Regione Calabria, pressioni cosche: chiesto arresto (non confermato dal Gip) di Michele Trematerra

Triste immagine della Regione Calabria emerge dalle recenti indagini a cura della magistratura catanzarese e di Reggio Calabria. La politica non è più credibile e qualcosa nell'aria ha deciso di farlo emergere.

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Michele Trematerra – ex Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria

I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato 7 presunti elementi di spicco della cosca Lanzino-Ruà, tra i quali un ex consigliere comunale di Acri e alcuni imprenditori. La cosca avrebbe condizionato l’attività del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria e del Comune di Acri per ottenere appalti nel settore della forestazione. L’ex assessore all’Agricoltura Michele Trematerra (Udc) è indagato in stato di libertà per concorso esterno in associazione mafiosa. I magistrati inquirirenti Vincenzo Luberto e Pierpaolo Bruni, titolari dell’inchiesta “Acheruntia”  avevano chiesto l’arresto di Michele Trematerra, non confermato dal Gip che, però, traccia del politico Michele Trematerra una cornice assai poco lusinghiera che, per la prima volta in Calabria, fa emergere da parte della politica l’accusa, se pur morale, di tradimento nei confronti dei Cittadini e dello Stato.

Nell’ordinanza emessa dal Gip si legge infatti: «Una vicenda in cui l’uomo politico, per di più chiamato a ricoprire un ruolo istituzionale di primo piano, quale quello di assessore regionale, tradendo gli elettori e l’intera popolazione calabrese, non esita a sviare, screditando il prestigio dell’istituzione che rappresenta, i propri poteri dai fini istituzionali, anteponendo il soddisfacimento di interessi (anche economici) personalistici del singolo beneficiario di turno a discapito del perseguimento del bene comune. Significativa in tal senso appare la vicenda legata a Gencarelli che conservava il proprio posto anche e soprattutto a fronte di resistenze dei membri dell’apparato che osteggiavano il mantenimento dell’incarico da parte di un soggetto inadatto a ricoprire il ruolo rivestito e che, per sua stessa ammissione, non svolgeva neanche le funzioni connesse all’incarico cui era preposto, disertando il luogo di lavoro e preoccupandosi di utilizzarlo solo come strumento per soddisfare i propri interessi».

Ovviamente, come giusto che sia, nel garantire un’informazione corretta e a garanzia dei Diritti dei Cittadini, ci si riserva di pubblicare le dichiarazioni dell’indagato appena questa dovessero essere rilasciate.

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