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sabato, Ottobre 31, 2020

Mario Occhiuto, gli “Sgarbi”, i “malpancisti”, la Metro leggera a peso d’Oro. Il NO rivoluzionario!

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Giasone e il Vello d'Oro
Giasone e il Vello d’Oro

A cura di Comice Torinarto/

Prima di entrare nel merito della presentazione del programma della Cosenza del futuro da parte del Sindaco Architetto Mario Occhiuto si ritiene – necessaria per il redattore – un’analisi logica dell’attualità politica della Città, giustamente definita l’Atene della Calabria, se non fosse per quel principio che ha caratterizzato la Polis greca dedita alla formazione e alle prospettive dei suoi Giovani, alla tutela della Famiglia e al sostegno delle persone meno fortunate portatrici di disabilità. E’ proprio pensando a come rendere sempre più agibile la vita quotidiana di questa parte debole della società che la Polis greca è divenuta testimonianza della più grande Civiltà mai esistita. Prima di diventare “Città più europea” con la costruzione di una Metro che nessuno vuole per maturità e giudizio, bisogna ripristinare la memoria di quell’intelligenza magno greca che la Calabria ha ereditato. Le mura, si sa, cadono; lo spirito rimane. Questa analisi, è bene chiarire, non è contro alcuno. Non è l’algoritmo della rabbia dei Cittadini. E’ piuttosto il tentativo di lettura di un mutamento della politica in atto effettuato grazie al confronto con i fatti, all’ascolto dei Cittadini, al conforto dei Social nei quali tutti si specchiano.

Polis Greca
Polis Greca

PREMESSA: LA POLITICA, IL RISPETTO, I CITTADINI
La politica sta cambiando e cambia il rapporto della politica con i cittadini. A Cosenza, forte di un gruppo di intellettuali sempre esistiti, i fatti mostrano come, purtroppo, anche l’epoca d’oro del Sindaco Architetto è caduta nella polvere del dubbio. La sua rielezione a furor di popolo, dovuta di certo ad una crociata di Giovani professionisti in gran parte oggi molto delusi, al NO alla Metro, alla presenza di Vittorio Sgarbi futuro Assessore che avrebbe rianimato Cultura e Centro Storico, dei grandi elettori divenuti “malpancisti” della maggioranza proprio per non avere digerito le sue scelte, e non ultimo al supporto dei big della politica cosentina che oggi, se pur con dialettica diplomatica, prendono le distanze dalle sue decisioni, mostrano una conduzione politica piena di contraddizioni in una realtà nella quale, invece, bisogna essere lineari. Scopriamo una classe politica che commette grandi errori, anche gravi. Una classe politica che ha scommesso sulla globalizzazione e sul multiculturalismo a tutti i costi perdendo clamorosamente, ed oggi ne paga le conseguenze avendo creato campi di concentramento moderni e sfruttamento. Lo dimostra anche il PD, ultimo agglomerato della politica degli ultimi 40 anni e partito di governo, che proprio in queste ore scopre di avere commesso errori così gravi da avere impedito la crescita del Paese e ancor di più del Meridione dell’Italia. Dunque sappiamo, perché a certificarlo è la stessa politica, che essa può sbagliare! E sbaglia dall’una e dall’altra parte. Con una corale recita del “mea culpa” la politica ammette che le cose non vanno, mentre di essa la Magistratura scolpisce un volto barocco, dalla crescente verminosità ben celata al suo interno e che prende il nome di corruzione, madre del cancro di quel modello di Democrazia che tutti desideriamo e di cui abbiamo bisogno per non soccombere sotto i colpi dell’isteria economica internazionale. La Calabria è tra le maestre di questa involuzione che anima la vita politica e anche nella Città di Cosenza, si deve prendere atto che i lavori pubblici su cui si punta per conferire alla comunità un ulteriore servizio, se le tesi della Magistratura sono giuste, portano il marchio della ‘ndrangheta che, come riferisce il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, costituisce oggi il partito più forte e determinante della regione. Un partito che accomuna gente sempre più raffinata e colta di ogni ordine e grado e che ormai penetra tutte le istituzioni. In questo contesto, quando si parla di sviluppo di una Città in Calabria, se pur provando sentimenti di appartenenza verso le migliori intenzioni di chi guarda al futuro con onestà, l’analista deve evitare voli pindarici e procedere con razionalità. Ciò, sia consentito, da chi in buona fede esercita il mestiere della politica. In modo particolare perché essa pesca tra i Giovani che in quanto tali non sono consapevoli di quali rischi e pericoli l’adesione ad un “partito” vecchia maniera comporta oggi, in virtù dell’eredità che in termini di indagini giudiziarie essa porta come fardello sulle spalle di chi vi accede. Proprio da questi partiti emergono accuse di appartenenza alla cupola della ‘ndrangheta. Sempre convintissimi del beneficio della presunzione d’innocenza, però, le perplessità sussistono in quanto fatti reali, esistenti e che appartengono alla cronaca. Molto assimilabile, pensando ai giovani che vengono invitati a ripopolare i vecchi partiti, a chi viene al mondo già con un fardello di debito che non potrà mai estinguere per tutta la sua vita. I Giovani, logica vuole, devono essere oggettivamente liberi di costruire un mondo nuovo perché essi saranno i veri protagonisti del prossimo futuro. E questo è l’auspicio che noi rivolgiamo ad essi.

