Lo Stato è uno! Ecco perchè è impossibile approvare la legge Greco Sergio sulla Dieta Mediterranea

Se il Governo Italiano su un determinato argomento dice "A" come può la Regione Calabria, sullo stesso argomento dire il contrario? Ma potrebbe, invece, sostenere lo sviluppo e la crescita di tutti, nessuno escluso.

Il Grano

Il Grano

A cura della Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/

La BIENNALE DELLA DIETA MEDITERRANEA PER I DIRITTI UMANI AL CIBO SANO “Diffusa e Sostenibile” Patrocinata dal Ministero della Salute, non approva l’impostazione della proposta di legge regionale presentata in Calabria dai Consiglieri Orlandino Greco e Franco Sergio (Gruppo Oliverio Presidente). La proposta di Legge che dovrebbe essere finanziata dai contribuenti di tutta la Calabria, in via definitiva e da quanto si apprende dalle dichiarazioni del Consigliere regionale Vincenzo Pasqua (Oliverio Presidente), sostanzialmente, dovrebbe riversare i suoi benefici su Nicotera che, se pur tra i territori italiani oggetto di studi sulla nutrizione umana espletati dal fisiologo e nutrizionista americano Ancel Keys, cui si deve il nome “Dieta Mediterranea”, non può escludere territori e programmi agricoli come, ad esempio, il Distretto Agroalimentare di Sibari o della Piana di Gioia Tauro e altri che in Calabria rappresentano, senza ombra di dubbio, le fertili e soleggiate terre ove si pratica l’Agricoltura che dà vita al modello alimentare e allo stile di vita definito Dieta Mediterranea.

Per quanto sopra, devono destare molta preoccupazione le affermazioni rilasciate a “Il Quotidiano del Sud” dal Consigliere regionale Vincenzo Pasqua, a sostegno della proposta di Legge, che afferma: “..è decisivo riconoscere, attraverso il testo di legge, che Nicotera è la Città intorno alla quale far gravitare ogni iniziativa concernente la Dieta Mediterranea”.

Questa affermazione è grave, gravissima, e stride fortemente non solo con la realtà locale ma anche nazionale ed internazionale. Pretendere di limitare oggi, la Dieta Mediterranea proclamata dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, ai contenuti della legge proposta, sarebbe assolutamente in dicotomia con le disposizioni già adottate dalle Nazioni Unite e non solo. Esse, infatti, hanno indicato il Cilento quale Comunità Emblematica della Dieta Mediterranea in Italia.

Per di più, la Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano, ha approvato la Convenzione relativa al G.E.C.T. Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale “DietaMed” e autorizzato la partecipazione del Comune di Pollica al suddetto G.E.C.T. (vedi Decreto P.C.M. del 16 Febbraio 2015 – Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport – Protocollo DAR 0003737 P-4.22.1 del 23/02/2015).

Inoltre, l’Esposizione Universale di Milano 2015 (come cita il sito Ufficiale) ha convocato la Città di Pollica a rappresentare per l’Italia le Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea UNESCO all’interno del Padiglione KIP International School (Knowledge, Innovations, Policies and Territorial Practices for the United Nations Millennium Platform).

A questo punto è legittimo chiedersi come possa la Regione Calabria legittimare il contrario di tutto ciò che risulta già legittimato dalle Nazioni Unite, dal Governo Italiano, nonché dall’Esposizione Universale di Milano 2015 e accettare che venga approvata una legge incurante della realtà oggettiva istituita su fondamenta legali e consolidate, appunto, da atti dello stesso Governo Italiano. In particolare ci si chiede come un consigliere regionale possa sostenere al punto di dichiararlo alla Stampa che “Nicotera è la Dieta Mediterranea”. Ciò, sia chiaro, piacerebbe a tutti i calabresi, inclusi i promotori di questo comunicato, ma non si può negare che la realtà espressa dalle alte Istituzioni è diversa come non si può negare che Ancel Keys sia vissuto per circa 40 anni a Pioppi e che anche il Disegno di legge 313 del Senato della Repubblica Italiana, rimarca la situazione su citata. Tra l’altro nessuno dei promotori dell’attuale proposta di Legge ha mai fatto opposizione né alle nazioni Unite, né al Governo Italiano per quanto elaborato, deciso e disposto.

Ciò detto la BIENNALE DELLA DIETA MEDITERRANEA PER I DIRITTI UMANI AL CIBO SANO desidera comunicare che la sua mission va oltre i fatti accaduti 60 anni addietro. Pur rispettandolo, infatti, la BIENNALE promuove l’intero Patrimonio Culturale, Paesaggistico e Agroalimentare del Mezzogiorno d’Italia, dunque di tutta la Calabria, semplicemente perché è questo il modello suggerito dalla “Governance Alimentare Sostenibile” delle Nazioni Unite che si identifica con il plurimillenario Patrimonio Culturale e Agricolo del Mezzogiorno d’Italia oggi noto anche come Dieta Mediterranea “attuale”, da valorizzare complessivamente e trasformare in Economia, Sviluppo e Salute umana, sostenendo in modo particolare i Diritti Umani all’Accesso al Cibo Sano e il ritorno alla centralità dell’Essere Umano.

