio il governatore ribadisce che Dacco’ non ha avuto ”indebiti vantaggi” dalla Regione Lombardia grazie al fatto di conoscere lo stesso Formigoni e conferma che si assumera’ tutte le sue responsabilita’ ”se la stampa dimostrera’ il contrario”. ”Ma cio’, mi si creda – conclude – e’ impossibile, ripeto, impossibile”.

FORMIGONI, MA QUALE BARCA PER MESI E MESI – Roberto Formigoni è stato “talora” ospite sulla barca “Ad Maiora di Antonio Simone” (ex assessore arrestato) un “amico da 40 anni”, sempre su suo invito e “spesso” in compagnia di parenti o amici di Simone e di Pierangelo Daccò (il faccendiere in carcere) o di loro stessi. Ma solo “qualche weekend di giugno o luglio, alcuni giorni durante le vacanze di agosto. Altro che barche a totale disposizione per mesi e mesi”.Così il governatore in una lettera aperta dopo le rivelazioni di Daccò. Formigoni spiega poi di limitarsi a ”correggere o smentire” solo ”alcune delle piu’ grandi falsita’ che sono state scritte in questi giorni” perche’ ”sarebbe impossibile per chiunque rispondere agli infiniti nuovi particolari verosimili, inverosimili o di fantasia”. ”Le spese al Meeting di Piero Dacco’ mi riguardano solo molto parzialmente”. Fra quanto il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, intende ”smentire o correggere” dopo la pubblicazione dei verbali dell’interrogatorio del faccendiere Pierangelo Dacco’, ci sono anche le spese sostenute per il Meeting di Rimini, tradizionale appuntamento di Comunione e Liberazione. ”Ho partecipato a tutte le 31 edizioni del Meeting – scrive il governatore in una lettera aperta diffusa oggi – e sono stato a colazioni o a cene con centinaia di ospiti; con Dacco’ soltanto 2 o 3 volte in tutto. E basta”. Poi poche righe per correggere il tiro su altre vicende. Primo: ”Mai stato a Rio de Janeiro con Piero Dacco”’. Secondo: ”Le spese attribuite a Dacco’ nei resoconti giornalistici non riguardano certo me o solo me. Ricordo che Piero Dacco’ e’ stato in tutti questi anni un imprenditore in campo sanitario soprattutto all’estero (Cile, Argentina, Israele…) con migliaia di rapporti in tutto il mondo”. Terzo: ”51mila euro per un volo da Milano a Nizza come oggi pubblicato??? Questa e’ una di quelle cifre inverosimili che tolgono ulteriore credibilita’ al tutto”.

DACCO’, PER OJALA FECI CONTRATTI FITTIZI – Il faccendiere Pierangelo Dacco’ nell’interrogatorio davanti ai pm milanesi ha parlato anche di contratti fittizi in relazione al noleggio dell’imbarcazione Ojala. Dacco’ lo ha spiegato ai magistrati dopo che gli stessi gli hanno contestato carte provenienti dalle autorita’ svizzere. ”Sono contratti – ha spiegato Dacco’ ai pm – mai eseguiti nel senso che non e’ mai stato pagato il corrispettivo previsto”. Quindi ha precisato che dovendo ospitare per alcune settimane Formigoni e Perego, il suo fiduciario gli aveva consigliato di stipulare quei contratti ”in modo che in caso di controlli da parte delle autorita’, Perego e Formigoni potessero giustificare l’utilizzo della barca”. Nell’interrogatorio sostenuto davanti ai pm di Milano Pierangelo Daccò ha spiegato i suoi rapporti con la regione Lombardia nel rappresentare le esigenze della Fondazione Maugeri e ha raccontato di avere dato soldi ad Antonio Simone, amico di Formigoni, la cui moglie in una lettera alla stampa ha polemizzato con il presidente della Lombardia per il suo stile di vita. “La mia attività – ha precisato – consisteva nel parlare con il direttore generale Luccina ovvero con l’assessore in carica e nel cercare di convincerli della bontà delle richieste ed esigenze rappresentate dalla fondazione Maugeri”. Daccò ha quindi precisato di avere corrisposto ad Antonio Simone, assessore negli anni ’90 e coinvolto nell’inchiesta, il 40-50% di tutti i compensi ricevuti. “Mi chiedete – ha aggiunto – per quale motivo abbia corrisposto a Simone la metà dei guadagni provenienti dalla Fondazione, e rispondo che l’ho fatto perché era stato lui a presentarmi il cliente e in alcune occasioni svolgeva in mio favore attività di consulenza in materia politico-sanitaria”. Le cene a cinque stelle ”erano destinate a mostrare ai miei conoscenti e clienti le mie conoscenze importanti con politici, esponenti delle forze dell’ordine, professori universitari nelle facolta’ di medicina”. E’ uno dei passaggi dell’interrogatorio dello scorso 19 maggio di Pierangelo Dacco’, il faccendiere legato da una ”grande amicizia” con il presidente della Lombardia Roberto Formigoni e in carcere nell’ambito delle inchieste sui casi San Raffaele e Maugeri. Dacco’ al procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e ai pm Laura Pedio e Antonio Pastore ha riferito delle cene da lui offerte in ristoranti come ”Lo Squero” di Rimini in occasione del meeting di Cl o come quella da Sadler a Milano. A proposito di quest’ultima Dacco’ ha aggiunto:”Si tratta di una delle cene che organizzo per le mie pubbliche relazioni” alla quale era presente anche Formigoni.