Caravaggio - San Giovanni Battista
Caravaggio – dettaglio del San Giovanni Battista

LA COSENZA DEL FUTURO INCERTO PER I GIOVANI
Presentata la Cosenza del futuro, il Sindaco Mario Occhiuto ha illustrato le molte opere in programma alla cui realizzazione è affidato l’annuncio di una città più sostenibile e moderna ma che, intanto, si svuota di tutti coloro i quali dovrebbero fruire di tanta bellezza: i Cittadini, i Giovani (dati Istat e UNICAL). Come noto dalle cronache il problema della Sanità in Calabria è avvelenato con gravi ripercussioni sulla cittadinanza. Una situazione grave che si acutizza nella Città di Cosenza ove tutto il personale medico e paramedico viene sottoposto a routine massacranti per non potere offrire ai pazienti che accedono al Pronto Soccorso, niente di meglio che un’accoglienza da campo di battaglia. In tal senso il Sindaco Mario Occhiuto ha illustrato le peculiarità del nuovo Ospedale che per i cittadini di Cosenza è in testa ad ogni priorità. I servizi alla comunità – è bene ricordare – fanno parte del compito naturale della politica e pertanto, chiunque si fosse trovato ad indossare la fascia Tricolore della Repubblica, avrebbe dovuto realizzare. Prova ne è Viale Parco, fortemente voluto e realizzato da Giacomo Mancini nella sua veste di Sindaco. Il Sindaco Occhiuto ha una marcia in più rispetto a chi lo ha preceduto, tranne per il Centro Storico, uno dei suoi punti deboli nonostante alcuni interventi di ristrutturazione, perché la sua professione è quella dell’ Architetto. Ha viaggiato molto e può avvantaggiarsi di una visione olistica del termine “sviluppo urbano”. Ma sappiamo che una Città non è abitata da palazzi bensì da persone, da esseri umani, da Cittadini, le cui esigenze primarie hanno sempre priorità perché il cemento con tutto ciò che esso rappresenta, non prevalga sulla tutela della dignità della persona.

La Metro Leggera pesa come l'Oro e vale più di quello di Alarico
La Metro Leggera pesa come l’Oro e vale più di quello di Alarico

LA CITTA’ FUTURA DEL SINDACO MARIO OCCHIUTO.
Della Città futura, l’Architetto Occhiuto ha illustrato le nuove sembianze green di intere zone che saranno destinate a verde pubblico, come Viale Parco, mostrando l’integrazione di grandi opere come il Ponte di Calatrava che potrebbe essere ultimato nel corso dell’estate 2017, per essere poi integrato in modo funzionale nel contesto urbano del prossimo futuro. Il Sindaco ha prospettato l’istituzione della Cittadella polifunzionale dello Sport, spiegando anche ai cittadini come cambierà la via Popilia, non mancando di commentare la prossima costruzione del Museo dedicato ad Alarico che dovrebbe caratterizzare un’ampia zona del centro storico. Come noto dalle cronache che hanno suscitato non poche polemiche e lo stop del Ministero agli scavi, l’Architetto Occhiuto punta tutto sul re dei Goti. Una valorizzazione che può considerarsi opportuna per alimentare la curiosità del turista, ma al contempo umiliante, se prevarica i molti spunti provenienti dalla grande storia della Città e lo sviluppo dell’idea che Federico  II ha voluto per la Città di Cosenza, proponendola luogo d’incontro delle genti di ogni ceto sociale, all’interno di una grande Agorà dedicata al Commercio e dunque alla produzione di sempre nuove economie e lavoro, priorità assoluta in questi tempi. Anche Verona non attrae turismo solo dalla storia di Romeo e Giulietta bensì da una intelligente gestione di tutte le sue risorse come ad esempio l’Arena che muove centinaia di migliaia di turisti all’anno anche per i Grandi Eventi culturali che la animano. Nella nuvola di immagini mostrate dal Sindaco Occhiuto manca il luogo ove nel futuro, ad esempio, si saprà posizionare la nota Fiera di San Giuseppe, unica a muovere decine di migliaia di persone e ad essere interprete dell’idea di Federico II, in grado di movimentare qualche economia per chi ci regala ancora il pregio dell’artigianato e del lavoro proveniente dal sudore umano e non solo dall’olio che lubrifica le macchine della generazione 4.0, responsabili della sostituzione dell’Uomo in ogni settore.

