Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente della Repubblica di Croazia, Josipović

L'indimenticabile Concerto dell'Amicizia del 13 luglio 2010 nella Piazza dell'Unità d'Italia a Trieste - nel corso del quale il Maestro Riccardo Muti diresse un'orchestra di giovani musicisti croati, italiani e sloveni - aprì una nuova stagione nei rapporti tra le nostre Nazioni.

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Giorgio Napolitano con Ivo Josipović

Palazzo del Quirinale, 03/12/2013/

Signor Presidente della Repubblica di Croazia e caro amico, Signora Josipovic, Signore e Signori, sono particolarmente lieto di accogliere Lei e la Sua gentile Consorte a Roma nell’anno in cui la Croazia è entrata ufficialmente a far parte della grande famiglia europea. Si tratta di un viaggio di particolare significato in quanto prima Visita di Stato di un Presidente croato in Italia. L’Europa Unita a 28 è lo storico risultato degli sforzi e dei sacrifici di intere generazioni di cittadini europei che, sulle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, hanno saputo costruire, senza mai rinunciare alle proprie identità nazionali, un modello senza eguali di integrazione e sviluppo basato sul rispetto reciproco e la convivenza pacifica. Modello ispirato a una visione che trascende gli orizzonti e le capacità dei singoli Stati membri.

E ho tenuto a partecipare alle celebrazioni dello scorso 30 giugno a Zagabria non solo in ragione dei sentimenti di sincera amicizia che mi uniscono a Lei ed al Suo Paese, ma anche per ribadire quanto l’Italia creda fermamente nel processo di allargamento come strumento di stabilità e progresso per tutto il nostro Continente. In effetti, è stato ed è giusto e significativo mettere in evidenza lo straordinario processo attraverso il quale la Croazia, già membro della NATO dal 2009, ha saputo conquistare definitivamente il proprio posto nell’alveo della cultura e della civiltà che le appartengono e che le istituzioni dell’Unione rappresentano politicamente. In effetti, il traguardo raggiunto dalla Croazia costituisce un chiaro e positivo segnale per tutti i Paesi dell’Europa sud orientale non ancora membri dell’Unione.

Nel quadro della comune Casa Europea e del nostro convergente impegno, anche militare, in particolare in Afghanistan e Kosovo, nell’Alleanza Atlantica e nelle Nazioni Unite, Italia e Croazia guardano ai rapporti bilaterali con grande fiducia, avendo saputo scrivere pagine nuove di vicinanza e amicizia e così superando un passato tragico che, nel secolo scorso, ha purtroppo portato ingiustizie e sofferenze alle nostre popolazioni. Esse tuttavia sono sempre rimaste, anche nei momenti di maggiore tensione, indissolubilmente e profondamente legate da una comunanza di radici storiche e culturali che partono fin dall’antichità ed arrivano ai giorni nostri. Oggi possiamo rallegrarci del nuovo clima che le nostre giovani generazioni possono respirare in Adriatico grazie alla ritrovata sintonia tra Croazia, Italia e Slovenia. L’Adriatico infatti, come ha scritto Predrag Matvejevic, ancor più del Mediterraneo che è il “mare della vicinanza”, è il “mare dell’intimità”.

L’indimenticabile Concerto dell’Amicizia del 13 luglio 2010 nella Piazza dell’Unità d’Italia a Trieste – nel corso del quale il Maestro Riccardo Muti diresse un’orchestra di giovani musicisti croati, italiani e sloveniaprì una nuova stagione nei rapporti tra le nostre Nazioni. E ricordo egualmente con grande emozione il magnifico incontro e spettacolo del 3 settembre 2011 nell’Arena di Pola, che toccò i cuori non solo dei tanti presenti ma di tutti coloro che sono legati a quelle terre. In entrambe le occasioni la musica ha davvero avvicinato i nostri popoli, con una particolare partecipazione e sensibilità da parte Sua, Signor Presidente, per la personale dimestichezza con il linguaggio e il messaggio musicale.

