La Germania di Angela Merkel rallenta, invecchia, si spopola

la Germania di Angela Merkel è una grande nazione che rallenta, invecchia e si spopola. Inoltre, diminuisce l'esportazione verso Paesi dell'Europa. L'interesse ad uscire dalla crisi, ora, è di tutti coloro i quali avvertono l'esigenza di rispettare le generazioni.

 

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Angela Merkel: la sua Germania, una Nazione che rallenta, invecchia e si spopola

di Alessandro Corneli – grrg.it/

Nel 2002, le disastrose alluvioni e l’opposizione alla guerra in Iraq consentirono al cancelliere socialdemocratico uscente Gerhard Scroeder di vincere le elezioni che sembravano perse. Le grandi piogge di queste settimane che allarmano l’Europa centrale non hanno raggiunto l’intensità del 2002 ma sono accompagnate da una pioggia di miliardi che la cancelliera Angela Merkel ha elargito per sostenere i consumi e vincere le elezioni del prossimo 22 settembre. Una pioggia benefica, questa seconda, poiché l’economia sta rallentando: secondo il Fmi, la crescita sarà quest’anno dello 0,3% contro lo 0,6% che era stato previsto alcuni mesi fa. Lo stesso Fmi ha indicato nell’espansione dei consumi interni una via d’uscita a breve termine mentre a lungo termine si attende la ripresa generalizzata dell’Eurozona.

GERMANIA: DIMINUITE ESPORTAZIONI VERSO PARTNER EUROPEI
Proprio questa è il punto dolente: sono diminuite le esportazioni della Germania verso i partner europei per la semplice ragione che questi sono quasi tutti in crisi e chi è povero non compra anche se il rapporto qualità/prezzo dei prodotti tedeschi è sempre concorrenziale. L’austerità che Berlino ha imposto agli altri si ritorce, com’era prevedibile, sulla stessa Germania. Per non agitare le acque, tutti sostengono (e sperano) che, dopo il voto, la Merkel, quasi certa vincitrice, diventerà più flessibile.

LA GERMANIA DI ANGELA MERKEL SI SPOPOLA
Ma c’è un’altra questione che agita la Germania. L’ultimo censimento del 2011 ha prodotto un doccia fredda: i tedeschi sono solo 80,5 milioni, ovvero 1,5 milioni meno del previsto. Piccoli errori statistici dovuti alla confluenza tra i dati della FRF e della DDR in seguito alla riunificazione ? No, e comunque di piccola entità. L’errore è dovuto a una questione burocratica. La legge impone ai residenti di iscriversi presso il Municipio della loro nuova residenza entro pochi giorni dall’avvenuto trasferimento, ma non li obbliga a cancellarsi dalle liste civiche quando cambiano residenza. Soprattutto molti stranieri non hanno provveduto a dare segnalazione così i Municipi continuano a considerare come propri cittadini che si sono trasferiti anche perché la cancellazione dai registri comunali fa perdere il permesso di soggiorno. In cifra assoluta, gli stranieri sono « solo » 6,2 milioni, cioè 1,1 milione in meno rispetto alle registrazioni municipali.

BERLINO DOVRA’ RESTITUIRE 500 MILIONI DI EURO
In base ai nuovi dati reali, molti Comuni perderanno una parte dei finanziamenti federali che sono concessi in base alla popolazione. Per Berlino, ad esempio, si tratta di una perdita rilevante: risultano 200 mila cittadini in meno rispetto alla cifra ufficiale finora accettata: già pesantemente indebitata, la capitale tedesca dovrà restituire 500 milioni di euro ricevuto in sovrappiù e vedrà decurtati i finanziamenti futuri.

LA GERMANIA RALLENTA STA INVECCHIANDO
C’è però di peggio e riguarda l’invecchiamento della popolazione. Oggi, un tedesco su cinque ha più di 65 anni: sono 16,5 milioni contro i 13,1 milioni di minori di età. Entro cinque anni, la popolazione attiva diminuirà di 5 milioni di unità  di 10 milioni entro vent’anni. Con 8 nati per 1000 abitanti, la Germania è in fondo alla classifica mondiale della natalità. L’immigrazione non basterà a colmare i vuoti, senza contare i problemi di integrazione che provocherà un aumento massiccio di non tedeschi. Questo spiega, intanto, la politica di apertura verso nuovi immigrati, per il momento con buone qualifiche professionali.

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