Privatizzazioni, Enrico letta: da cessioni 10-12mld di Euro

In Eni non scenderemo sotto soglia 30%''. Saranno cedute quote Stm, Enav, Fincantieri, Cdp Reti, Tag, Grandi Stazioni.

enrico letta-cessioni

Enrico Letta su Cessioni

 

Complessivamente il primo pacchetto di cessioni e privatizzazioni esaminate oggi dal consiglio dei ministri ”dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro, di cui la meta’ andra’ alla riduzione immediata del debito pubblico nel 2014 e il resto per la ricapitalizzazione della Cdp”.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta. ”Vogliamo dare per la prima volta da 5 anni a questa parte il segnale di un avvio della riduzione del debito – ha rimarcato il premier -. Si tratta di un messaggio utile anche nei confronti della Ue, per sbloccare ulteriori margini di flessibilita’ per il 2014”.
Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha sottolineato che per Sace si prevedono cessioni del 60%, lo stesso per Grandi Stazioni, per Enav, Fincantieri e le reti in possesso della Cdp il 40%, mentre per Eni la cessione e’ del 3%”. Per quest’ultima ”la cessione delle quote e’ limitata al 3%, in quanto per effetto del buyback la nostra quota e’ accresciuta sino al 33%, quindi possiamo cedere il 3% e mobilizzare 2 mld euro senza scendere sotto il 30%” – ASCA

One Response to "Privatizzazioni, Enrico letta: da cessioni 10-12mld di Euro"

  1. gianni tirelli  15 dicembre 2013 at 17:17

    NON C’E’ NIENTA DA PRIVATIZZARE MA TUTTO DA NAZIONALIZZARE

    Definire il contesto in cui viviamo, “una società” sembrerebbe una barzelletta se non fosse una tragedia!
    Il Grande Inganno perpetrato nei confronti della cittadinanza e che ha fatto decadere il concetto di società, è la conseguenza delle privatizzazioni di beni che, dallo Stato (cioè noi!) sono passati nelle grinfie dei privati. Individui che per definizione vanno ascritti nella categoria dei criminali, e per tanto ogni loro azione è volta al profitto e all’interesse particolare, al privilegio e al potere.
Il risultato finale è un aumento sconsiderato delle tariffe energetiche, una qualità dei servizi ben sotto la soglia della decenza, e un inquinamento endemico che ha messo a rischio e compromesso la salute di tutti noi – sempre più cornuti e mazziati!
    Se la privatizzazione, producesse reali vantaggi alla collettività, la stessa non esisterebbe! Come del resto la politica che, se fosse di qualche utilità sociale, sarebbe vietata!!
    Quale privato rischierebbe tanto, se la privatizzazione non fosse un piatto così ricco e allettante da ficcarcisi dentro fino al collo e con tutta l’ingordigia ascrivibile a questa moderna razza di vampiri?
    Oggi sentiamo spesso parlare di “privatizzazioni/liberalizzazioni” come la panacea a tutti i mali: fattore di crescita e di sviluppo indotto dal meccanismo concorrenziale. Fesserie!!! Chiunque, dotato del normale buon senso e di capacità critica, non può davvero credere o semplicemente immaginare per un solo momento, che gli effetti di una tale, ipotetica riforma possano produrre un qualsiasi vantaggio per la comunità.
    Ciò che é privatizzabile, lo è già naturalmente, mentre tutto il resto, è solo un grande e sporco affare consumatosi sulla nostra pelle!
    Se alcuni settori economici sono controllati dallo Stato, è perché, diversamente, sarebbero oggetto di speculazione. Questo è il reale motivo, solo e unico!
    Acqua, energia e carburanti (per fare un esempio), sono fuori, da questa logica, perché non concorrenziali (monopoli naturali).
L’acqua non è vino, dove il produttore può giocare sulla qualità, sul vitigno, sul colore, l’annata, l’origine, il prezzo! E questo vale per tutti quei beni che io definirei monolitici – fermi.
    Che differenza c’è fra il prezzo di un carburante e un altro? Inezie!!
Questo perché, le varie compagnie fanno cartello, adeguandosi al prezzo più alto.
    Se potesse esistere una ipotetica concorrenza fra i vari carburanti – se per esempio un certo gasolio, facesse percorrere 5 km in più al litro rispetto a un altro – i consumatori lo sceglierebbero in massa, e i concorrenti sarebbero costretti a chiudere le pompe di benzina.
    A questo punto, ne rimarrebbe uno solo a dimostrazione che certi beni sono, per definizione, non privatizzabili.
Privatizzarli, e sinonimo di inciviltà e raggiro, e quindi, di disprezzo per la comunità, e un insulto all’intelligenza dei cittadini.

    Un’altra bestialità, è la gestione dei rifiuti da parte dei privati. I risultati sono disastrosi e sotto gli occhi di tutti!
Ma io credo però che la più sciagurata delle privatizzazioni, la Madre, o come volete chiamarla, sia stata quella della televisione.
    I danni apocalittici che ha causato, che causa, e che in futuro produrrà, hanno superato ogni più catastrofico pronostico – la conseguenza per avere sistematicamente contrabbandato una visione distorta e falsata delle cose per mero commercio, e che in maniera stridente fa a pugni con la realtà di tutti i giorni.
    Ergo, quando ancora sento parlare di “privatizzare e liberalizzare” come strumenti di crescita e sviluppo, i soli idonei per combattere la crisi del capitalismo, mi vengono i brividi e, ancora di più, prendo coscienza di quanto, le conquiste di questo secolo, siano state nefaste per tutta l’umanità.


    Nel frattempo i ghiacciai marciscono e si spengono. I fiumi arrivano al mare con il loro micidiale carico, di bombe chimiche. Un incalcolabile, numero di fabbriche fumanti, si fottono miliardi di metri cubi di acqua, rendendola inutilizzabile, putrida e vuota. I signori della MINERALE, ipotecano per sempre la nostra sete e la privatizzazione degli acquedotti, in seguito, ci appiopperà il colpo di grazia. Il MERCATO DELLA SETE e il suo indotto, sono l’ultimo e più grande affare del Liberismo Relativista. Dopo di che a noi, non resta che pregare, sperando che dall’altra parte ci sia qualcuno ad ascoltarci.
    Non c’è dunque proprio niente da privatizzare ma tutto da nazionalizzare – che siano compagnie aeree, treni o banche, telefonia, TV o energia, perché solo in questo modo potremo restituire al concetto di “società civile” il suo autentico significato e sperare in un domani più degno e più giusto. Forse!!!

    GJTirelli

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