Signor Presidente, caro amico,
sul piano economico e commerciale sono certo che l’appartenenza al mercato unico non potrà che consolidare le già privilegiate relazioni tra i nostri sistemi imprenditoriali, che vedono l’Italia partner commerciale di riferimento di Zagabria e numerosissime aziende italiane operare con grande successo in Croazia, sia nella produzione e fornitura di beni e servizi, sia in funzione di progetti di ampio respiro nel settore dell’energia e delle infrastrutture. Anche grazie a tali comuni iniziative auspico che potremo lasciarci alle spalle, insieme e nel più breve tempo possibile, la corrente fase negativa che colpisce le nostre economie per consentire ai nostri figli e nipoti di guardare al futuro con ancora maggiore speranza. Sono altresì convinto che, in questo ambito, EXPO Milano 2015, cui la Croazia parteciperà nel quadro del Cluster Euromediterraneo, rappresenterà un momento di grande rilievo nel passaggio ad una ripresa e nuova crescita economica e sociale.

Sul piano culturale, la collaborazione, tradizionalmente di altissimo livello, sta raggiungendo in questi ultimi anni anche una significativa diffusione ed intensità grazie a iniziative che nascono e si sviluppano numerose – non occorre citarle tutte, essendo a voi ben presenti – tra le Istituzioni culturali dei nostri due Paesi.

Sul piano politico, guardiamo con estremo favore alle consultazioni trilaterali tra i Primi Ministri croato, italiano e sloveno avviate lo scorso settembre a Venezia e che a breve si ripeteranno a Lubiana e Zagabria. Nello stesso tempo sono certo che la prossima sessione del Comitato dei Ministri italo-croato rappresenterà una preziosa occasione di confronto e coordinamento. Registro altresì con grande soddisfazione che, già nei primi mesi di attività in seno all’Unione Europea, numerosi dossier su cui i nostri due Paesi si sono trovati d’accordo, a partire dal tema dell’immigrazione, per il quale condividiamo la necessità di uno sforzo comune al livello europeo per scongiurare il ripetersi di autentiche tragedie quali quelle occorse a Lampedusa. Oggi Croazia ed Italia sono chiamate a lavorare fianco a fianco per sostenere la costruzione di un’Europa sempre più integrata e, allo stesso tempo, vicina ai propri cittadini. In tale contesto le elezioni europee del maggio 2014 dovranno offrire l’occasione ai nostri Governi e alle forze politiche più consapevoli per rilanciare decisamente il discorso sul ruolo fondamentale dell’Unione e sui dividendi in termini di pace e di sviluppo economico e sociale che ancora continua a generare. L’Italia, nell’ambito della Presidenza di turno dell’Unione Europea, nella seconda metà del 2014, metterà in primo piano l’obbiettivo della crescita e della lotta alla disoccupazione, soprattutto quella giovanile, che così duramente colpisce i nostri due Paesi. Confido inoltre che Croazia ed Italia sapranno portare a Bruxelles quelle specificità mediterranee che contraddistinguono i nostri Paesi e che non possono che giovare alla comune causa europea ; collocando in questo ambito come dimensione importante la Strategia Adriatico-Ionica. La strada dell’Unione politica, quale vogliamo insieme perseguirla, non può non passare per il vitale crocevia mediterraneo.

Signor Presidente, caro amico,
la minoranza croata in Italia e quella italiana in Croazia rappresentano un inconfondibile valore aggiunto per lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi. La frattura creatasi all’indomani della Seconda Guerra Mondiale tra “Esuli”, “Rimasti” e cittadini croati è ormai rimarginata. In questo spirito rinascono iniziative come il nuovo asilo italiano di Zara, grazie ad un sforzo comune delle Autorità italiane e croate, delle Comunità italiane e delle Associazioni degli Esuli. Si tratta di un esempio lungimirante della collaborazione tra i nostri due Paesi, sempre memore delle lacerazioni del passato, ma profondamente rivolta al futuro delle nuove generazioni.

Signor Presidente,
buon soggiorno in Italia a Lei ed alla Sua gentile Consorte. E’ con questo augurio, insieme a quello di un proficuo esito degli incontri in programma così come della Sua visita alle Comunità croate in Molise, che invito tutti a brindare ad un ulteriore forte sviluppo dell’amicizia tra i nostri Paesi e del nostro impegno congiunto per l’unità ed il futuro ruolo dell’Europa.

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