Usura: indagati i vertici di Bnl, Unicredit, Mps e Banca Popolare di Bari

Per concorso in usura bancaria sono indagati a Trani i vertici di Bnl, Unicredit, Mps e di Banca popolare di Bari (Bpb)

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Procura della Repubblica di Trani indaga e conclude indagini su “usura bancaria”

Economia – Mai come in questo momento la magistratura italiana aveva affrontato a muso duro le grandi questioni che hanno letteralmente affogato in una crisi irriducibile l’economia e il lavoro italiani. Le piccole e medie imprese sono lentamente crollate sotto i colpi dell’irragionevole filosofia delle banche che hanno letteralmente asfissiato il sistema produttivo italiano. Tutto sembrava perduto dalla politica incapace di qualsiasi orizzonte alle politiche comunitarie e ci si chiedeva quale fosse il fondo. Ecco, la Magistratura, molto probabilmente ha deciso insieme a quella parte di Stato che c’è, di reagire. E così vediamo arrestato un ex Ministro agli Interni, vediamo varcare la soglia delle patrie galere imprenditori considerati “re” dell’economia italiana, scopriamo dalla sera alla mattina le tangenti di Milano EXPO 2015 e che Venezia sarebbe affondada per colpa di tangentisti senza scrupoli. Non possiamo che soffiare sul fuoco. ILPARLAMENTARE.IT

Per concorso in usura bancaria sono indagati a Trani i vertici di Bnl, Unicredit, Mps e di Banca popolare di Bari (Bpb). Tra le 62 persone alle quali la Gdf di Bari sta notificando l’avviso di fine indagine ci sono anche ex dirigenti di Bankitalia e del ministero dell’Economia. Agli indagati si contestano tassi usurari su finanziamenti. Il reato di usura (bancaria) continuata ed aggravata viene contestato dalla procura di Trani ai danni di alcuni clienti-imprenditori del barese delle banche sottoposte ad accertamenti in relazione a finanziamenti concessi prevalentemente sotto forma di anticipazioni su conto corrente. Secondo il pm inquirente, Michele Ruggiero, il reato di usura è stato compiuto dagli organismi di governance e di controllo delle banche con il concorso morale degli ex vertici di Bankitalia e di un attuale dirigente del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e Finanze.

USURA BANCARIA: SI ACCORDAVANO SUI CREDITI

Questi ultimi – secondo l’accusa – contravvenendo alle disposizioni della legge sull’usura, prescrivevano alle banche di calcolare (attraverso una particolare formula algoritmica) gli oneri dei finanziamenti concessi in rapporto al credito ‘accordato’, anziché (come richiesto dalla legge) a quello effettivamente ‘erogato/utilizzato’ dal cliente, così precostituendo le condizioni per una elaborazione (e successiva segnalazione a Bankitalia) da parte della banche di tassi effettivi globali (cosiddetti Teg) falsati poiché più bassi di quelli effettivamente praticati. Di conseguenza – secondo le indagini della Guardia di Finanza – gli interessi/remunerazioni applicati dalla banche alla clientela per determinate categorie di finanziamenti (in forma di anticipazioni su c/c) risultavano sempre entro i limiti dei ‘tassi soglia’, pur essendo in concreto ad essi superiori e, come tali, usurari.

INDAGATI TARANTOLA (Rai) ED EX MINISTRO SACCOMANNI

Tra i 62 indagati a cui la Gdf sta notificando avvisi di fine indagine per l’usura contestata ai vertici di Bnl, Mps, Unicredit e BpBari, vi sono il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, in qualità di ex capo della Vigilanza di Bankitalia, e il ministro dell’Economia del governo Letta Fabrizio Saccomanni, ex dg di Bankitalia. Vi sono anche il presidente del Cda di Bnl Luigi Abete e l’AD Fabio Gallia; per Unicredit l’ex AD Alessandro Profumo, ora presidente del Cda di Mps, e l’attuale AD Federico Ghizzoni; per Mps l’ex presidente Giuseppe Mussari e il suo vice Francesco Gaetano Caltagirone.

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