___________________

LA BIENNALE E IL CAMMINO ETICO – ISTITUZIONALE DELLA FONDAZIONE CHE LA PROMUOVE IN UN CONTESTO DI SVILUPPO E LEGALITA’
La Dieta Mediterranea è sempre stata vista dagli scienziati e dagli esperti di settore come un toccasano per la salute. Da oltre 60 anni se ne discute in mille occasioni, convegni, meeting, conferenze, TV e Radio. Per non parlare della Rete che ogni giorno produce una miriade in informazioni dedicata alla celebre dieta i cui effetti benefici sulla salute sono stati individuati per primo da un italiano (Lorenzo Piroddi) e poi certificati da un americano: Ancel Keys.

Poi un giorno, scoppiata la crisi economica in Italia (spread) con gravissime e irrimediabili ricadute ovunque e in modo particolare nel Sud Italia, una giovane Fondazione cattolica, la “Paolo di Tarso” (www.paoloditarso.it) ha la brillante idea di trasformare il grande portato culturale e scientifico consolidato della Dieta Mediterranea, in un modello di mercato rivolto al Cibo Sano, intuendo che proprio il Cibo sostenibile sarebbe stato lo strumento di potere del futuro delle Nazioni e per ciò, in grado di sviluppare nuove economie, favorendo il ritorno alla Terra e alla centralità dell’Essere Umano.

Passi fermi quelli della Fondazione “Paolo di Tarso” forse la più povera economicamente, ma certamente la più ricca eticamente, avendo essa un socio fondatore che all’etica e al prossimo ci tiene da secoli: la Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma. Stiamo parlando della prestigiosa Chiesa delle Celebrazioni Ufficiali della Repubblica Italiana, presieduta dall’Ecologa Prof.ssa Luana Gallo.

L’idea della Fondazione che ha istituito la “Città della Pace” e la “Carta della Pace” per la Tutela dei Diritti Umani, matura con l’incontro di due individui che saranno insigniti della “Carta della Pace”: Padre Gianmaria Polidoro fondatore di Assisi Pax International e acceso testimone di San Francesco e Santa Chiara di Assisi e il Prof. Fausto Cantarelli, Decano dell’Economia Agroalimentare e fondatore dell’Accademia Alimentare Italiana. Insieme a quest’ultimo e al Club UNESCO territoriale, la giovane Fondazione sottoscrive il “Manifesto della Dieta Mediterranea”. Si tratta di un documento di sintesi e d’indirizzo grazie al quale iniziare il cammino verso una moderna economia sostenibile ove il termine Dieta Mediterranea, per la prima volta, usciva dalla scienza per entrare nell’Economia del Mezzogiorno d’Italia con lo scopo preciso di ispirare un nuovo modello di mercato: quello degli Alimenti della Dieta Mediterranea proclamata dall’UNESCO Patrimonio dell’intera umanità.

A consolidare tale idea fu il successivo progetto “Dieta Mediterranea – Futuro Alimentare, storia di una economia più grande della Tavola” sostenuto dalla Camera di Commercio di Cosenza che, per i suoi alti fini etici che si ponevano quale obiettivo il lavoro in un contesto di sviluppo e legalità, si è svolto con l’Adesione del Presidente della Repubblica italiana. Interesse del Capo dello Stato replicato dopo solo un anno con il Progetto IDEA DAY MEZZOGIORNO ove già sono stati presentati i primi risultati consolidati del precedente progetto.

Proprio dagli esiti positivi di questo progetto l’UNICAL – Università della Calabria, esattamente il Di.B.E.S.T. – Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, ha accolto la richiesta della Prof.ssa Luana Gallo di indire il Master in Green Economy, Dieta Mediterranea e Sicurezza Alimentare, divenendo senza saperlo la prima sede Accademica in un contesto internazionale ad avere indetto un Master di 1.500 ore sulla Dieta Mediterranea.

