Regione Calabria e fondi Teatro: la cosa migliore è rispondere con chiarezza

Tanto il diritto di replica che di legittima richiesta di trasparenza fanno parte della ricerca dei valori della Democrazia.

Fondi Pubblici e finanziamenti Compagnie in Calabria

Fondi Pubblici e finanziamenti Compagnie in Calabria

La Redazione/

Nessuna accusa ma molti dubbi legittimi sulla gestione dei Fondi Pubblici che la Regione Calabria dovrà destinare al Teatro. D’altra parte non esistono vistosi elementi che ci pongono nella condizione di acquisire come assunto il principio secondo il quale tutto ciò che accade all’interno della regione Calabria sia perfetto e degno di lode. Solo una potentissima demenza senile potrebbe lenire il ricordo di tutto quanto accaduto nelle mura della Regione Calabria. Ciò non significa che tutto quanto accade sia responsabilità del Governatore di un Ente così importante e difficile da Governare ma, chiaro è, che quando i problemi emergono è proprio compito della massima carica istituzionale intervenire direttamente, se il caso, per la risoluzione degli stessi.

D’altra parte il ruolo del mondo della comunicazione, soprattutto se essa desidera assolvere al suo compito primario che risiede nell’informare la Società Civile e condividere con essa opportune riflessioni, è proprio quello di esprimere liberamente il proprio pensiero. Certamente, garantendo a chiunque il diritto di espressione, di replica, di approfondimento, a garanzia – nel nostro caso è certo – di una informazione etica , rispettosa della dignità di tutti, ma proprio di tutti.

A proposito della questione relativa alla destinazione dei Fondi Pubblici attraverso i quali la regione sostiene chi fa Teatro, proprio recentemente il Corriere della Calabria ha pubblicato una notizia che questa Testata ha ritenuto di condividere, in virtù del fatto che la trasparenza nelle istituzioni non è solo da auspicare, bensì da controllare quotidianamente a garanzia dei Contribuenti, categoria di cui tutti noi facciamo parte. Il redazionale dell’autorevole Testata Giornalistica calabrese ha chiesto chiarezza in relazione alla posizione di alcune persone che farebbero parte dello Staff del Presidente Oliverio e che, contestualmente, risulterebbero tra i destinatari di Fondi dello stesso Ente. Si tratta di Adriana Toman, Marco Silani e Dante De Rose, nei confronti del quale operato – riporta la Stampa – sarebbero stati presentati esposti sia All’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione, che alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

Ovvio è che questa Testata ritiene sacrosanto non solo il diritto di replica per chi si dovesse vedere indicato, ma anche di approfondimento. Ciò perché della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, questa Testata ne ha fatto la sua linea editoriale. Dunque saremo ben felici di pubblicare tutto quanto avessero da esporre ai Cittadini sia le Persone che le Istituzioni indicate. Questa l’e-mail : redazione@gruppocomunicareitalia.it .

Detto ciò va detto, come ha sostenuto il Direttore de Il Corriere della Calabria Paolo Pollichieni nel redazionale dal titolo “Fondi per il teatro, dal dipartimento massima trasparenza” (vedi qui) nel quale si riporta integralmente la risposta del direttore generale dipartimento Cultura e Turismo Dott. Pasquale Anastasi, che onde evitare i dubbi legittimi del cronista, sarebbe sufficiente rispondere non in generale ma in particolare alle domande rivolte alla Regione Calabria dagli Organi della Comunicazione. Insomma, il migliore esercizio per fare l’esercizio, è fare l’esercizio.

Dunque, se sono state rivolte una serie di domande precise a proposito dello Staff del Presidente Gerardo Mario Oliverio, sarebbe sufficiente rispondere se questo Staff esiste davvero (non ci sarebbe nulla di male) e se taluni soggetti contro i quali nulla si ha se non legittimi dubbi, è vero o no che si sono presentati nella qualità di Staff del Presidente senza esserne legittimati. Questo e altri chiarimenti, appare ovvio, non sono da giudicare un’accusa alla Politica ma, eventualmente, ad un modus operandi che, se effettivamente avvenuto, non è certo ascrivibile a quella parte di Calabresi che onestamente lavorano con grandi sacrifici per portare a casa uno stipendio grazie al quale, con onore, possono definirsi servitori dello Stato.

Il resto è materia dell’eventuale indagine degli Organi competenti. Noi cercheremo sempre di fare il nostro dovere onestamente. Sempre.

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