Berlusconi fa dimettere i suoi Ministri. E’ crisi, Letta: «Chiarimento davanti al Paese»

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta

-  di F. G. -

Sapevamo che sarebbe arrivata. L’aspettavamo tutti per Ottobre e la crisi di Governo è arrivata un paio di giorni prima. L’Italia rischia grosso perchè questa crisi arriva mentre bollono in pentola questioni molto serie come la questione Telecom sulla quale grava il “chi va là” del Copasir, una disoccupazione che non ha mai avuto numeri così alti, una disperazione sociale elevatissima dovuta alle conseguenze delle decine di migliaia di aziende che hanno chiuso per la crisi. A ciò si aggiunga l’impossibilità di programmare progetti innovativi capaci di produrre nuove economie che produce un’Italia che invecchia giorno dopo giorno procurando al paese un grado di subalternità elevatissimo e molto rischioso. Certamente anche questa crisi sarà superata ma, ogni volta che subentra una crisi come questa dobbiamo chiederci quanto ci costerà, quanto ci sarà costata, ancora. Vi proponiamo due punti di vista: quello del Corriere della Sera e quello dell’Unità a commento di questo particolare momento di storia della politica italiana.

Lo dice il Corriere della Sera – Alfano conferma: «Ci stiamo dimettendo». Berlusconi ritiene «inaccettabile l’ultimatum lanciato da Letta e Pd»
Sono state le parole di Silvio Berlusconi a sancire la fine del governo Letta con l’apertura di fatto della crisi di governo. Alla vigilia del suo compleanno e nella quiete di Villa San Martino il Cavaliere ha dato il rompere le righe alla squadra di governo targata Pdl, invitando i ministri a rassegnare le dimissioni. A stretto giro il vice premier Angelino Alfano ha confermato che il governo Letta non esiste più. «I ministri del Pdl stanno rassegnando le loro dimissioni» ha fatto sapere tramite la sua portavoce, tenendo a sottolineare di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà. A ruota il sottosegretario Gianfranco Miccichè ha annunciato con enfasi: «Rimetto il mio mandato nelle mani di Silvio Berlusconi».

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

IL CAVALIERE – Il Cavaliere (che poco prima aveva annunciato di voler disertare la seduta della giunta per le elezioni) ha preso la sua decisione nonostante la posizione delle tante colombe del Pdl che davano al governo ancora qualche possibilità di sopravvivenza. «Ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani» ha detto Silvio Berlusconi. E poi ha attaccando frontalmente il presidente del consiglio. «La decisione assunta da Enrico Letta, di congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo -ha detto- e contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso Premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto».

ULTIMATUM – Per il Cavaliere «l’ultimatum lanciato dal premier e dal Pd agli alleati di governo sulla pelle degli italiani appare irricevibile e inaccettabile». E per questo ha deciso di invitare «la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici di un’ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani».

LETTA – La mossa di Berlusconi ha chiaramente avuto contraccolpi immediati in tutte le sedi istituzionali. Il Presidente del consiglio Letta si è subito messo in contatto telefonico con il Presidente della Repubblica che si trova a Napoli. Non è ancora chiaro quando salirà al Quirinale per formalizzare la crisi, ma non si può escludere che avvenga già domani o al più tardi lunedì.

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

NAPOLITANO – Il premier, Enrico Letta, era stato comunque informato in anticipo delle intenzioni del Cavaliere. Per garbo istituzionale il vicepremier Alfano lo aveva avvisato prima che Berlusconi rendesse pubblica la sua decisione. Appena avvertito Letta ha telefonato a Napolitano. E anche l’ufficio stampa del Quirinale ha fatto sapere che «il Presidente della Repubblica è stato informato dal presidente del Consiglio. Dopo il rientro a Roma – si legge ancora nella nota- concorderà con il presidente Letta l’incontro che le decisioni odierne rendono necessario».

ROVESCIATA FRITTATA – Fonti di Palazzo Chigi hanno riferito le prime valutazioni di Letta: «Il chiarimento -avrebbe detto- deve avvenire in Parlamento, alla luce del sole e di fronte ai cittadini». Sempre Letta afferma: «Il tentativo di rovesciare la frittata sulle ragioni dell’aumento dell’Iva è contraddetto dai fatti che sono sotto gli occhi di tutti perché il mancato intervento è frutto delle dimissioni dei parlamentari Pdl e quindi del fatto che non era garantita la conversione del dl in legge». Quindi la prima nota ufficiale. «Gli Italiani sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica, un simile tentativo di stravolgimento della realtà» scrive Letta in risposta alle parole di Silvio Berlusconi sulla questione Iva. «In Parlamento -aggiunge- ognuno si assumerà le proprie responsabilità davanti al Paese».