Attesi i lusinghieri risultati e in linea con la “Governance Alimentare Sostenibile” delle Nazioni Unite, la Fondazione “Paolo di Tarso” ha istituito la prima BIENNALE DELLA DIETA MEDITERRANEA PER I DIRITTI UMANI AL CIBO SANO che vede tra i suoi Partner Governi, illustri Accademie e Istituzioni del Mediterraneo, prestigiose istituzioni russe, nonché Istituzioni Pubbliche e private italiane che ne condividono contenuti e fini etici. Alla BIENNALE – voci accreditate riferiscono – potrebbe (se non ha già aderito, ndr.) nel Comitato Etico d’Indirizzo, il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” presieduto da Adriana Musella. Un’alleanza significativa poichè la BIENNALE punta sulla formazione dei Giovani ai quali desidera offrire un contesto di Sviluppo e Legalità che, nel Mezzogiorno d’Italia in modo particolare, non si può improvvisare. La BIENNALE è patrocinata dal Ministero della Salute del Governo Italiano. La BIENNALE oggi è un’Organizzazione complessa e radicata in diverse Nazioni, oltre che in diverse regioni d’Italia, nonostante si manifesterà tra Puglia e Calabria, nella sua prima edizione. E’ già attiva e piace a Scuola e Università, luogo, dichiara il Rev.mo Mons. Renzo Giuliano consigliere della “Paolo di Tarso”, ove i Diritti Fondamentali dell’Essere Umano all’accesso al Cibo Sano devono essere cultura che si fa persona. In Puglia la BIENNALE è ben radicata nella bella Città di Otranto e da pochi giorni a Canosa di Puglia. Si sta lavorando sulle sedi di Sicilia, Campania e Basilicata, presto attive.

Oggi la BIENNALE ritiene opportuno intervenire sulla questione relativa alla proposta di legge dei consiglieri Orlandino Greco e Franco Sergio sulla Dieta Mediterranea e, come sempre, documenta le sue riflessioni.

LA DIETA MEDITERRANEA – NOTIZIE UTILI SUL PERCORSO STORICO
La Dieta Mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari tradizionali di tre paesi europei e uno africano del bacino del Mediterraneo: Italia, Grecia, Spagna e Marocco. Nel 2007 Italia, Spagna, Marocco e Grecia chiesero all’UNESCO di iscrivere la Dieta mediterranea nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Il 16 novembre 2010 a Nairobi, in Kenya, ad esito di un lungo e delicato convegno internazionale, l’Unesco ha iscritto la Dieta Mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, riconoscendo tale patrimonio appartenere a Italia, Marocco, Grecia e Spagna. Nel novembre 2013 tale riconoscimento è stato esteso a Cipro, Croazia e Portogallo. 

Il primo a intuire la connessione tra alimentazione e malattie del ricambio, quali diabete, bulimia, obesità, fu il medico nutrizionista italiano Lorenzo Piroddi. Considerato il “padre” della dieta mediterranea è anche autore del libro “Cucina Mediterranea. Ingredienti, principi dietetici e ricette al sapore di sale”. Qualche anno dopo, dal canto suo, lo scienziato americano Ancel Keys si fece promotore dell’ampio programma di ricerca noto come Seven Countries Study e autore del libro Eat well and stay well, the Mediterranean way.
Lo scienziato americano Ancel Keys fu indirizzato dal giovane studente nicoterese Alfonso Del Vecchio verso la sua cittadina di mare, in Calabria e qui presso gli abitanti di Nicotera Keys notò una bassissima incidenza di malattie delle coronarie presso i suoi abitanti, così come su quelli dell’isola di Creta. Ciò, nonostante l’elevato consumo dei grassi vegetali forniti dall’olio d’oliva, e avanzò l’ipotesi che ciò fosse da attribuire al tipo di alimentazione caratteristico di quell’area geografica. Ovviamente, va detto che stiamo parlando del modello alimentare dell’immediato dopo guerra quando né Agricoltura né acque del Mare, né agenti inquinanti, né multinazionali del cibo spazzatura presenti nei supermercati che hanno invaso ognuna delle località all’epoca assolutamente vergini, segnassero radicalmente le località della ricerca.

In seguito a questa osservazione prese l’avvio la famosa ricerca “Seven Countries Study”, basata sul confronto dei regimi alimentari di 12.000 persone, di età compresa tra 40 e 59 anni, sparse in sette Paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Jugoslavia). I risultati dell’indagine non lasciarono dubbi: la mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) è molto più bassa presso le popolazioni mediterranee rispetto a Paesi, come la Finlandia, dove la dieta è ricca di grassi saturi (burro, strutto, latte e suoi derivati, carni rosse). Ancel Keys, e altri scienziati che presero parte al “Seven Countries Study”, proseguirono i loro studi a Nicotera (Vibo Valentia), Crevalcore (Emilia), Montegiorgio (Marche) e a Pioppi (Pollica), nel Cilento, dove Keys continuò a vivere per oltre 40 anni, scelta condivisa da altri suoi collaboratori, come Martti Karvonen, Jeremiah Stamler, Flaminio Fidanza e Alberto Fidanza. È stato insignito nel 2004 della Medaglia al merito alla salute pubblica dello Stato Italiano (Fonte Rete).

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.