Giorgia Meloni potrebbe scendere in campo per Roma Capitale

Potrebbe essere Giorgia Meloni il candidato ideale per i romani! Intanto è certo che Matteo Salvini non vuole Bertolaso.

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

Il pressing del Milan di Arrigo Sacchi fece innamorare Silvio Berlusconi, ma quello degli alleati sul candidato sindaco di Roma per il leader di Forza Italia sta diventando asfissiante. Obiettivo, neanche troppo nascosto, quello di far cadere la candidatura di Guido Bertolaso e aprire la strada a Giorgia Meloni. A poco più di 48 ore dall’apertura delle “gazebarie”, dunque, la posizione dell’ex capo della Protezione civile nel centrodestra appare ancora in bilico. Sabato e domenica in cento gazebo gli elettori romani saranno chiamati a esprimere il proprio gradimento sulla scelta di Bertolaso in una consultazione pubblica.

Ma contro il candidato voluto da Silvio Berlusconi anche oggi non è cessato il “martellamento” del leader della Lega Matteo Salvini. Se Bertolaso venisse bocciato nei gazebo di questo fine settimana, ha detto oggi a “Un giorno da pecora” su Radio2, “a quel punto l’unica soluzione è la Meloni”. E proprio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, starebbe seriamente riconsiderando il suo “no”, che era legato alla gravidanza. La presidente di Fratelli d’Italia, secondo quanto si apprende, si starebbe convincendo dell’opportunità di scendere in campo “per Roma e i romani”, anche spinta dalle richieste in tal senso che vengono dal suo partito. Da parte sua Bertolaso, gioca d’anticipo e si mostra tranquillo. Per domani ha convocato una conferenza stampa per presentare la consultazione del fine settimana e in un forum a Corriere Tv, a proposito dei dubbi di Salvini, ha risposto: “Non ne so nulla. Io mi preoccupo dei problemi dei romani e non mi occupo delle vicende politiche. Quando mi è stato chiesto di candidarmi, Salvini mi ha detto ‘mi raccomando ci tengo molto a Roma, vogliamo vincere’. E io dal giorno dopo ho iniziato”. Una bella matassa da dipanare, che sta bloccando anche altre città dove si voterà a giugno, come Bologna. Il difficile, in questa partita a scacchi, è capire chi (e quando) farà la prima mossa. Fonte ASCA

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