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mercoledì, Dicembre 2, 2020

Ballottaggi, candidati allo sprint finale: occhi puntati su Roma, Milano e Torino

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Da Sx Raggi, Giachetti, Sala e Parisi

Campagne elettorali allo sprint finale per la tornata elettorale di domenica 19 giugno, quando saranno 126 i comuni italiani, dei quali 20 capoluogo, chiamati al turno di ballottaggio per l’elezione del sindaco. Sono chiamati al voto 8,6 milioni elettori. Occhi puntati soprattutto su RomaMilanoTorinoNapoli e Bologna. Le urne saranno aperte nella giornata di domenica dalle ore 7 alle ore 23. Forfait di Grillo a Ostia. Il candidato del centrosinistra Roberto Giachetti (24,9% al primo turno) ha chiuso la campagna elettorale al Ponte della Musica («Sappiamo che in questa città c’è stata corruzione – ha assicurato – ma noi sappiamo come combatterla, possiamo farcela»), mentre la candidata grillina ha parlato a Ostia. Alla fine, dopo diverse conferme e smentite, Beppe Grillo ha dato forfait. Il fondatore del M5s arriverà nella Capitale domani e domenica sera dovrebbe seguire lo spoglio all’hotel Forum.

Da registrare oggi la polemica che ha investito Raggi (prima dopo il primo turno con il 35,3%) per via della opportunità e legittimità di due incarichi legali di recupero crediti (uno datato 2012 e l’altro 2014), rivelati dal Fatto quotidiano (per un totale di 13 mila euro) ottenuti dall’Asl di Civitavecchia, città governata dal 2014 da un’amministrazione M5s. Incarichi che secondo Alfonso Sabella, ex assessore alla legalità della giunta Marino (designato capogabinetto da Giachetti in caso di vittoria) Raggi avrebbe dichiarato solo nel 2015. La candidata M5S ha commentato così la vicenda: «Questa è l’ultima goccia di fango prima del ballottaggio. Continuano ad attaccarmi sul mio lavoro perché non hanno argomenti». A Ostia Raggi ha sondato la piazza sul tema Olimpiadi. E alla domanda: «Chi di voi vuole le Olimpiadi?», la riposta è stato un coro di «Noooooo».

Raggi annuncia primi quattro nomi giunta
Raggi ha comunicato in serata i primi quattro nomi della sua squadra dal palco di Ostia: «Urbanistica e Lavori Pubblici Paolo Berdini, da sempre contro il consumo di suolo, è un simbolo, uno che si oppone ai palazzinari; alla sostenibilità Paola Muraro, si è occupata di recupero e rifiuti, collabora con Ama, sa cosa fare; alla qualità della vita, all’accessibilità e alle politiche giovanili, Andrea Lo Cicero; alla crescita culturale Luca Bergamo, è stato direttore di Enzimi». E ha aggiunto: «Non annuncio tutta la giunta perchè alcuni mi hanno chiesto riservatezza». Mentre il suo competitor Giachetti ha giocato la carta dell’outsider -ma di destra- Flavia Perina (ex direttore del Secolo d’Italia) designata per la delega alla comunicazione.

Sala-Parisi, ultimo duello sulle case popolari
A Milano il candidato di centrodestra Stefano Parisi (40,8%), dopo aver chiuso già ieri la sua campagna con una festa al Fabrique, ha dato appuntamento in via Dante ai suoi sostenitori per un “flash mob” in giallo, il colore della sua campagna elettorale. Per Sala (41,7%) sono arrivati gli appelli al voto del sindaco Giuliano Pisapia e di oltre 200 intellettuali e vip fra cui il premio Oscar Gabriele Salvatores. La sua festa di fine campagna è stata in piazza del Cannone, con Linus (chiamato da Sala a ricoprire il ruolo di assessore in giunta) nella veste di deejay, Roberto Vecchioni e anche Max Pezzali. L’ultimo duello tra i due candidati è stato sulle case popolari, con Sala che ha promesso che sul tema delle case popolari, sfiderà Maroni, il presidente leghista di Regione Lombardia che con Aler gestisce una parte del patrimonio, «perché in due anni non ci sia più neanche un appartamento sfitto». L’ex commissario unico di Expo ha di nuovo invitato gli elettori a «pensare a me, non a Renzi», aggiungendo poi che «è un po’ folle l’idea di dare una lezione a Renzi riportandoci in casa il centrodestra». «Milano non deve rimanere com’è», è la risposta di Parisi.

