GOLEM Informazione: “La diffamazione, il caso Sallusti e il pentolone delle sciocchezze”

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti

Introduzione de Il Parlamentare.it. Video e approfondimenti di Golem Informazione – a cura di Roberto Ormanni - www.goleminformazione.it.
La vicenza del caso Sallusti ha colto gli italiani impreparati a dare un giudizio o a farsi un’idea di quanto fosse accaduto di tanto grave da portare il Direttore di un Giornale così importante a potere essere recluso in carcere. Quando il carcere, infatti, tocca agli assassini e ai mafiosi che ammazzano e fanno saltare in aria la gente per bene, diciamolo, siamo tutti soddisfatti della Giustizia. Ma, se le porte del carcere si aprono ai passi di una persona a tutti nota per non essere un mafioso, le cose si complicano e in questi casi le polemiche fanno scintille e ardono ovunque.
Noi de IL PARLAMENTARE.IT ammettiamo di non sapere tutto. Per questo, specialmente in questi casi dove ad essere dibattuto non è il singolo caso ma il Diritto dell’Uomo, vi offriamo il commento del nostro Direttore Roberto Ormanni, che del giornalismo rispettoso della Verità e dei diritti della persona, ne ha fatto una Bandiera da tutti noi condivisa.
Ecco il link dell’editoriale video che VI SUGGERIAMO DI VEDERE

http://www.goleminformazione.it/editoriale-video/sallusti-diffamazione-condanna-cassazione-reazioni.html

cui segue un breve commento del Direttore

“Le falsità scritte nell’articolo diffamatorio sono un insulto al giornalismo e alla libertà di stampa. Qualunque studente di giurisprudenza che abbia superato l’esame di diritto civile sa cosa fa un giudice tutelare e dunque per informare correttamente sarebbe bastato chiedere anche al bidello dell’Università (che non ha superato l’esame ma a forza di sentir parlare di diritto civile lo sa anche lui). Il fatto che all’epoca nessuno si sia preoccupato di verificare cosa dicesse il provvedimento del giudice, e che oggi nessuno dei presunti giornalisti e commentatori si preoccupi di leggere le sentenze di condanna (e per giunta le motivazioni della decisione della Cassazione ancora non sono depositate), dimostra che l’obiettivo non era fare informazione ma cogliere l’occasione per denigrare un magistrato allo scopo di manipolare l’opinione pubblica inducendola a ritenere, più in generale, che la magistratura è formata da una banda di pazzi e che dunque quando accusa l’imprenditore-lenone-unto-dal-Signore di qualche reato sta commettendo l’ennesima ingiustizia. Solo per questo i 14 mesi di carcere sarebbero meritati e la pena dovrebbe essere applicata anche a chi commenta senza sapere ciò che dice. In ultima analisi vale anche la pena di ricordare che in quasi tutti i Paesi democratici del mondo la diffamazione a mezzo stampa, quando raggiunge questa gravità ed è connotata da un così elevato disprezzo per la verità, viene punita con la reclusione. Perfino negli Stati Uniti, perfino nella civilissima Svezia”.

 

Di Golem Informazione.it vi suggeriamo, inoltre:

http://www.goleminformazione.it/smoking-area/stampa-on-line-e-diffamazione-incongruenze-e-responsabilita-risarcitorie.html a cura di Maurizio Fumo (Consigliere della Corte di Cassazione)

http://www.goleminformazione.it/commenti/diffamazione-telematica-la-testata-giornalistica-non-conta.html a cura di Maurizio Fumo (Consigliere della Corte di Cassazione)

 

 

 

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