La parola toccherebbe al Governatore della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio
La parola toccherebbe al Governatore della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio

MARIO OCCHIUTO: IL PARERE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE OLIVERIO E QUELLO DELLA RETE.
Il Sindaco ha tenuto a precisare che la realizzazione delle opere prospettate sono subordinate al placet del Governatore della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio (PD), fino a ieri fermo oppositore di Occhiuto e certamente in dicotomia con la più grande fetta di elettorato che ha consentito la rielezione di Occhiuto, di altra ideologia politica. Su questo “dettaglio” stanno riflettendo i Cittadini di Cosenza in rete ove, è noto, si concentra l’attenzione dell’analista. La domanda è: esiste in rete spirito critico non distruttivo teso a migliorare le cose in maniera ponderata? La risposta è “Sì”, perché i social stanno aprendo al discernimento le masse, nonostante le bavose scie di quei sostenitori a tutti i costi, che alla classe politica produce più danno che altro perché la legittima a credere nella sua infallibilità, mentre il contrario è sotto lo sguardo critico di tutti.

Caravaggio - Narciso
Caravaggio – Narciso

 I CITTADINI: OPPOSIZIONE POLITICA APPIATTITA E’ IL SEGNO DI ACCORDI GIA’ PRESI.
I Cittadini di Cosenza hanno ben capito che innanzi ad una torta di centinaia di milioni di euro, la politica in generale, tranne pochi che ci sono e vedremo, non litiga intorno a bazzecole del tipo “io sono di destra e tu di sinistra”. In questi casi i Cittadini sanno bene che la filosofia è altra. Facile comprendere che tale assunto da cui deriva la riflessione dei Cittadini di Cosenza, proviene dall’assoluta mancanza di opposizione che, a sentore dei Cosentini che hanno sostenuto la rielezione dell’attuale Sindaco, sarebbe appiattita sulla visione del crogiuolo milionario in arrivo nella Città di Cosenza. Qualcuno dice che il vero tesoro di Alarico oggi non è sotto il letto del fiume, ma sopra ed arriverebbe proprio all’esito di questi accordi. Ben venga dunque lo sviluppo della Città del futuro – dicono in molti – mentre i Giovani (e non solo) continuano ad andare via per assenza di prospettive lavorative. Mirare all’ottenimento di posti di lavoro, tra l’altro, è la visione della Governance Sostenibile della Nazioni Unite cui tutti i futuri sviluppi territoriali devono guardare per avere città utili ai fabbisogni dei propri abitanti.