EPIFANI – Tra le prime reazioni quella del segretario Pd Guglielmo Epifani. «È una ulteriore azione di sfascio nei confronti dell’azione del governo – ha detto- . È evidente che con questa scelta, qualora avvenisse, si apre nei fatti una crisi e dovremo valutarne le conseguenze». E ancora: «Aprono formalmente nei fatti una crisi, dovremo valutare esattamente le conseguenze di questo. L’irresponsabilità sta salendo a livelli che non erano razionalmente valutabili».

MARONI – Esulta, invece, il leader della Lega Roberto Maroni. «Bene le dimissioni dei ministri del Pdl, ed ora elezioni subito per vincere e per dare un governo stabile e amico del Nord, che dia risposte ai problemi delle imprese. Cosa che il Governo Letta non ha fatto» afferma il segretario della Lega Maroni.

SCENARI – E già si a pensa al dopo Letta che potrebbe essere un Letta bis. Difficilmente infatti il capo dello Stato scioglierà le Camere senza prima tentare di formare un nuovo esecutivo, che però dovrà trovarsi una maggioranza in Parlamento. Sicuro il viceministro Stefano Fassina (Pd): «Non si andrà ad elezioni perché troveremo una soluzione in Parlamento: sono sicuro che in Parlamento c’è una maggioranza in grado di evitarlo – afferma- Dobbiamo approvare la legge stabilità e la legge elettorale perché se non lo facciamo vuol dire fare del male molto seriamente all’Italia». E poi c’è l’incognita sull’atteggiamento del Movimento 5 Stelle che ribadisce di non voler accettare alcuna alleanza in Parlamento e continua a chiedere che si vada subito al voto.

Lo dice l’Unità – Prima presenta la memoria, poi apre la crisi di governo. Berluconi addossa la colpa al premier Letta e al Pd – il pretesto è l’aumento dell’Iva – e diffonde la nota la nota che coglie tutti di sorpresa. E’ rottura totale con il governo Letta. «Ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani», si legge. La notizia della cristi contro l’Italia fa il giro del mondo: tutte le testate straniere sottolineano questa stituazione con grandi titoloni. Il presidente del Consiglio, replica a stretto giro di posta: «Ora chiarimento davanti a Paese». E chiama Napolitano».

LETTA: CHIARIMENTO DAVANTI AL PAESE
Il chiarimento deve avvenire in Parlamento, alla luce del sole, di fronte ai cittadini. Enrico Letta, informato da Angelino Alfano della decisione di Berlusconi di far dimettere i ministri Pdl, ha telefonato al Presidente della Repubblica per informarlo e con lui si consulterà nelle prossime ore. Una volta appresa la decisione del Pdl, Letta ha confermato quanto detto ieri e quanto annunciato a New York: ora, a maggior ragione, il chiarimento deve avvenire in Parlamento, alla luce del sole e davanti al Paese.

LETTA: DA BERLUSCONI GESTO FOLLE PER COPRIRE SUE VICENDE
Quello di Silvio Berlusconi è «un gesto folle e irresponsabile», «tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali». Dunque è inutile tentare di «rovesciare la frittata utilizzando l’alibi dell’Iva». Lo afferma in una nota il premier Enrico Letta. Per Letta «la responsabilità dell’aumento dell’Iva è invece proprio di Berlusconi e della sua decisione di far dimettere i propri parlamentari mercoledì, fatto senza precedenti. Per questo, ieri si era deciso di andare al chiarimento parlamentare e si era concordemente stabilito di posporre a dopo il voto in Parlamento i provvedimenti economici necessari». Il premier si dice comunque convinto che «gli italiani sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica e un simile tentativo di totale stravolgimento della realtà» e «in Parlamento ognuno si assumerà le proprie responsabilità d’innanzi al Paese».

ALFANO SUBITO ESEGUE: MINISTRI PDL SI SONO DIMESSI
«I ministri del Pdl rassegnano le proprie dimissioni». Lo ha annunciato, a nome dell’intera delegazione del Pdl al governo, il vice premier e segretario del Pdl Angelino Alfano.

IVA, BERLUSCONI: LETTA HA VIOLATO PATTI
«La decisione assunta ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso Premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto».

IVA, LETTA: AUMENTO E’ COLPA DIMISSIONI PDL
La decisione di non bloccare l’aumento dell’Iva è «ovviamente» frutto delle dimissioni in bianco dei parlamentari del Pdl che non avrebbe garantito la conversione di un eventuale decreto. Enrico Letta ribalta le accuse giunte dal Pdl e sottolinea che «il tentativo di Berlusconi di rovesciare la questione è contraddetto dai fatti che sono sotto gli occhi di tutti perchè la decisione di ieri del Consiglio dei ministri è stata causata dalle dimissioni in bianco annunciate da deputati e senatori del Pdl che non avrebbero garantito che l’eventuale decreto legge potesse essere convertito in legge.

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