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mercoledì, Dicembre 2, 2020

Berlusconi era Spiato: il segreto di Pulcinella nell’Italia nemica di se stessa

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Fabiohttp://www.fabiogallo.info
Classe 60, esperto di gestione della conoscenza e media digitali. Ha fondato la Città della Pace. Cura i Rapporti Istituzionali della Fondazione Culturale "Paolo di Tarso". Esperto dell'ITS IOTA Istituto di Alta Formazione per il Turismo e l'Ospitalità allargata della Puglia. Fondatore del Digital Cultural Heritage Museum dedicato al Patrimonio culturale italiano in chiave visuale. Fondatore e Direttore Editoriale delle Testate Giornalistiche del Gruppo ComunicareITALIA. Portavoce del Movimento Sturziano NOI. Dispone di elevate competenze tecniche multidisciplinari, pensiero organizzativo ed innovativo, coniugato a forte pragmatismo logico, a spiccate doti comunicative, alla gestione di progetti e compiti complessi, con elevata capacità d’analisi e di ascolto. Forte propensione al lavoro in gruppo, in cui nel ruolo di teamleader presta attenzione allo stato motivazionale ed alla sua compattezza. Visita il Blog: www.fabiogallo.info

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Fabio Gallo – Esperto di Gestione della Conoscenza

Introduzione a cura di Fabio Gallo/

Spiare l’alleato o il nemico è alla base di ogni forma di potere. Oggi si scopre, come immaginabile, che anche Silvio Berlusconi era spiato dal Paese amico. Ciò non deve scandalizzare, anche se fatto gravissimo, in virtù del fatto che l’Italia è un paese subalterno agli USA e alla sua Silincon Valley, in tutto e per tutto. Come si pretende di controllare il proprio telefono se non si controlla la società che lo produce? E come si pretende di controllare i propri dati se non si è proprietari di chi ne governa il flusso? E come si pretende di gestire le nuove e massive economie provenienti dalla gestione dello smisurato Patrimonio Culturale italiano che non si è proprietari dei sistemi che lo fanno? Ora l’Italia ha compreso che la sua sicurezza è totalmente in mano ad altri, così come la sua economia e lo sfruttamento del suo immenso Patrimonio Culturale. Se non fosse per il genio dei giovani, non sarebbe neanche in grado di proteggere il minimo indispensabile per potere immaginare di avere autonomia nel fare quattro conti. Ma anche e soprattutto l’innovazione che potrebbe salvarci, nel nostro Paese è mortificata da una classe politica ignorante e inadeguata a leggere l’attualità, figuriamoci il futuro. In Italia, siamo giunti alla conclusione, i danari pubblici si spendono per fare favori e non per amministrarli. Forse è giunta l’ora di pensare a noi?