MARIO OCCHIUTO E IL “NO METRO” CHE GLI HA FATTO VINCERE LE AMMINISTRATIVE.
Il Sindaco Mario Occhiuto è stato onesto con i Cittadini ai quali ha comunicato che ha esposto il suo punto di vista al Governatore della Calabria Mario Oliverio nella cui persona politica si concentra l’imposizione della costruzione di una Metro. Ma c’è un problema: la Metro i Cittadini non la vogliono e Occhiuto sa bene che il problema non è quello di spostare il percorso promuovendo un progetto alternativo, bensì l’esistenza stessa della Metro. Per lui si apre un problema etico: il rapporto con i cittadini rispetto a quanto essi hanno creduto e che ha determinato il sostegno elettorale per la sua rielezione. Lo stesso dicasi per coloro i quali sono stati eletti e non stanno facendo ascoltare la loro voce. I grandi cambiamenti sono tutti ben voluti. In verità, però, appare chiaro che il Sindaco Architetto ha dovuto ingoiare il grosso e indesiderato rospo costituito dall’inizio dei lavori per l’istallazione di una Metro leggera che la Città non vuole e intorno alla quale si è costruita parte sostanziale della campagna elettorale che lo ha condotto alla vittoria. D’altronde, che il Sindaco avesse dato l’idea di avere sposato il fermo NO dei suoi elettori, non sono essi a dirlo ma la pagina facebook dell’attuale consigliere regionale e, nel giugno scorso, candidato Sindaco Carlo Guccione (PD) sulla quale, contestualmente alla conferenza del Sindaco Occhiuto, è stato pubblicato il post che di seguito proponiamo integralmente e che si commenta da solo. I Cittadini si sentono traditi e, appare chiaro, ne terranno conto al momento giusto: quello del voto. Realizzare la Metro potrebbe risultare fatale per le future aspirazioni politiche di Mario Occhiuto.

Il post pubblicato sulla bacheca di Carlo Guccione (PD) dopo la conferenza stampa del Sindaco Mario Occhiuto
Il post pubblicato sulla bacheca di Carlo Guccione (PD) dopo la conferenza stampa del Sindaco Mario Occhiuto

Poi, in relazione a questo post, al PARLAMENTARE.IT, qualcuno dovrebbe spiegare cosa significherebbe “Città sempre più europea”, in un contesto che più si dovrebbe ispirare a quei modi di essere che hanno reso grande il mondo, originati dalla Polis greca, la cui influenza anima ancora (e per fortuna) i sentimenti del Mezzogiorno d’Italia. Diversamente, perché definire Cosenza “l’Atene della Calabria?” Cosenza, inoltre, non è una Città in crescita in termini di lavoro, numero di famiglie e incremento di natalità in grado di giustificare investimenti che vedano necessità primaria una Metro aggravata da una serie di punti critici insuperabili. Al contrario, Cosenza oggi conta 67.636 circa, mentre solo 36 anni adietro i cittadini residenti erano ben 106.897. E i numeri contano.

La Crociata dei Fanciulli o dei Bambini perduti (1212)
La Crociata dei Fanciulli o dei Bambini Perduti (1212)

LA “CROCIATA” DEI GIOVANI PROFESSIONISTI CHE HANNO SOSTENUTO OCCHIUTO E NO METRO.
Sulla questione Metro, si ribadisce, si è soppesata da parte dei Cittadini di Cosenza la seconda elezione a Sindaco dell’Architetto Occhiuto, che dalla sua parte ha avuto alleati del calibro di Fausto Orsomarso, consigliere regionale di FdI, e una vera e propria “crociata” di Giovani professionisti (vera novità della scena politica cittadina) che lo hanno difeso a spada tratta anche quando non è stato semplice farlo, rendendolo quasi un eroe moderno. Vale la pena di evidenziare il grande potere che i Giovani hanno avuto nell’elezione del Sindaco Occhiuto mostrando quella fierezza da “primavera politica” che l’attuale classe dirigente ha disperso nei compromessi che la rendono senza colore e senza sapore, anzi, molto criticabile. Non a caso molti di questi Giovani professionisti hanno già preso le distanze anche con la costituzione di Movimenti Civici poiché, in fondo, il futuro appartiene a loro e ad una politica etica di cui gli stessi saranno propulsori.

Caravaggio - I Bari (1596)
Caravaggio – I Bari (1596)

DUBBI LECITI DOPO il NO, NI’, SI’, GLI “SGARBI” ALLA CITTA’ E I “MALPANCISTI”: COSA NE PENSANO I CITTADINI?
Mario Occhiuto è persona pacata, educata, e la sua opera svolta in occasione del primo mandato è stata gradita in massa. Ha sempre saputo motivare con professionalità i cambiamenti nella Città che ha vissuto un’epoca d’oro, ma le sue scelte in questo secondo mandato sono state per niente gradite ai più che lo hanno eletto. A partire dalla composizione della Giunta che ha procurato non poco sbigottimento, prova clamorosa è Vittorio Sgarbi, vero Ministro ambulante del Patrimonio Culturale Italiano, che ha abbandonato adducendo motivazioni serie, riferendo di un Comune, quello di Cosenza, nel quale è impossibile organizzare una mostra d’arte di altissimo livello avente ad oggetto i dipinti di Caravaggio o del Vasari che avrebbero portato in Città migliaia di visitatori da ogni dove. Eppure l’immagine di Sgarbi è stata molto utilizzata nella fase elettorale, maniera di fare politica che lascia intendere, nonostante la ferma convinzione dei migliori principi di buona fede, ad una marchiana operazione di immagine, sapendo bene come sarebbe andata a finire.

