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mercoledì, Maggio 12, 2021

Politica: Cosenza come l’Inferno di Dante. Cittadini traditi si ribellano ai modi

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L'Inferno di Dante Alighieri
L’Inferno di Dante Alighieri

Nella Calabria completamente abbandonata dal Governo di Matteo Renzi, sul cadavere in putrefazione di una politica che non è più tale, si lanciano per mordere dove capita, con la bava nelle fauci e gli occhi insanguinati, coloro i quali insegnano che tradire ogni ideale è possibile, anzi indispensabile, pur di continuare a sopravvivere in una regione afflitta da mille contraddizioni e che ha perso senso e onore.

IN CALABRIA PUO’ ACCADERE DI TUTTO: LA SFIDUCIA AL SINDACO MARIO OCCHIUTO
Tutto può accadere in Calabria ciò che è accaduto a Cosenza, dove 17 Consiglieri comunali hanno firmato la sfiducia del Sindaco e Presidente della Provincia di Cosenza Mario Occhiuto. La sfiducia è strumento della politica e ci può stare. Ma in questo caso si tratta di un’attività percepita quale residuo antropologico di una politica che ha ridotto l’Italia in ginocchio e la Calabria a strisciare, tutt’intorno ad una Città, anzi, ad una “cittadella” nella quale si è barricata la conduzione diffusa e insostenibile della politica regionale.

FACILE SPENDERE, DIFFICILE AMMINISTRARE IL DANARO PUBBLICO
Insomma, quella in atto in Calabria è un’attività politica che conduce alla sussistenza quotidiana e all’incapacità di programmare un futuro migliore che fronteggi disoccupazione, ‘ntrangheta e ancor peggio la cultura mafiosa che dilaga nella pubblica amministrazione. Spendere il danaro pubblico è facile quando si è al potere, difficile è amministralo per restituirlo ai sacrifici dei cittadini in opere concrete.

CITTADINI INDIGNATI PERCHE’ NON RISPETTATI
Ma questa volta – e questo è un caso unico in Italia – l’attacco volto a demolire il Sindaco della Città di Cosenza, ha sollecitato indignazione e sgomento nei cittadini di destra e di sinistra, poiché l’accaduto ha assunto nell’immaginario collettivo l’immagine del “tradimento” alla Città. Facebook, tra i social network, appare in queste ore un girone dantesco dove nessuno è certamente santo, ma qualcuno, anzi più di qualcuno, è certamente demone.

FERMARE QUEL SINDACO PRIMA CHE COMPLETI LE OPERE
Un terremoto, insomma, quello di Cosenza, suscitato da una tattica di destabilizzazione definibile “militare” e, a parere di migliaia di Cittadini scesi in piazza delle peggiori, posta in essere da un PD certo del fatto che se la Giunta Occhiuto avesse raccolto quanto ha seminato nel corso del suo mandato elettorale, la Sinistra avrebbe iniziato una fase di declino certificata da una serie di opere pubbliche di livello superiore che alla Città di Cosenza avrebbero dato lustro nazionale e portato il Sindaco Architetto che ha risolto la questione irrisolvibile dei Rom, ad un passo dal cielo.

IL TRADIMENTO
E così che le opposizioni segretamente riunite e attente a non far trapelare nulla ai più fino alla fine, hanno sottoscritto la sfiducia al Primo Cittadino. Sfiducia sulla quale è stato apposto il sigillo del Consigliere Regionale Ennio Morrone e del figlio Luca, in dicotomia con il mandato ricevuto dagli elettori delle schiere di Forza Italia, oggi traditi. Ciò, con grande sgomento di Jole Santelli coordinatrice regionale di Forza Italia. Entrambi, infatti, erano al fianco del Sindaco.

L’EFFETTO BOOMERANG
Un tatticismo politico, quello che ha procurato la sfiducia del Sindaco Architetto Mario Occhiuto, che fa eco ai comportamenti poco etici della politica nazionale e che, come sempre capita al PD e alla Sinistra in generale, si è trasformato in una bomba la cui deflagrazione sulla stampa, nel mondo dei social, nelle strade e nelle piazze, si è trasformata in una imponente onda di sostegno diretto e indiretto nei confronti del Sindaco spodestato e della sua Giunta.

QUALCUNO HA FATTO MALE I CALCOLI?
In Calabria, dunque, si annuncia battaglia a tutto campo. Il PD, di certo, parte in corsa con le scarpe molto strette, attesa l’incursione politica di cui gli esponenti del PD hanno previsto tutti i vettori ma non calcolato e considerato la possibile risultante.

MOLTI COERENTI CON IL MANDATO POLITICO RICEVUTO DAGLI ELETTORI
Una cosa è certa: se all’azione del PD non corrisponderanno le annunciate attività di Giustizia avverso l’operato della Giunta Occhiuto, la Destra governerà la Calabria per i prossimi 20 anni e molte dinastie, come la storia insegna, sono destinate a scomparire a favore di giovani che, nonostante lo sfavore della non molta esperienza, hanno dato in alcuni casi già rimbalzati alle cronache, dimostrazione di affidabilità. Tra essi è il caso dei Consiglieri Comunali Andrea Falbo, Francesco Spadafora, Fabio Falcone, Antonio Ruffolo, Giovanni Quintieri, Lino Di Nardo, Massimo Commodaro, Luca Gervasi, Carmelo Salerno, Francesco Caruso, Francesco Cito, Michelangelo Spataro, Pierluigi Caputo, Giacomo Fuoco che non hanno inteso tradire il mandato ricevuto dai cittadini.

SE NE GIOVA JOLE SANTELLI
In forte ascesa in queste ore l’On. Jole Santelli battagliera più che mai e nuovamente benedetta dal Presidente Silvio Berlusconi. Ogni benedizione varrà, poichè si annunciano grandi battaglie. Vedremo cosa farà in tutto questo il Consigliere regionale Carlo Guccione che nel PD, dopo la rottura con il Governatore della Regione Calabria Mario Oliverio, era riuscito a fare emergere importanti criticità meritando la stima dei Dem e non solo. Ma questa manovra di disarcionamento gli procura il puntellamento di una serie di interrogativi spontaneamente sorti tra la gente di Calabria che, forse, lo avrebbe preferito fuori da bega e ancora paladino.

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