La farsa del caso Berlusconi, gli avvertimenti di Napolitano, la tragedia dei giudici Esposito

Roberto Ormanni - Diretto de Il Parlamentare.it

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A proposito della pena definitiva, quella della reclusione, inflitta a Silvio Berlusconi: l’articolo 656 del codice di procedura penale, quinto comma, prevede che se la pena detentiva non è superiore a 3 anni, il pubblico ministero ne sospende l’esecuzione. Ed è appunto questo il caso di Silvio Berlusconi, la cui pena detentiva residua, tolta la parte coperta dall’indulto del 2005, è inferiore a 3 anni. E il pubblico ministero di Milano ha già emesso il provvedimento che sospende l’esecuzione della pena.

Ecco perché la questione ruota tutta intorno alla sanzione accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Ed ecco perché sarebbe bastato attendere la seconda metà di ottobre, quando la corte d’appello di Milano deciderà sull’entità di questa sanzione (5 anni erano troppi ed erano frutto di un errore nell’applicazione della legge), per procedere direttamente, da parte del parlamento, alla ratifica della sentenza che disporrà l’interdizione dai pubblici uffici per uno, due o tre anni. Aver anticipato la questione, aprendo così la strada al teatrino italiano sulla intepretazione della cosiddetta legge Severino, e poi lamentarsi delle conseguenze che questo teatrino produce sulla vita politica ed economica e sulle relazione internazionali, è semplicemente imbecille. Soprattutto perché, di fatto, alla fine tutto resterà in discussione fino a quando la corte d’appello di Milano non avrà deciso sull’interdizione. Si è infatti stabilito che la votazione sulla relazione Augello, in commissione, avverrà mercoledì 18 settembre. La relazione sarà bocciata. Allora sarà concesso un tempo a un altro relatore, della maggioranza, per una nuova relazione. Che sarà infine messa in votazione non prima della fine di settembre, o all’inizio di ottobre. Ammesso che la votazione proceda senza altri litigi, sarà alla fine l’Aula a dover ratificare il tutto. Dunque non prima della seconda metà di ottobre. Quando, quella stessa Aula, non dovrà fare altro che prendere atto della decisione della corte d’appello di Milano. Se avessero semplicemente aspettato, avrebbero risparmiato all’Italia l’ennesima figura di merda mondiale. -

Fonte: Golem Informazione a cura di Roberto Ormanni 

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