DAI FESTINI CON LE ORECCHIE LUNGHE ALLA FESTA AL PRESIDENTE BERLUSCONI
Senza dubbio i comportamenti allegri di Silvio Berlusconi hanno indotto gli alleati ad alzare le orecchie. A rovinare Berlusconi sono stati, innanzi tutto, i suoi festini ed il clima che essi generavano che hanno infettato lui e l’intero partito. A riprova di ciò anche il conflitto d’interessi per il Gruppo Finivest, una volta preso piede l’ambiente degli scandali, è diventato minore. L’istinto di spiarlo per poterlo ricattare è nato nei bagni di Palazzo Grazioli dove le gentili signore che venivano ospitate, come dimostrato abbondantemente, si selfavano nelle sue stanze. Argomenti succulenti non solo per gli alleati ma per i nemici interni. Conseguenza di un clima ricattatorio consegnato alle mani delle procure italiane e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha attuato una politica di austerità che ci sta portando alla morte civile.  Per dare un freno allo Spread, intanto diventato una spada di Damocle è iniziata la litania davanti al feretro degli italiani celebrato dall’incenso del programma di Monti e dalle lacrime della Fornero. Poi, quando il ferro diventava rovente e si rischiava una guerra civile arriva l’opportuno cambiamento con Enrico Letta e poi, ciliegina sulla torta, arriva Matteo Renzi che farà tutto ciò che Letta, evidentemente, non avrebbe consentito. Ricorderete la simbologia di Letta che si reca a messa all’alba del tradimento che gli tocca subire in silenzio. Ma ricorderemo anche lo sguardo di Letta a Matteo Renzi nel momento del passaggio della Campanella. Matteo Renzi, dunque, è recepito dagli italiani come l‘esecutore materiale della condanna a morte dell’economia italiana. E che Matteo Renzi sia stato immaginato come interprete di questo ruolo, lo dimostra il fatto che per porre rimedio (inutile) al debito pubblico, non riesce, ad esempio, a toccare  le pensioni d’oro (che sono moltissime), ma i risparmi delle classi medie ormai impoverite, anche con il prelievo dalle pensioni di reversibilità. E che Matteo Renzi non possa oramai sfuggire, suo malgrado, al ruolo di “carnefice” è provato dal fatto che tutti sanno che indebolendo finanziariamente le classi medie esse non saranno più in grado di mantenere i loro beni immobili e saranno costretti a venderli a prezzi bassissimi, favorendo i “becchini” della finanza (cinesi e non solo), pronti all’acquisto. Diventare proprietari dei beni immobili significa essere parte della proprietà dell’Italia. A questo punto il gioco è fatto. In tutto questo trascuriamo il ruolo della Germania alla quale dedicheremo uno spazio a parte. Una cosa è certa: il Papa tedesco aveva capito qualcosa, anzi, più di qualcosa. Alla domanda del giornalista che chiedeva il motivo delle sue dimissioni Sua Santità rispose secco “perchè me lo ha detto Dio”. Una risposta che deve far riflettere.

Cosa potrebbe fare Berlusconi oggi?
Semplice: finanziare il progetto olistico grazie al quale possiamo riprendere le redini dell’economia del Paese. Allora vincerebbe!

POLITICA ITALIANA INCAPACE DI SOSTENERE PRODUZIONE DI NUOVE ECONOMIE
Ma la colpa più grande della Politica italiana degli ultimi 15 anni è stata quella di non avere saputo creare progetti in grado di produrre nuove economie, sottovalutando completamente il “potere della rete” e quanto esso, in un Paese ricco come l’Italia, potesse fruttare in termini di benessere economico generale. Alcuni esempi: nonostante l’Italia abbia avuto nel 2003 un ministero dedicato alle Innovazioni con Lucio Stanca, va detto che la cartina al tornasole del totale fallimento del programma innovativo è stata la realizzazione dell’incresciosa Piattaforma del Turismo “Italia.it”, gestita in modo infantile e costata oltre 50 milioni di euro per realizzare, alla fine, un sito. Una gravissima incapacità che ha esposto al pubblico ludibrio sia il Ministro Rutelli (MiBAC), che la Brambilla alla quale Silvio Berlusconi dedicò il Ministero del Turismo appositamente istituito e traghettatore di ovvietà. Stiamo dicendo che l’Italia, la nazione che dispone del 60% del Patrimonio culturale d’interesse turistico mondiale, non è stata capace di dare vita a innovazione in grado di sfruttare i ricchissimi flussi turistici. Con ciò, e per colpa degli incapaci cui i governi hanno dato fiducia, rendendo irreversibile questo sfruttamento dei propri beni consegnati, ormai, alle multinazionali estere.

ENORME FALLA E PERDITA DI GRANDI ECONOMIE
Per comprendere il danno che queste incapacità di concepire il futuro hanno procurato all’economia italiana è sufficiente pensare che tutte le royalty relative alle prenotazioni turistiche degli alberghi italiani sono gestite da multinazionali estere. Parliamo di un fatturato di decine e decine di miliardi. Un valore in crescita esponenziale se pensiamo ai progressi che il “potere della rete” ha consentito al commercio elettronico negli ultimi anni. Amazon, E-Bay, Expedia, Booking, ad esempio, producono miliardi di dollari ma non vendono nulla di loro proprietà. Ciò lascia immaginare quanto sia importante investire nell’intelligenza connettiva e in piani di gestione della conoscenza finalizzati alla produzione di nuove economie.

