Il Caso Meredith: la Cassazione smentisce se stessa

Assoluzione definitiva per Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Esultanza dei legali.

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a cura dell’ Avvocato Giovanni Borrelli/

La quinta sezione della Suprema Corte di Cassazione ha assolto gli imputati  Amanda Knox e Raffaele Sollecito, dal reato loro ascritto, di concorso in omicidio in danno di Meredith Kercher, non essendo stata raggiunta la prova della loro colpevolezza. Con tale sentenza definitiva, resta unico colpevole Rudy Guede, già condannato alla pena di anni sedici, in concorso con altri, avendo beneficiato della riduzione concessa dal  rito abbreviato.

La Corte ha, dunque, applicato il noto principio di civiltà giuridica “in dubio pro reo“, per cui il nostro sistema dovrebbe eticamente uscirne rafforzato, se non contraddicesse tale sentenza altra decisione, sempre della stessa Corte di Cassazione  del 26 marzo 2013, che aveva ritenuto che gli odierni imputati, ritenuti estranei al fatto delittuoso,  dovessero ritenersi concorrenti nell’omicidio con l’imputato reo confesso Rudy Guede. Esistono , dunque, indubbiamente forti contraddizioni che potranno pero’ essere chiarite solo con la motivazione.

Certo é però che,  tale sentenza,  se soddisfa ampiamente gli imputati assolti, che potranno pretendere anche un risarcimento per la ingiusta detenzione e l’unico colpevole beneficiare di permessi premio, avendo scontato parte della pena, vedrà unici perdenti sia la vittima che la sua famiglia, penalizzata oltre che moralmente anche economicamente, per aver  dovuto affrontare notevoli esborsi processuali, solo per ottenere una verità che ormai non avrà più. Ritengo che alla  luce di tali eclatanti sconfitte un po di autocritica ed esame di coscienza da parte di tutti noi non guasterebbe .

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