Lo Stato non é piu in grado di garantire i diritti dei cittadini

Ci sono volte in cui lo Stato perde la partita. Forse non ci sono giocatori capaci di segnare un goal per i cittadini onesti che nel nostro Paese contano sempre meno. L'Italia è un Paese che si è abbrutito e molti esprimono la rabbia di una condizione sociale inaccettabile. Immaginate se si arrabbiano veramente fuori dallo Stadio.

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Quando lo Stato perde la partita

A cura di Gianni Borrelli/

Al famoso  paradosso dilemma o dictum di  E.W. Bockenforde , riportato nel titolo, col quale  denunciava la crisi dello Stato liberale  nell’occidente secolarizzato, si può accostare il recente fatto sportivo disputatosi all’Olimpico in occasione  di un  evento  che doveva essere solo una festa per lo sport.
Abbiamo invece assistito, attoniti, ad uno spettacolo indegno che ha esposto il nostro Paese  a critiche invereconde, ma  tutte meritate , che hanno evidenziato , con acredine, la  deprecabile  esistenza  di un  subdolo intreccio tra tifoserie e club di calcio che  nulla hanno di vero sport.

E’ inaccettabile che di fronte a  migliaia di persone  ed a milioni di  utenti, un cosiddetto capo tifoso che ha l’ardire di  indossare una maglietta con la scritta inneggiante allo assassino di un onesto servitore dello stato, si permetta con un solo gesto perentorio di farsi ubbidire da una intera curva  di migliaia di tifosi ed uno stato di diritto con alti rappresentanti in tribuna, autorizzi trattative con tale personaggio e sopporti l’oltraggio dei fischi all’inno nazionale.

É evidente il processo dissolutivo della nostra comunità nazionale, la debolezza delle istituzioni corrose da anni di delegittimazione dei fondamentali principi di autorità la cui credibilità é stata posta in evidenza proprio dai beceri oltraggiosi fischi, che hanno rafforzato, si badi bene, proprio chi alzando solo il pollice,  riesce a farsi ubbidire.

E questo  dovrebbe preoccuparci tutti.

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