Un vero ostacolo per Matteo Renzi

Sel: “Siamo talmente convinti che sia una vergogna che Gianni De Gennaro sia stato nominato da Renzi al vertice di Finmeccanica, da permetterci di chiedere a Matteo Orfini, presidente del Pd, di fare qualcosa di più che un semplice tweet

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Gianni De Gennaro

di Alessandro Corneli /

Dopo la sentenza di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea di Strasburgo per i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001, è scoppiata la polemica all’interno del Pd non sull’Italicum o sulla riforma del Senato o sul Jobs Act, ma addirittura sulla permanenza di Gianni De Gennaro alla presidenza di Finmeccanica, confermata da Matteo Renzi. Il presidente del Partito democratico, Matteo Orfini, ha attaccato duramente De Gennaro, allora capo della Polizia, con queste parole: “Lo dissi quando fu nominato e lo ripeto oggi dopo la sentenza. Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica”.

Renzi – forse con il consenso di Sergio Mattarella – vuole evitare tempeste anche perché Finmeccanica è una delle poche grandi aziende rimaste all’Italia. Ma la questione è diventata politica e ha unificato la sinistra esterna al Pd.

Il M5S, gratificato dai recenti sondaggi che lo danno in ripresa e intorno al  20%, ha immediatamente chiesto le dimissioni di Gianni De Gennaro da presidente di Finmeccanica. “Basta ipocrisia- dice Vittorio Ferraresi- De Gennaro si deve dimettere. È stato nominato da un governo di centrosinistra ed è inaccettabile e vergognoso che ancora oggi parli chi ha lasciato i responsabili al suo posto. Si prendano le proprie responsabilità gli esponenti di destra e sinistra che hanno acconsentito a tutto ciò”.

Anche Sel è d’accordo: “Siamo – dice il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni – talmente convinti che sia una vergogna che Gianni De Gennaro sia stato nominato da Renzi al vertice di Finmeccanica, da permetterci di chiedere a Matteo Orfini, presidente del Pd, di fare qualcosa di più che un semplice tweet: chieda al Presidente del Consiglio (che è anche segretario del Pd) di risolvere il problema sollevato, faccia in modo che il partito da lui presieduto e il suo governo chiudano una vicenda che non ha giustificazioni. Altrimenti sono solo parole in libertà”.

Sulla stessa linea Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: “ Orfini punta il dito contro De Gennaro?  Benissimo, finalmente siamo d’accordo! Per noi di Rifondazione l’ex capo della polizia non avrebbe dovuto avere più nessun ruolo pubblico dopo la vergognosa mattanza di Genova e anzi avrebbe dovuto rispondere di quella macelleria messicana. Invece, tra i tanti incarichi, De Gennaro dopo Genova è diventato prima capo di gabinetto agli Interni, poi commissario per l’emergenza rifiuti, nominato da Monti sottosegretario per la Sicurezza e da Letta presidente di Finmeccanica: deve proprio avere un santo in paradiso! Ora il Pd, invece che fare due parti in commedia, licenzi De Gennaro”.

Prende la parola anche Claudio Scajola, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno: “Assolutamente non mi sento responsabile politico di quanto avvenuto alla Diaz nel 2001. Genova è stato un terribile esempio di scontro fra dimostranti e dimostranti che erano venuti per mettere a ferro e fuoco Genova. E dove ci sono state delle colpevoli azioni di alcuni singoli membri della forza di polizia”.

Daniela Santanché, di Forza Italia, invita la sinistra a non strumentalizzare la sentenza :  “Le forze dell’ordine non meritano un nuovo processo mediatico ingeneroso a quasi 14 anni dai fatti di Genova. Non si può demonizzare chi ogni giorno mette a rischio la propria vita, lavorando in condizioni spesso precarie e con stipendi ridotti all’osso. La sinistra ideologica non strumentalizzi la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo: tutti ricordano di cosa furono capaci alcuni suoi illustri protagonisti durante quei giorni”. Ma non una parola su De Gennaro.

La prima reazione di Renzi è stata interlocutoria: “Quello che dobbiamo dire lo dobbiamo dire in Parlamento con il reato di tortura. Questa è la risposta di chi rappresenta un paese”. Difficilmente basterà. Comunque la vicenda divide il Pd.  Emanuele Fiano, membro della segreteria Pd e a lungo responsabile sicurezza del partito, sostiene che “De Gennaro è stato assolto e se siamo garantisti lo dobbiamo essere davvero”. Per Ivan Scalfarotto, le dimissioni da presidente di Finmeccanica sono “un tema che sta alla coscienza di De Gennaro”.

Più importante la presa di posizione di Raffaele Cantone, presidente dell’autorità anti-corruzione: “Gianni De Gennaro è stato indagato e assolto. L’assoluzione conta pure qualcosa, quindi non può pagare le responsabilità complessive di una macchina intera”. Probabilmente questa è la linea di Renzi che, tramite Maria Elena Boschi, è concentrato sull’approvazione definitiva dell’Italicum nonostante i maldipancia anche al di fuori del Pd.

A complicare un po’ le cose è arrivata a sentenza della prima sezione civile della Corte d’Appello di Palermo secondo la quale la strage di Ustica (27 giugno 1980 – 81 morti) è da addebitarsi a un missile di origine sconosciuta lanciato contro il Dc-9 da un altro aereo che intersecò la rotta del volo Itavia durante un atto di guerra non dichiarata. È quindi da escludere l’ipotesi alternativa della bomba collocata a bordo o l’altra ipotesi del cedimento strutturale. A chi apparteneva l’areo che lanciò il missile? Questa è l’unica domanda che ormai resta in attesa di risposta. Una risposta che, se arriverà, provocherà guasti nelle relazioni internazionali.Ma,  anche in questo caso, la questione potrà appianarsi con i risarcimenti.

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