Cuperlo: “Se Renzi dovesse vincere lo sostengo mai farei scissione”

''Credo che alla fine ci saranno delle sorprese''. Così Gianni Cuperlo ad Agorà riferendosi alle primarie del Pd di domenica. 'Forse - prosegue - assaltano le nostre sedi perché siamo l'unico vero partito che fa del rapporto con il Paese il suo punto di forza.

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Gianni Cuperlo

Se Renzi dovesse diventare il segretario del Pd lo sosterrei lealmente, ma le nostre idee sono e resteranno in parte diverse. La coerenza con se stessi e con le proprie convinzioni è per me la premessa di ogni lealtà. E se lei mi chiede se c’e’ un rischio di scissione io le rispondo che non vedo questo rischio e comunque non verrà mai da me. L’unità è un valore in cui credo profondamente e troppe volte nella sua storia la sinistra ha pagato un prezzo a fratture e divisioni”’. Cuperlo chiarisce la sua posizione riguardo al sindaco di Firenze e precisa che insieme a Renzi e Civati ”e’ gia’ nata una nuova classe dirigente e certo non solo grazie ai tre candidati alla segreteria. Adesso comincia la parte più difficile: dare prova di sé”. E sull’ accostamento di Renzi al berlusconismo, risponde: ”Io non associo Renzi al berlusconismo. Ho detto che l’impianto culturale e politico che propone, alcune sue idee per uscire dalla crisi mi sembrano in sostanziale continuità col ventennio che abbiamo alle spalle. Anzi, dirò meglio: con il modello di società e di economia che è stato egemone negli ultimi trent’anni in Italia e nel mondo. Era il modello della destra liberista, ma la sinistra gli è stata per molti versi subalterna. Ecco perché – conclude Cuperlo – parlo di un ventennio da chiudere anche a sinistra”.

”Credo che alla fine ci saranno delle sorprese”. Così Gianni Cuperlo ad Agorà riferendosi alle primarie del Pd di domenica. ‘Forse – prosegue -  assaltano le nostre sedi perché siamo l’unico vero partito che fa del rapporto con il Paese il suo punto di forza. Quando si assaltano le sedi dei partiti c’è qualcosa – ha aggiunto il candidato alla segreteria del Pd – che deve allarmare tutti sullo stato della democrazia del nostro Paese. Leader bruciati? – ha detto ancora Cuperlo – Non so se è il termine più adatto. Bersani ha lasciato con grande signorilità. La verità è che noi siamo un partito democratico, i leader si mettono in campo, affrontano la sfida del consenso, a volte hanno vinto, a volte hanno perso. Io mi impegno ad evitare che nuovi dualismi danneggino ancora il partito. Dobbiamo lasciarci alle spalle quella stagione, Ma altra cosa è rimuovere il confronto tra di noi. Dopo il congresso ci sarà il pieno riconoscimento del risultato”, ha concluso.

“L’8 dicembre non si decide sulla durata del governo Letta ma si decide su chi deve essere il segretario del Pd. Le proposte di Matteo Renzi sono proposte moderate ed in continuità con scelte che si sono rivelate sbagliate. Serve la sinistra e serve il cambiamento. Io mi candido per questo”. Così Gianni Cuperlo in un’intervista al Tg3.

”E’ una sconfitta della politica. Anni passati a discutere tutti a parole volevano cambiare questa legge e non lo hanno fatto. Ora non ci sono più alibi. E’ un imperativo morale cambiarla”. Cosi’ Gianni Cuperlo, al Tg3, dopo la sentenza della Consulta sul sistema elettorale. ”Io penso che la soluzione migliore per questo Paese sarebbe il doppio turno di collegio che garantisce rappresentatività e governabilità ma discutiamo anche di un ritorno al Mattarellum. L’unica cosa che non possiamo permetterci e’ lasciare le cose come stanno”, aggiunge Cuperlo.

MATTEO RENZI - ”Berlusconi è passato all’opposizione con Grillo, oggi le larghe intese non son più alla maggioranza ma all’opposizione. Al governo ci siamo noi con altri tre movimenti e la responsabilità del governo ora ce l’abbiamo tutta noi”. Così Matteo Renzi, davanti alla platea di tremila elettori all’Unipol Arena per la tappa bolognese della sua campagna. “Questo vuol dire – ha detto – che se le cose vanno bene possiamo essere felici, ma se le cose non vanno bene il 25 maggio alle europee asfaltano noi”.

”Politicamente con questa sentenza della corte costituzionale cambia poco, ma tecnicamente la legge elettorale che torna in vigore è quella prima del referendum del 1993, è quella della prima repubblica. Se vogliono far finire questi vent’anni tornando indietro, mi sembra una scelta discutibile”. Matteo Renzi ha commentato così la sentenza della Consulta sulla legge elettorale.

“Le primarie non sono una gara fra chi è più simpatico e carino, ma servono per dettare l’agenda all’Italia nei prossimi mesi, quello che ha fatto Berlusconi negli ultimi vent’anni: adesso tocca a noi”. Lo sostiene Matteo Renzi, candidato alle primarie del Pd. “Se due milioni di persone si esprimono – ha detto Renzi – la serietà e la coerenza impongono che le riforme si facciano. Se in precedenza altri hanno fallito, noi cercheremo di non fallire”.

PIPPO CIVATI - “Da mesi sostengo che il Pd avrebbe dovuto votare la mozione Giachetti, sono il più motivato a fare una nuova legge elettorale, ma credo che anche gli altri competitors, Renzi e Cuperlo, direbbero lo stesso”. Lo ha detto il candidato alla segreteria del Pd Pippo Civati a Otto e mezzo, su La7. ANSA

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