Il Cav: a Milano si scelga Parisi, si premi serietà
Dall’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato dopol’operazione al cuore di martedì scorso, Silvio Berlusconi ha lanciato un ultimo appello a favore di Parisi. «A Milano – ha scritto in una nota – tra poche ore si sceglie il sindaco e mi auguro che si premi la serietà, l’affidabilità e la competenza di Stefano Parisi. Conosce questa metropoli perché ne è stato city manager. Conosce le regole della buona amministrazione e dell’economia. Conosce, perché è un imprenditore, il mondo delle aziende».

A Torino scontro Fassino-Appendino sul lavoro
A Torino l’ultimo scontro della campagna elettorale è stato sul lavoro. Il sindaco uscente Piero Fassino (41,8% al primo turno contro il 30,9% della sfidante M5s Chiara Appendino) ha promesso un patto per il lavoro «per agganciare la ripresa». E ha previsto 4 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati che porteranno alla 20mila nuovi posti di lavoro. Tra le priorità, oltre alle opere pubbliche, la creazione di un’agenzia metropolitana di sviluppo per l’attrazione di investimenti e l’accesso ai fondi europei, la revisione del piano regolatore per l’insediamento di nuove attività di ricerca e innovazione. «Promettere posti di lavoro, calcolati su investimenti ipotetici perché non ancora stanziati è irresponsabile, soprattutto a poche ore dal voto. I cittadini meritano rispetto soprattutto quando si parla del loro futuro», è stata la replica di Chiara Appendino, candidata sindaco per M5s.

A Napoli duello a distanza De Magistris-Lettieri
A Napoli Luigi de Magistris (42,8% al primo turno) chiude la campagna elettorale in piazza Dante; Gianni Lettieri (24%) in piazza Mercato . Al ballottaggio, il sindaco uscente dovrà difendere i 18 punti di vantaggio riportati al primo turno nei confronti del suo sfidante sostenuto dal centrodestra (un remake della sfida già andata in scena cinque anni fa). E intanto i candidati, convinti entrambi della vittoria, hanno annunciato già i primi atti che firmeranno da sindaco di Napoli. De Magistris punta sulla periferia e sul quartiere di Scampia: «Come primo atto – ha annunciato – firmerò l’abbattimento delle Vele di Scampia, un atto che dobbiamo firmare con il Governo, segno che noi vogliamo collaborare». Lettieri ha promesso l’istituzione del reddito di sostegno sociale di 600 euro al mese per 18 mesi per i cinquantenni che hanno perso il lavoro; risparmio di almeno 1.000 euro per ogni famiglia attraverso il taglio delle tasse locali; sanatoria di multe e tributi pregressi nei confronti del comune di Napoli.

A Bologna arriva Salvini
A Bologna Lucia Borgonzoni (22,3% al primo turno) è l’unica candidata del Carroccio a essere arrivata al ballottaggio in una grande città. Non a caso il leader della Lega Matteo Salvini ha chiuso qui la campagna elettorale. Le sue presenze in città nelle scorse settimane, tuttavia, erano sempre coincise con proteste dei centri sociali spesso sfociate in scontri con la polizia. Per l’occasione, quindi, meglio stare lontani, addirittura fuori dal territorio comunale. E così la campagna elettorale si conclude, ineditamente, fuori da Bologna, al centro sportivo Torre verde di Castelmaggiore. Merola (39,5% al primo turno), invece, è tornato alla Bolognina. Quartiere operaio e rosso, celebre per una decisiva battaglia partigiana, ma anche per la ‘Svolta’ che portò Occhetto ad annunciare il cambio del nome del Pci, la Bolognina è una zona da anni al centro delle polemiche per la massiccia presenza di migranti. Una zona che il 5 giugno si è rivelata piuttosto fredda nei confronti del Pd, nonostante la sua tradizione fieramente di sinistra.

Venti capoluoghi al ballottaggio
Sono stati cinque i sindaci eletti al primo turno nei comuni capoluogo, 20 i comuni dove si andrà al ballottaggio domenica prossima. Dei 25 comuni capoluogo al voto il 5 giugno scorso, i sindaci uscenti erano appartenenti 21 al centrosinistra, quattro al centrodestra. Il centrosinistra, al primo turno alle comunali, ne ha confermati tre: Cagliari, Salerno e Rimini; uno lo ha riconfermato il centrodestra, Cosenza.

Fonte Il Sole 24 Ore di Andrea Gagliardi

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