Enrico Letta: nel 2013 svolta generazionale e nel 2014 meno tasse e più lavoro

Ci è sempre stato rimproverato che l'Italia non è in grado di produrre una leadership di 40enni", ha aggiunto. "Il nostro Paese ha risposto facendo una svolta generazionale senza precedenti". "Ora siamo messi alla prova, abbiamo l'opportunità di risolvere i problemi

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Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta

“Il 2013 è stato un anno di tensioni politiche ma che consegnerà riforme complete e compiute a partire dalla legge elettorale”. Lo ha detto il premier Enrico Letta. “Ci è sempre stato rimproverato che l’Italia non è in grado di produrre una leadership di 40enni”, ha aggiunto. “Il nostro Paese ha risposto facendo una svolta generazionale senza precedenti”. “Ora siamo messi alla prova, abbiamo l’opportunità di risolvere i problemi”, ha affermato.

“Il 2014 sarà l’anno delle riforme” – “Il 2014 sarà l’anno della svolta, non solo per l’economia ma anche e soprattutto per le riforme istituzionali”, ha aggiunto il premier nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Prima delle elezioni europee di maggio, il prima possibile, dobbiamo avere una nuova legge elettorale”. “L’Italia – ha assicurato – ce la farà” avendo messo alle spalle la parte più complessa della crisi economica. Le tensioni politiche sono al massimo ma nel 2014 ci saranno le riforme e miglioreranno i dati economici”.

“Ridurremo le tasse sul lavoro” – “Riconfermo” che le risorse derivanti dalla lotta all’evasione e dalla spending review “porteranno risorse che serviranno per ridurre le tasse sul lavoro”, ha assicurato Letta. “Non abbiamo alibi – ha poi ribadito – bisogna rompere il circolo vizioso della disoccupazione giovanile”. “Bisogna dare una risposta alla fatica sociale che stiamo vivendo”, ha sottolineato.

“Grazie alla stabilità risparmiati 5 miliardi” – “Il dividendo della stabilità vale 5 miliardi di euro”, ha quindi ricordato. “Lo dico perché la stabilità è tema per cui sono spesso oggetto di critiche: la stabilità di governo ha senso se porta dividendi” ha detto, sottolineando di non voler portare cifre astratte. “Rispetto alle previsioni il peso sul debito che doveva essere di 89 miliardi euro è diventato di 83 miliardi”.

“Nel 2014 fisco più amico dei cittadini” – “Le norme che verranno approvate già da gennaio – ha proseguito – renderanno per il prossimo anno il fisco più amico dei cittadini”. “A gennaio – ha spiegato il presidente del Consiglio – terminerà l’iter della delega fiscale, con la conseguente applicazione dei decreti attuativi che prevedono riforme importanti per rendere più efficiente il nostro sistema”.

“In arrivo norme rientro capitali” – Ribadendo che “il 2014 sarà l’anno della crescita”, Letta ha affermato: “Gennaio sarà il mese dell’intervento sul tema dei capitali illegalmente esportati e quindi del loro rientro, e ci saranno interventi importati contro l’autoriciclaggio, tutto collegato al pacchetto di interventi contro l’illegalità e la criminalità”.

“Art.18? Ok tutto ciò che crea lavoro con diritti” – Nel contratto di governo di gennaio “affronteremo le proposte che i soggetti contraenti metteranno sul tavolo” e “tutto ciò che aiuterà nuova occupazione sarà benvenuto”, a condizione che sia “buona occupazione, non senza diritti”. Così Letta a proposito del dibattito sulla riforma del lavoro e dell’articolo 18.

“Renzi fa bene a parlare con FI su riforme” – Parlando del segretario del Pd, Letta ha detto: “Non sospetto che Renzi voglia subito le elezioni”. E ancora: “Il Pd fa bene a parlare con Forza Italia sulle riforme, che devono essere fatte con un’apertura vera fuori dalla maggioranza”. Il premier si è quindi rivolto al leader di FI, Silvio Berlusconi, invitandolo a non scegliere la strada nichilista: “Mi auguro che non vada verso una deriva populista. Sarebbe un errore per il Paese e per lui stesso”.

