ROMA, Pugnalato Giulio Cesare Marino sulle scale del Campidoglio: Quoque tu Matteo fili mi!

Quoque tu, Matteo, fili mi! La Storia di ripete sulle scala del Campidoglio, alle porte del grande Giubileo della Misericorda

Ignazio Marino

Ignazio Marino

Redazione ILPARLAMENTARE.IT/

E così ieri tra decine di migliaia di turisti che affollavano la zona Campidoglio-Fori Imperiali, si è compiuto ad opera del Partito Democratico il delitto del Cesare Sindaco di Roma che spirando (politicamente), ha ha ridato vita alla celebre frase aggiornata ai nostri tempi : Quoque tu, Matteo, fili mi!

Il mandante dell’esecuzione è stato Matteo Renzi che ha dichiarato: ” Marino non è vittima di una congiura di palazzo, ma un sindaco che ha perso contatto con la sua città, con la sua gente”. Con ciò chiarendo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, che sarà lui, Matteo Renzi, a mettere la faccia sull’organizzazione dell’Anno Giubilare sul quale scommette, come ha fatto con EXPO 2016. Non a caso è stato nominato Commissario il Prefetto di Milano Francesco Paolo Trotta che, certamente, ha dimostrato nella Città dell’Esposizione Universale, non solo grande intelligenza ma umanità quando dichiarò che la sua preoccupazione per l’Esposizione Universale non era il terrorismo o i disordini sociali, ma le differenze tra una Milano stellare e quella reale composta da centinaia di migliaia di persone che stavano perdendo il posto di lavoro a causa della crisi e costituivano la vera fonte di preoccupazione e disperazione umana della Città.

Al Pd interessa Roma – ha dichiarato Matteo Renzi – non le ambizioni di un singolo, anche se sindaco”, ha aggiunto. “Al Pd interessa Roma. E per questo faremo di tutto per fare del Giubileo con Roma ciò che è stato l’Expo per Milano. Questa pagina si è chiusa, ora basta polemiche, tutti al lavoro”.

All’alba della sua morte politica Ignazio Marino è uscito dalla sua abitazione a Roma. Il giorno dopo esser decaduto da sindaco, Marino ha deciso di raggiungere il Campidoglio a piedi.

“Sto bene! Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto”, ha detto. ”Sto andando in Campidoglio. Rimarrò il tempo necessario per svolgere l’ordinario lavoro di oggi”. ”Non ho programmi di morte imminente. Questa è la mia città”.

Ignazio Marino da venerdì 30 ottobre non è più sindaco. Ventisei consiglieri comunali, uno più del quorum, si sono dimessi in Campidoglio determinando lo scioglimento dell’assemblea capitolina, della giunta, già orfana di otto assessori, e di conseguenza la decadenza del sindaco-chirurgo dalla sua carica. E’ Francesco Paolo Tronca il commissario straordinario individuato per guidare Roma. Tronca è prefetto di Milano.

L’ormai ex sindaco si è sfogato attaccando i consiglieri dimissionari “Vi siete sottomessi” e ancora: “Avete preferito il notaio all’Aula”, il Pd: “Ha tradito il suo nome e il suo dna”. “Una coltellata da 26 nomi ma un unico mandante”.

Oltre ai 19 del Pd si sono dimessi altri 7 consiglieri, di cui due della maggioranza (Centro democratico e Lista Civica Marino) e 5 dell’opposizione. Tra questi ultimi anche due della Lista Marchini, Alfio Marchini compreso, due della lista di Fitto Conservatori riformisti, uno del Pdl. M5S e Sel non hanno firmato le dimissioni.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.