IL FALLIMENTO DELLE FINALITA’ PRIMARIE DELLE SOCIETA’ SGR
Ancor maggiore responsabilità il fallimento di tutte le “agende digitali” e della deviazione delle finalità delle Società SGR che avrebbero dovuto incentivare lo sviluppo di Startup innovative nel Mezzogiorno d’Italia con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri; fondi che, puntualmente, finivano al Nord. Ma non si tratta di divario tra Nord e Sud, assolutamente e non è questo il tema della riflessione. Si tratta di comprendere quanto si sia stati incapaci di individuare programmi e progetti olistici, strategici per consentire ad una Nazione come l’Italia, di amministrare in autonomia il proprio Patrimonio Culturale per metterlo a frutto.

ENTI SUBALTERNI E MIOPIA INNOVATIVA
Abbiamo visto Camere di Commercio, Ministeri, Enti di ogni ordine e grado sottomettersi a Google e affidare alla sua società la dematerializzazione del proprio patrimonio, solo per ignoranza. Un lavoro che avrebbero potuto realizzare esperti italiani producendo lavoro specializzato. In pratica, parliamo della più grande occasione della storia moderna mandata in fumo dall’ignoranza della politica italiana. Oggi un algoritmo, da solo, farebbe meglio che l’intera Camera dei Deputati. In ogni caso, questo è il futuro.

Alcuni dati relativi alla Silicon Valley – Santa Clara Valley – California – USA, daranno meglio l’idea di cosa stiamo parlando:

Google: 50,17 miliardi di Dollari di fatturato – 10, 73 miliardi di dollari utile netto – 53.546 dipendenti

Apple: 156,508 miliardi di Dollari di fatturato – 41,733 miliardi di dollari di utile netto – 72.000 dipendenti

Microsoft: 73,72 miliardi di fatturato – 16,97 miliardi di dollari utile netto 94.000 dipendenti

Oracle: 37,1 miliardi di fatturato – 10 miliardi di dollari di utile netto – 105.000 dipendenti

Intel: 53 miliardi di dollari di fatturato – 11.miliardi di utile netto – 104.77 dipendenti

E-bay: si sa solo che opera sul mercato telematico di ben 38 Paesi

Pay pal: circa 300 milioni di conti attivi in 192 paesi del mondo e rappresenta circa il 36% di fatturato della sua proprietaria e-bay. In ogni caso parliamo di cifre superiori a 100 miliardi di dollari anno

LA FARNESINA HA CONVOCATO L’AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI
La Farnesina ha convocato l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America John Phillips per avere chiarimenti circa le indiscrezioni comparse su alcuni organi di stampa secondo le quali il Presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi e alcuni suoi stretti collaboratori sarebbero stati sottoposti a intercettazioni telefoniche nel 2011. Lo riferisce la Farnesina.

Il quotidiano la Repubblica e il settimanale Espresso, in collaborazione con Wikileaks, hanno pubblicato le intercettazioni effettuate dalla Nsa Usa nell’ottobre 2011 sui telefoni di Palazzo Chigi e dell’allora premier Silvio Berlusconi. Secondo le due testate, la potente National Security Agency americana spiava Berlusconi, il consigliere personale Valentino Valentini, il consigliere per la sicurezza nazionale, Bruno Archi, il consigliere diplomatico di palazzo Chigi, Marco Carnelos, e il rappresentante permanente dell’Italia alla Nato, Stefano Stefanini. La rivelazione, scrive Repubblica, dimostra che “oltre a Germania e Giappone, anche il governo italiano era spiato e riapre il caso del complotto ai danni dell’allora presidente del consiglio che aveva spinto i fedelissimi di Berlusconi a chiedere una commissione d’inchiesta”.

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