Rifugiati, l’Ue approva le quote. Mogherini contraria ad azioni di terra

Federica Mogherini, "mi aspetto che il Consiglio di Sicurezza Onu adotti una risoluzione" che dia all'Ue la copertura del mandato internazionale per intervenire.

federica mogherini

Italy’s Foreign Affairs Minister Federica Mogherin

13 mag. (askanews) – La Commissione europea ha dato il suo via libera alla nuova agenda dell’Unione sull’immigrazione. Lo ha annunciato il capo della diplomazia europea Federica Mogherini su Twitter, ringraziando il presidente Jean Claude Juncker e i colleghi Frans Timmermans e Dimitri Avramopoulos per “l’eccellente lavoro di squadra”. Mogherini ha anche smentito l’ipotesi di una missione di terra in Libia nell’ambito delle iniziative europee per il contrasto al traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Una possibilità che era stata avanzata in mattinata dal Guardian, che ha visionato un documento dell’Ue sulla pianificazione di una campagna militare contro i trafficanti di uomini. Fra le azioni concrete e immediate previste dall’agenda c’è innanzitutto la proposta di distribuire i rifugiati fra gli Stati membri, in situazioni di emergenza, secondo una chiave di ripartizione che terrà conto di quattro parametri: popolazione complessiva, Pil, tasso di disoccupazione e rifugiati già accolti sul territorio nazionale. Questo nuovo meccanismo si baserà sull’attivazione, per la prima volta, del sistema di emergenza previsto all’articolo 78, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che mira ad aiutare gli Stati membri interessati da un afflusso improvviso di migranti. Entro la fine di maggio la Commissione proporrà un meccanismo temporaneo di distribuzione nell’Ue delle persone con evidente bisogno di protezione internazionale. Entro la fine del 2015 seguirà una proposta di sistema permanente per la ricollocazione fra gli Stati membri in situazioni emergenziali di afflusso massiccio. Va precisato, tuttavia, che la Danimarca ha una clausola d’esclusione (“opt-out”) da queste disposizioni del Trattato Ue, mentre altri due Stati membri, Regno Unito e Irlanda, potranno decidere se partecipare o no in base a una clausola di “opt-in”. Un’altra iniziativa immediata è il lancio di un’operazione navale nel quadro della Politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc) nel Mediterraneo volta a smantellare il “business model” dei trafficanti, soprattutto in Libia. L’operazione sarà condottoa nel rispetto del diritto internazionale. La proposta sarà sottoposta già lunedì prossimo ai ministri degli Esteri e della Difesa dell’Ue, e più tardi, in giugno, al Parlamento europeo, ai ministri dell’Interno e infine al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, che dovrebbe varare l’operazione. Nel frattempo, ha detto l’Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini, “mi aspetto che il Consiglio di Sicurezza Onu adotti una risoluzione” che dia all’Ue la copertura del mandato internazionale per intervenire. Ma, ha puntualizzato appunto Mogherini, “non ci saranno interventi di terra”

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