Caso Berlusconi: Avv. Giacomo Saccomanno sollecita Corte dei Diritti Umani

La Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo

La Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo

L’avv. Giacomo Saccomanno ha sollecitato un dovuto riscontro alle denunce presentate alla Procura di Brescia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo nei confronti dei Magistrati di Milano che trattano i processi a carico dell’On. Silvio Berlusconi, per la manifesta azione persecutoria e la violazione della normativa vigente, al solo fine di raggiungere, anche con limitazione dei diritti di difesa, delle immediate condanne del medesimo.

La missiva dell’Avvocato Giacomo Saccomanno, noto per le sue battaglie civili, è una denuncia pubblica alle Alte Autorità competenti nel giudizio dei gravi comportamenti denunciati e, in verità, oggi abbondantemente riprese dalla stampa nazionale ed estera.

Precisa il denunciante che nella data del 9 febbraio 2011 segnalava la più profonda indignazione per la violazione ripetuta delle regole più elementari giuridiche relativa alla nota vicenda riguardante l’On. Silvio Berlusconi e la Procura di Milano, appellandosi al Presidente della Repubblica, al Presidente del CSM, al Procuratore di Brescia, al Procuratore della Corte dei Conti di Milano, ed ai Ministri della Giustizia e dell’Interno, per l’assunzione di tutti i provvedimenti di spettanza dinanzi ad una situazione “incontrollabile e pericolosissima per la pace economica e sociale” (doc. 1).

LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI
Nella data del 14 febbraio 2011 trasmetteva ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e per conoscenza a tutti i destinatari sopra indicati, al fine di ottenere “la dichiarazione di violazione degli articoli 1, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14 e 16 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo, e dell’articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nonché ed in relazione agli articoli 3, 13, 14, 24, 25, 111, 112 e 113 della Carta Costituzionale Italiana, con espresso riferimento alla affermazione fondamentale “Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale” (articolo 112), ed ancora all’utilizzo, spesso arbitrario e senza controllo, da parte dei PM italiani e di tutti gli atti che ne sono stati o saranno il presupposto logico e giuridico o che saranno conseguenziali” (doc. 2). Con tale ricorso denunciava la illegittimità della norma (articolo 112 Costituzione) in relazione all’uso sconsiderato della stessa da parte di alcuni PM Italiani. Invero, pur essendo l’azione penale obbligatoria alcuni PM la utilizzano discrezionalmente e senza alcun criterio oggettivo di controllo. Cioè, è lasciato, a volte, all’arbitrio di un PM scegliere quale procedimento mandare avanti, quale, invece, rallentare, quale, ancora, evidenziare all’esterno clamorosamente. Il tutto senza una norma che preveda legittime e corrette precedenze o urgenze.

Nella data del 16 gennaio 2013 segnalava, ancora a tutti i destinatari suddetti, una anomala situazione processuale e denunciava lo stato di palese violazione delle norme civili e democratiche, chiedendo se:

1. “E’ possibile assistere inermi ad una azione che sembrerebbe persecutoria nei confronti dell’imputato Berlusconi? 2. E’ possibile consentire che tante risorse e che tante persone possano utilizzare il denaro pubblico per fini che appaiono diversi e lontani da quelli per i quali sono destinati? 3. E’ possibile che alcuni magistrati possano distruggere le persone e non pagare nulla? 4. E’ possibile che i processi, nella fase delle indagini preliminari, ove gli atti dovrebbero essere secretati e non conosciuti, debbano farsi sui giornali e nelle televisioni? 5. E’ possibile che subito dopo un atto di indagine questo finisca subito sui giornali o nelle reti televisive? 6. Quale fiducia o garanzia può avere il cittadino nella magistratura dinanzi a tali esempi? 7. E’ tollerabile che lo Stato paghi indennizzi e risarcimenti milionari per la cattiva azione di alcuni magistrati? 8. E’ possibile che per pochi di questi si perda fiducia nel sistema giustizia, tenuto in piedi, invece, da tanti veri Magistrati;? 9. E’possibile trattare i procedimenti con due velocità: alcuni super ed altri a passo di lumaca?

MOLTE SEGNALAZIONI NESSUNA RISPOSTA
Naturalmente tali segnalazioni e denunce non ricevevano alcuna risposta e nessuno, molto probabilmente, ha eseguito quelle attività di propria competenza, omettendo, ancora una volta, di rispettare le leggi vigenti.
Un inquietante ed ingiustificato silenzio che in altri ambienti si chiama “omertà”.

Inviava, nella data dell’11 marzo 2013, altra nota, alle Autorità sopra precisate, in relazione alle recenti e note vicende, riferentesi alla lunga storia delle udienze a raffica per giungere al più presto a ripetute condanne nei confronti dell’On. Silvio Berlusconi, reo, molto probabilmente, di aver contrastato la aspirata vittoria del centrosinistra, in modo tale da escluderlo “per mano militare” dal corretto, pacifico e democratico confronto civile.

Evidenziava, la gravità della situazione essendo la Nazione pesantemente alla deriva ed allo sbando. In tale ultima nota precisava e chiedeva, “espressamente e come denuncia anche contabile, amministrativa, disciplinare e penale, se esistenti le condizioni di legge, se è possibile rinviare delle udienze a pochi giorni l’una dall’altra, non accettare il legittimo impedimento (Corte di Appello di Milano) ed, invece, accettarlo (Tribunale di Milano), sempre per la medesima patologia”.

Ed, ancora, chiedeva, “espressamente e quale denuncia, se il comportamento di questi Magistrati è uguale in tutti i processi o se, invece, hanno riservato un trattamento speciale e diverso per l’imputato Silvio Berlusconi”.

Ed, ancora, “espressamente e quale denuncia, se non è il caso che un Giudice terzo e sereno intervenga, secondo le disposizioni di legge, per censurare il comportamento illegittimo e/o forse illecito di altri Magistrati e se gli Organi di controllo abbiano il coraggio di assumere quegli obbligati accertamenti che le norme impongono oppure se continueranno ad omettere di fare il proprio dovere”.

IL SOLLECITO PER CONOSCERE LO STATO DELLE DENUNCE
Sollecitava, “di conoscere lo stato delle altre denunce inviate a tutti i destinatari della presente, ognuno per quanto di competenza, e del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, trasmesso al Signor Presidente della Corte, augurando che mi possa essere confermato che per tutti i processi vengono fissate udienze a 3/4/9 giorni. Sarebbe uno schiaffo a coloro che affermano che la giustizia Italiana è peggio di quella dell’Africa, chiedendo scusa naturalmente a questi Stati e non volendo offendere nessuno”.

Precisava, ancora, che “in mancanza di risposte concrete, l’indignazione e la vergogna di essere italiano in questo Stato non potranno che essere denunciate pubblicamente con la richiesta di assunzione di tutti i dovuti provvedimenti nei confronti di coloro che hanno omesso di fare il proprio dovere e di aver abusato della propria posizione dominante”.

Al fine di evitare un clamoroso silenzio trasmetteva la indicata ultima nota in ossequio della legge n. 241/90 e dell’articolo 328 c.p.

LA RISPOSTA ENTRO I 30 GIORNI PREVISTI DALLA LEGGE
Ciò al fine di spingere i destinatari ad una pronta risposta nel termine di trenta giorni previsto dalla prima legge e per evitare l’applicazione della sanzione penale, prevista dalla seconda norma, in caso di omessa o ritardata risposta.

 Avv. Giacomo Saccomanno 

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