14.3 C
Rome
domenica, Aprile 18, 2021

Corte Costituzionale da ragione a Giorgio Napolitano: il conflitto c’è

Must read

NOI Donne: dibattito sul tema “il Senso di responsabilità. Sanità e gestione Vaccini”.

Webinar interregionale del Movimento NOI dedicato alle Donne sul tema portante del "Senso di Responsabilità" nel campo della Sanità e della Gestione...

Attentato al prof. Cesare Ierullo delegato politico Movimento NOI Vibo Valentia

a cura della Redazione/ Apprendiamo del vile gesto rivolto al nostro Delegato politico sul territorio di Vibo Valentia...

Colori Regioni: da domani i cambi di zona. Ecco cosa si può fare nella settimana di Pasqua

Da lunedì 29 marzo scattano in Italia i cambiamenti di colore. Alle otto Regioni e una Provincia...

Movimento NOI Donne: il Senso di responsabilità

Correttezza, coscienziosità e senso del Dovere sono componenti fondamentali della Responsabilità. Un forte senso di responsabilità implica qualcosa di più. Una cosa...

Il Presidente della repubblica Italiana Giorgio Napolitano
Il Presidente della repubblica Italiana Giorgio Napolitano

ROMA – Il conflitto di attribuzione tra il Capo dello Stato e la Procura di Palermo c’è. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, dichiarando ammissibile il ricorso di Giorgio Napolitano contro la Procura di Palermo sulla vicenda delle intercettazioni delle telefonate con Nicola Mancino.

Il Quirinale aveva presentato il ricorso dopo le intercettazioni indirette di conversazioni telefoniche del Capo dello Stato fatte nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia.

I giudici della Consulta hanno ritenuto fondato il ricorso perché Capo dello Stato e Procura di Palermo sono entrambi poteri dello Stato.

Il Quirinale sostiene che il Presidente non poteva essere intercettato e che le registrazioni dovevano essere distrutte. Secondo i pm palermitani, invece, la distruzione può essere disposta solo dal giudice per le indagini preliminari.

Le telefonate al Presidente Napolitano erano state registrate intercettando le conversazioni telefoniche dell’ex ministro Mancino, la cui utenza era stata messa sotto controllo su mandato dei magistrati palermitani. Quelle registrazioni non sono state distrutte.

Il Presidente della Repubblica, ritenendo lese le proprie prerogative garantite dall’articolo 90 della Costituzione, ha fatto ricorso alla Consulta.

La Procura di Palermo sostiene invece che per procedere alla distruzione delle intercettazioni è necessaria, in base al codice di procedura penale, un’apposita udienza, in contraddittorio, davanti al gip.

- Advertisement -

More articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -

Latest article

NOI Donne: dibattito sul tema “il Senso di responsabilità. Sanità e gestione Vaccini”.

Webinar interregionale del Movimento NOI dedicato alle Donne sul tema portante del "Senso di Responsabilità" nel campo della Sanità e della Gestione...

Attentato al prof. Cesare Ierullo delegato politico Movimento NOI Vibo Valentia

a cura della Redazione/ Apprendiamo del vile gesto rivolto al nostro Delegato politico sul territorio di Vibo Valentia...

Colori Regioni: da domani i cambi di zona. Ecco cosa si può fare nella settimana di Pasqua

Da lunedì 29 marzo scattano in Italia i cambiamenti di colore. Alle otto Regioni e una Provincia...

Movimento NOI Donne: il Senso di responsabilità

Correttezza, coscienziosità e senso del Dovere sono componenti fondamentali della Responsabilità. Un forte senso di responsabilità implica qualcosa di più. Una cosa...

Il Pensiero degli Studenti sul tema del Covid19 e sulla DAD

Oggi 24 marzo 2021 ascoltiamo la voce degli Studenti e non solo, sui temi scottanti che stanno modificando la nostra vita e...