Adriana Toman, Dante De Rose, Marco Silani: “in scena” uno scandalo alla Regione Calabria

Esposti documentati sia alla Magistratura di Catanzaro che all'Anticorruzione indicherebbero un accaparramento di fondi pubblici da parte di operatori dello Staff presidenziale della Regione Calabria.

Adriana Toman in una immagine di repertorio dove appare regista di una rappresentazione con Marco Silani

Adriana Toman in una immagine di repertorio dove appare regista di una rappresentazione con Marco Silani

Ancora guai nella Regione Calabria capitanata dal Governatore Gerardo Mario Oliverio, flagellata sin dall’inizio della sua attività di governo da una serie di indagini che ne hanno letteralmente demolito attese e speranze di coloro i quali, con fede politica nell’attuale Governatore, hanno creduto nella sua capacità di guidare la regione più difficile d’Italia.

Questa volta i guai non arrivano dal mondo esterno o dalle opposizioni bensì da parte del suo stesso Staff con importanti responsabilità sulla Cultura che, invece di accrescere e tutelare immagine e prestigio della Regione, magari attuando politiche etiche per l’intera comunità, avrebbe utilizzato la sua posizione “dominante”, per trarre vantaggi ai fini economici con posizionamenti di attività a loro vicine o facenti capo agli stessi, in graduatorie di bandi regionali sui quali starebbe indagando sia l’Autorità Nazionale Anticorruzione che la Procura della Repubblica di Catanzaro.

mario-oliverio-calabria-regione

Il Governatore della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio

A riportare la notizia con tanto di dettagli e approfondimenti che si propongono per intero, è l’autorevole Corriere della Calabria che apre così in primo piano la sua testata telematica: “Due operatori che si presentano come componenti del «gruppo di lavoro del presidente» hanno fatto man bassa dei finanziamenti regionali. Tutto era stato previsto già tre mesi fa in un esposto su cui indagano l’Anac e la Procura di Catanzaro. E i due sarebbero «amici personali» della compagna del governatore, che detta la linea su leggi e regolamenti del settore”.

L’Articolo de Il Corriere della Calabria a firma di Sergio Pelaia
 ricostruisce i fatti accaduti, per davvero disdicevoli, e segno di un decadimento morale evidentemente consentito, che si aggiunge e grava sui già tanti problemi della Regione Calabria, creando un varco netto e profondo tra la Calabria dei Calabresi onesti e altro.

Marco Silani - foto Internet

Marco Silani – foto Internet

Nell’articolo sono individuati nomi e cognomi di soggetti molto vicini al Presidente Gerardo Mario Oliverio sulla quali vicende che li vede attori o registi, penderebbe esposto sia alla Procura della Repubblica di Catanzaro che all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

La parte di Staff presidenziale indicata da Il Corriere della Calabria ha nomi e cognomi: Adriana Toman, Dante De Rose e Marco Silani. La prima sarebbe la compagna dello stesso Governatore della Regione Calabria;  De Rose e Silani, invece, collaboratori di un non chiaro giro di compagnie teatrali che da anni collaborano con Adriana Toman.

Dante De Rose - foto Internet

Dante De Rose – foto Internet

A fare chiarezza, di certo, saranno i preposti organi inquirenti. A pagare le conseguenze, ovviamente, sono sempre i cittadini onesti e il mondo della cultura che conta e che, inevitabilmente, così facendo, rischia di non entrare in graduatoria.

Se le tesi degli esposti e se i contenuti del redazionale de Il Corriere della Calabria dovessero corrispondere al vero, come non abbiamo motivo di dubitare, la questione per la Toman, De Rose e Silani, si mette davvero male.

Ma anche per il Governatore della Regione Calabria Mario Oliverio dal quale si attende un segno evidente di tutela della Cittadella Regionale con l’immediata sospensione dei soggetti coinvolti nella vicenda, oggetto degli accurati e documentati esposti alla Magistratura e all’Anticorruzione.  Una storia davvero brutta.

Questo redattore ricorda le parole del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri quando dice che il problema attuale della Calabria non è la ‘ndrangheta ma una serie di dirigenti che governano la Calabria con metodi mafiosi.

Leggi il Redazione de IL CORRIERE DELLA CALABRIA

Leave a Reply

Your email address will not be published.