Capre o Caproni
Capre o Caproni

Davvero impossibile non pensare con un pizzico di ironia che sulla questione Metro, la politica, insieme alle opere d’arte in Città nel periodo carnevalesco, abbia incartato anche i Cittadini che le hanno accordato fiducia. E’ dunque ammissibile che i Cittadini di Cosenza siano a dir poco perplessi. La fase del NO Metro, NI’ e SI’ “..ma se accettano le mie modifiche…”, segue dopo una prima fase relativa alle attività inerenti il secondo mandato conferito all’Architetto Occhiuto, caratterizzata da una serie di scelte mal digerite dai cosentini e difficilmente giustificabili politicamente non solo relative alla questione relativa all’ormai ex Assessore Sgarbi, finita come un aborto, ma dalle vistose dimostranze dei sei Consiglieri di maggioranza riunitisi da evidente malcontento delle scelte politiche del Sindaco Occhiuto, e per questo soprannominati dalla stampa locale “malpancisti”. Una indigestione che oggi raggiunge i sintomi del vero e proprio malessere da parte di molti suoi sostenitori che giurano di non condividere più le sue scelte “perché nella condotta politica di Mario Occhiuto – affermano i Cittadini intervistati – abbiamo riposto anche la speranza del rinnovamento etico e morale della classe politica dalla quale dipendono tutte le scelte per il bene della comunità. Fiducia malpagata poiché appare chiaro – continuano – che se vuoi farti rispettare o magari ottenere qualcosa, devi fare il “malpancista” e accettare la realizzazione di una Metro che si era fortemente contrastata prima del voto e che è in dicotomia sia con i dati Istat, che vedono spopolata la Città di anno in anno, sia con le previsioni dei Dipartimenti universitari UNICAL che confermano l’assoluta incapacità di generare concrete prospettive di lavoro soprattutto per i Giovani che studiano, ricercano, crescono culturalmente è sono coloro possono migliorare la Città. Parliamo – affermano gli intervistati – di ben 160 milioni di euro per una Metro il cui fine delle istituzioni politiche non è certo quello di ripopolare il Territorio di Giovani qualificati alla ricerca di lavoro in un territorio nel quale sorge un Campus universitario”.

IL CALO DI CONSENSO TRA GLI ELETTORI E IL DISSENSO DEL BIG
A trarne conseguenze politiche da questo diètro frònt del Sindaco Occhiuto rispetto alla questione Metro, è chiaro, saranno tutti coloro i quali hanno sostenuto il NO Metro per evitare lo sventramento della città ed una crisi inevitabile che i lavori che si protrarranno chissà per quanto tempo e la cancellazione della più importante arteria stradale di Cosenza, Viale Parco, produrranno. Stessa cosa non valga per i così detti “malpancisti”, anzi, ex tali poiché appare evidente che gli stessi non abbiano detto una parola sulla questione, né durante la riunione di maggioranza a Palazzo dei Bruzi né sui social, dove quando si trattava di minacciare manifestazioni virulente contro la Metro erano molto attivi. A prendere le distanze pubblicamente, invece, in queste ore è stato il Consigliere regionale Fausto Orsomarso (FdI), grande elettore di Occhiuto, che ha affidato a facebook il suo pensiero sulla vicenda che non condivide perché non può avere fiducia del Governatore della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio (PD), che indica nel post come “l’altro Mario”. Orsomarso è politico di grande esperienza e sa bene che tutti pagheranno l’incapacità di mantenere una linea politica stabilita nel corso della campagna elettorale. Soprattutto se essa diventa lasciva nei confronti di quella sinistra che sta rovinosamente precipitando se stessa e l’Italia, e in modo ancora più cruento la Calabria, portandola a livelli di disoccupazione tali, da essere causa della più vasta emigrazione di calabresi dalle ultime egualmente cruenti del 1900 e 1950 che hanno desertificato di speranze il Territorio. I risultati sono evidenti.

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