“Superare bicameralismo perfetto” – Nella road map del governo, priorità per il 2014 è il superamento del bicameralismo perfetto. Il premier punta inoltre a intervenire sulla Costituzione per rendere più semplici, a cascata, una serie importante di riforme. Letta ha fatto l’esempio della abolizione delle province: “Sarebbe stato più semplice intervenire se nella Carta avessimo cancellato la parola ‘province’?”, ha spiegato.

“Su riforme chiedere comunque referendum” – Sulla riforma costituzionale per eliminare il bicameralismo perfetto e riformare il federalismo del titolo V della Carta, il premier, pur auspicando il massimo della convergenza, chiede al Parlamento che l’approvazione avvenga “con un voto in meno della maggioranza dei 2/3, per consentire di avere un referendum, perché, per come è caduta la credibilità politica, questa grande riforma ha bisogno del voto dei cittadini”.

“Rimpasto di governo non all’ordine del giorno” – Il rimpasto, ha poi sottolineato, “non è un tema all’ordine del giorno” della discussione che faremo sul contratto di maggioranza; “sono contento della squadra di governo e ringrazio tutti i ministri e i sottosegretari”, anche quelli che hanno lasciato dopo l’uscita di FI.

“Da gennaio nuove misure sulla giustizia” – “Un terzo dei detenuti nelle carceri italiane è in attesa di giudizio, questa è una situazione abnorme”, ha detto il presidente del Consiglio, affermando che da gennaio ci saranno nuove misure sulla giustizia. “Amnistia e indulto – ha però ricordato – sono competenza delle Camere”.

“Ridiscuteremo di Bossi-Fini e Cie” – “La discussione della Bossi-Fini sarà uno dei temi di gennaio e il governo ha anche intenzione di mettersi al lavoro subito per una revisione degli standard dei Cie”, ha detto Letta, spiegando che “dobbiamo essere più efficaci anche nell’espletamento delle pratiche burocratiche”.

“In contratto governo riforma ius soli” – “Sono convinto che una normativa diversa sullo ius soli sia necessaria”, ha poi aggiunto il premier. “Proporrò e lavorerò – ha assicurato – perché una riforma in questo senso sulla cittadinanza e lo ius soli faccia parte del contratto di governo che scriveremo a gennaio”.

A Grillo: “Napolitano non ha travalicato suo ruolo” – Letta ha quindi parlato di Giorgio Napolitano. “Ritengo – ha detto – che in queste ultime settimane si sia passato assolutamente il limite rispetto agli attacchi al Capo dello Stato e l’utilizzo da parte ad esempio di Beppe Grillo sono totalmente fuori luogo”. “Napolitano non ha travalicato i suoi doveri e i suoi compiti”, ha aggiunto il premier con fermezza. “Io credo che il Presidente Napolitano abbia salvato l’Italia”.

“Bisogna occuparsi delle persone distrutte dalla crisi” – “So per certo che ci sono le condizioni per cogliere le opportunità, ma so anche che 5 anni di crisi durissima hanno creato un disagio sociale terribile”, ha sottolineato. “Ecco perché accanto alle opportunità per far ripartire il Paese – ha detto Letta – dovremo occuparci di chi la crisi ha distrutto”.

“Il nodo esodati è stato risolto” – In 8 mesi 33mila persone che stavano nella categoria degli esodati hanno trovato risposta e “questa – ha spiegato il premier – è la dimostrazione di un governo e un Paese che non vuole sfasciare la riforma delle pensioni ma non vuole lasciare nessuno perso per strada”.

“Norme per risolvere il conflitto di interessi” – “Nel decreto sulle proroghe che faremo venerdì ovviamente entrerà la proroga sugli incroci proprietari” fra stampa e tv: è quanto ha garantito Letta, sostenendo la necessità di una norma sul conflitto di interessi.

“Non sono e non sarò mai un premier tecnico” – Per finire è stato chiesto a Letta se intende sostenere la candidatura alla premiership del sindaco di Firenze. “Se il Pd continuerà a fare gioco di squadra – ha risposto – potrà venirne solo del bene. Io non sono e non sarò mai un premier tecnico, ho fatto e farò scelte politiche. Ho rischiato quando si è ventilata la crisi, mi sono assunto le mie responsabilità e continuerò a farlo”. ANSA

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