DACCO’ SMENTISCE FORMIGONI SU VACANZE “Se qualcuno dimostrasse che Daccò ha avuto un vantaggio dai rapporti con me mi assumerò le mie responsabilità e mi dimetterò”. Sono le parole di Roberto Formigoni sugli ultimi particolari venuti a galla nell’inchiesta sul caso Maugeri e che, sulle vacanze a cinque stelle su yacht e ai Caraibi, contraddicono la versione da sempre data dal Governatore della Lombardia. Mentre le indagini continuano a ritmo serrato, e potrebbero riservare sorprese, spuntano altri e inediti dettagli, dai risvolti più politici che giudiziari, sui viaggi natalizi ed estivi di Formigoni. Dettagli messi a verbale, non solo dal faccendiere Piero Daccò, in carcere dallo scorso 15 novembre per la vicenda del San Raffaele e più di un mese fa raggiunto, con altre 4 persone, da un altro provvedimento d’arresto per l’inchiesta sulla Maugeri, ma anche dal marinaio responsabile di uno delle sue lussuose barche, l’ ‘Ad Maiora’. Il marinaio, sentito dai pm di Milano Laura Pedio e Antonio Pastore che da oltre un mese, assieme al procuratore aggiunto Francesco Greco, stanno interrogando quasi senza sosta indagati e non, ha spiegato che lo yacht sarebbe stato “messo nella disponibilità esclusiva del presidente della Regione Lombardia”, da giugno a settembre, o in Liguria o in Sardegna. Un benefit, offerto da Daccò, che avrebbe quasi sempre usato l’altra sua barca e che avrebbe sborsato “tra i 30 e i 50 mila euro a stagione”. Costi che rientrerebbero in quella che era l’attività di lobbying e di pubbliche relazioni di Daccò, tant’é che il faccendiere, sabato scorso, ha messo nero su bianco in un verbale che non è secretato: “Oltre al capodanno 2010/11 – ha spiegato ai magistrati Daccò – ho passato con Formigoni anche il capodanno 2009/10 e 2008/09. In occasione di tutte le vacanze di fine d’anno, ho sostenuto io tutte le spese di alloggio presso le ville prese in affitto ai Caraibi. Formigoni e altri amici hanno alloggiato in tali ville senza corrispondere alcuna quota”. Daccò ha quindi precisato: “Per quanto invece riguarda i viaggi aerei sono certo che Formigoni mi ha rimborsato tramite Perego, ma non sono in grado di riferirvi con quali modalità, forse anche in contanti. Non ricordo le modalità con cui Formigoni mi ha rimborsato i biglietti aerei da me anticipati, ma ricordo che mi disse che voleva assolutamente rimborsarmi perché era un personaggio pubblico”. “Mi chiedete – ha continuato Daccò – se Formigoni mi abbia anche rimborsato per il volo aereo del capodanno 2010/11 per il quale ho sostenuto la spesa di euro 100.000 e rispondo di no, che in relazione a tale volo così come per le spese di alloggio Formigoni non mi ha rimborsato alcunché”. Daccò ha anche raccontato ai magistrati di avere organizzato in occasione di ogni Meeting di Cl a Rimini cene anche per 180 persone: “Per tali cene, sostenevo spese in ciascuna occasione di circa 18.000 euro”. Quindi ha raccontato di conoscere da oltre 20 anni Formigoni il quale a Natale ha pranzato spesso con lui e la sua famiglia. Le dichiarazioni di Daccò hanno di nuovo sollevato un vespaio. Formigoni ha confermato la sua versione di sempre: “Si va in vacanza con un gruppo ampio, uno paga una cosa, uno paga un’altra e alla fine si conguaglia ma non è stato sperperato neppure un euro di denaro pubblico e non c’é nessuna indagine a carico della Regione Lombardia”. Mentre esponenti del Pdl, come Paolo Valentini, capogruppo nel consiglio regionale lombardo, l’europarlamentare Lara Comi, il senatore Stefano De Lillo e il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, hanno fatto quadrato attorno al Governatore, il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Luca Gaffuri ha lanciato un invito alla maggioranza: “Formigoni è stato smentito da Daccò. Il Pdl e la Lega farebbero bene a votare la sfiducia”. Infine per Franco Mirabelli, consigliere lombardo sempre del Partito Democratico, “le dichiarazioni di Daccò sono l’ulteriore conferma che Formigoni non ha più la credibilità né l’autorevolezza per continuare a governare la Lombardia”. ANSA

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