Mons. Lorenzo Leuzzi : Pensare la Misericordia

Convegno nella moderna Sala Salviati dell'Ospedale Pediatrico del Bambin Gesù di Roma

Mons. Lorenzo Leuzzi

Mons. Lorenzo Leuzzi

a cura di Mons. Renzo Giuliano/

E’ significativo e del tutto particolare che ad appena tre giorni prima del termine del Giubileo della Misericordia, con la chiusura dell’ultima Porta Santa di San Pietro da parte di Papa Francesco, al Bambino Gesù in Roma si sia espressamente voluto ancora riflettere sul tema dello stesso Giubileo.

Sua Eccellenza Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare per la pastorale universitaria e sanitaria nella Diocesi di Roma, è stato invitato a tenere questa ultima riflessione, prendendo spunto dalla tematica del suo libro “Il Vangelo della misericordia”(ed. LEV), giunto peraltro alla quarta edizione.

Nella moderna Sala Salviati si sono dati Convegno molti tra il personale dell’Ospedale Pediatrico.

Mariella Enoc

Mariella Enoc Presidente Ospedale Pediatrico Bambin Gesù

La Presidente Mariella Enoc ha dato un saluto ed ha introdotto con l’evidenziare da subito la dimensione di pensiero del libro del Vescovo, un libro che non solo aiuta, ma chiede una riflessione attenta. L’oggi fa trovare molta difficoltà ad entrare in spazi e in serie di relazioni che entrano in temi profondi. La nostra stessa fede cristiana si basa sulla Parola e non sulle tante parole che ci invadono. L’Ospedale deve aiutare a guarire, però ponendo le sue radici nel Vangelo ove si trova il fondamento nuovo della misericordia autentica.

Mons. Lorenzo Leuzzi e la Mariella Zezza

Mons. Lorenzo Leuzzi e la Mariella Zezza Giornalista Rai News 24

Mariella Zezza, giornalista e capo redattore di Rai News 24, ha condotto l’incontro nella modalità di un’intervista al Vescovo, ponendo le domande di riferimento al libro in relazione alla richiesta di identità personale e professionale che ogni credente ed ogni uomo sente di dover vivere.

Mons. Leuzzi, ringraziando, ha esordito con la chiarificazione che la misericordia non si esaurisce nelle varie opere di misericordia, peraltro scontata, si presume, in un luogo di cura. L’attenzione a che il cristianesimo non sia ridotto unicamente alla dimensione moralistica scuote ad illuminare la forza dell’amore di Dio, sull’esempio di San Paolo che, pur ebreo ligio sommamente alla Legge, ha saputo trovare la chiave per vivere le opere di misericordia nell’amore che scaturisce dal mistero di Cristo. La misericordia non ha e non è fatta per una contropartita da parte di Dio; essa vive della gratuità somma. Terminato il Giubileo ci si deve chiedere quale sarà l’impegno dei cristiano. La risposta si ha nella testimonianza di un cristiano che sappia far crescere intorno a sé un qualcosa di nuovo.

Mons. Lorenzo Leuzzi

Mons. Lorenzo Leuzzi

Alla carità samaritana, cioè quotidiana nei mille gesti di amore, devono seguire la carità intellettuale e la carità politica, in un insieme di congiunzioni che sorreggono le convinzioni e quindi la libertà misericordiosa del credente. Il cristiano sente la partecipazione e si impegna a costruire. È costruttore! Giacchè se l’uomo non costruisce, da qualcheduno viene costruito; ed il cristiano ha vocazione a costruire la storia.

Ci si chiede realisticamente dove siano i cristiani di fronte al problemi del mondo intero. La globalizzazione è una ‘invenzione’ cristiana nata dalla fratellanza e dalla stretta comunione che ciascun battezzato riceve. Spesso bisogna sfuggire alla demagogia che si annida nei luoghi dell’ignoranza, creatrice di illusioni di interi popoli. Il pensiero, la formazione di studio, l’educazione continuata e profonda sono richieste della società che ha necessità di cristiani autentici, aperti, costruttori, appunto.

Don Luigi Zuccaro

Don Luigi Zuccaro Cappellano dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù

Il Cappellano don Luigi Zuccaro ha introdotto un ulteriore momento di comunicazione di esperienze di misericordia all’interno del Bambino Gesù. Anzitutto la sua testimonianza di sacerdote che deve saper accogliere il mistero così scandalizzante del dolore dei bambini in questo mondo. A seguire l’esperienza di una dottoressa, di una infermiera e di una volontaria, cioè le espressioni professionali più vicine alla sofferenza; da esse si è raccolta la convinzione che, al di là del semplice buonismo delle azioni, sia fattivamente possibile agire nella misericordia che accoglie i malati ed, insieme a loro, le famiglie, li serva con la gratuità del cuore.

L’incontro tutto è stato un sincero messaggio di umanità ed un proficuo tempo di formazione così necessaria a motivare l’umanizzazione; soprattutto è stato sensibilmente percepito quale sereno invito a passare dalla celebrazione del giubileo della misericordia, giunto al termine, alla messa in pratica della misericordia negli spazi della vita della comunità dell’ospedale e personale.

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