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martedì, Ottobre 27, 2020

Dobbiamo cambiare l’Europa! Lo dice Matteo Renzi, lo pensano tutti.

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Fabiohttp://www.fabiogallo.info
Classe 60, esperto di gestione della conoscenza e media digitali. Ha fondato la Città della Pace. Cura i Rapporti Istituzionali della Fondazione Culturale "Paolo di Tarso". Esperto dell'ITS IOTA Istituto di Alta Formazione per il Turismo e l'Ospitalità allargata della Puglia. Fondatore del Digital Cultural Heritage Museum dedicato al Patrimonio culturale italiano in chiave visuale. Fondatore e Direttore Editoriale delle Testate Giornalistiche del Gruppo ComunicareITALIA. Portavoce del Movimento Sturziano NOI. Dispone di elevate competenze tecniche multidisciplinari, pensiero organizzativo ed innovativo, coniugato a forte pragmatismo logico, a spiccate doti comunicative, alla gestione di progetti e compiti complessi, con elevata capacità d’analisi e di ascolto. Forte propensione al lavoro in gruppo, in cui nel ruolo di teamleader presta attenzione allo stato motivazionale ed alla sua compattezza. Visita il Blog: www.fabiogallo.info

matteo-renzi-cnn
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi nel corso dell’intervista della CNN

di Fabio Gallo – direttore editoriale

“Questo è un momento molto pericoloso, dobbiamo cambiare l’Europa”. Lo dice il premier Matteo Renzi alla Cnn ma lo pensano tutti. “Dobbiamo cambiare l’Europa perché è giusto”, perché il “problema è la direzione”. “Ritengo sia assolutamente importante ridurre il potere della burocrazia in Europa, il livello del potere dei tecnocrati a Bruxelles”, conclude.

DICHIARAZIONI DIFFICILI MA MOLTO MATURE A BENEFICIO DI TUTTI

Con questa dichiarazione il Presidente del Consiglio dei Ministri afferma ciò che in Italia e in altri Paesi dell’Europa pensano in molti. I tecnocrati di Bruxelles non sono ancora entrati nella visione del bene comune degli Stati Uniti d’Europa. Rivolgendo la propria attenzione esclusivamente ai propri Paesi di origine essi, di fatto, stanno facendo implodere il sistema Europa. A ciò si aggiunge l’atteggiamento del premier tedesco che non si rende assolutamente conto di ciò che sta accadendo nel mondo e in Italia in modo particolare, approdo della disperazione esplosa nel Mediterraneo. Si tratta di una sorta di incomprensibile cecità che il Premier Matteo Renzi fa bene a sostenere fermamente in un momento le cui difficoltà ancora tutti non capiscono per una questione di ignoranza legata anche all’ovattamento dell’informazione che in tal senso gioca un ruolo predominante. Dunque va rivolto un GRAZIE a Cnn che ha offerto uno spazio non al Premier Renzi bensì ai gravissimi rischi cui tutti andiamo incontro. A ciò si aggiunga la questione ISIS in avanzamente sempre più veloce e pericoloso anche verso i confini della forte Turchia. Un avanzamento che dimostra quanto USA e Forse Alleate siano ancora assolutamente non sufficienti a contrastare il male di cui si rende promotore un esercito di gente spietata e molto preparata alla guerra, la cui specificità è quella di dare vita ad uno stato senza frontiere.

MATTEO RENZI CONTINUA NELLA SUA INTERVISTA CON CHRISTIANE AMANPOUR DI CNN
“C’è un problema per la mia posizione, perché sono assolutamente convinto che il 3% sia un parametro del passato ma il problema è che l’Italia ha perso credibilità perché non ha rispettato quel parametro nel passato. Quindi la posizione dell’Italia è chiara: noi rispettiamo il 3%, ma diciamo che ovviamente se il presidente della Francia decide” di non rispettarlo, “nessuno può dire che non è corretto”. Così il premier in un’intervista a Christiane Amanpour per la Cnn, registrata ieri a Londra.

“Non si tratti la Francia da studente o vince Le Pen”. “Se il presidente della Francia decide un importante distacco dai parametri” europei, “nessuno può dire che non è corretto e credere che l’Europa sia una scuola in cui c’è un maestro e gli altri sono studenti. L’Europa è una comunità di destini e di valori. Io preferisco la Francia di Hollande e di Valls al 4,4% a quella di Marine Le Pen a causa di una crisi dei valori che la prossima volta fa perdere le elezioni ai partiti tradizionali”.

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