Steve Cohen riporta in asta “La Hara” di Basquiat per 28 milioni di dollari.

“La Hara”  - Dipinto di Jean-Michel Basquiat

“La Hara” – Dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) stimato 28 milioni di dollari

Associare il nome Steve Cohen a quello di Jean-Michel Basquiat è una operazione di co-branding formidabile. Il prossimo 17 maggio Christie’s www.christies.com offrirà un importante dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) intitolato “La Hara” con una stima di 22 – 28 milioni di dollari, proveniente dalla raccolta dell’hedge fund manager americano, fondatore di Point72 Asset Managenagemet www.point72.com. Steve Cohen è tra i pochi top art collector al mondo capace di generare intorno a sé molti rumors appena viene ipotizzato che dietro una vendita o un acquisto di un’opera d’arte si cela il suo nome; nome legato indissolubilmente al mercato dell’arte a seguito dell’acquisto dello squalo tigre immerso nella formaldeide di Damien Hirst, (www.ilsole24ore.com) “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living”, commissionato all’artista inglese da Charles Saatchi nel 1991 e venduto nel 2004 all’art collector per 8 forse 12 milioni di dollari. Lo squalo venne concesso successivamente in prestito per tre anni dal 2007 al 2010 al Metropolitan Museum of Art in New York (www.metmuseum.org) in modo da consolidarne il valore di acquisto che all’epoca risultava essere il più alto per un’opera di un artista vivente.
La collezione personale di Steve Cohen è stata valutata nel 2015 oltre 1 miliardo di dollari ed è conservata nelle varie sedi della società Point72. Dal 2000 Cohen acquista e rivende regolarmente pezzi della sua raccolta, sia privatamente che attraverso le case d’asta. Nel 2015 ha comprato per 141,3 milioni di dollari una scultura in bronzo patinato in sei esemplari di Alberto Giacometti, Pointing Man(1947), la più costosa opera scultorea mai venduta in asta, dipinta a mano dall’artista. Sei mesi dopo si è liberato di un ritratto di Mao Zedong (1972) di Andy Warhol, appartenuto in precedenza a François Pinault, per 47,5 milioni da Sotheby’s www.sothebys.com (40 volte il prezzo di aggiudicazione registrato 19 anni prima); sempre nello stesso anno ha ceduto in asta un eccezionale «Concetto Spaziale, La Fine di Dio» del 1964 di Lucio Fontana per 29.173.000 dollari, segnando, tra l’altro, un nuovo record per l’artista di origine argentina. Nel 2010 acquistò per 110 milioni di dollari da Jean-Christophe Castelli, figlio del leggendario gallerista Leo Castelli, una delle poche Flag (1958) (www.moma.org) in mano privata, dipinte con la tecnica ad encausto da Jasper Johns, opera che per anni era in prestito al San Francisco Museum of Modern Art. L’artista americano oggi ottantaseienne è attualmente celebrato alla Royal Academy di Londra con una retrospettiva dal titolo “Jasper Johns: ‘Something Resembling Truth”. (www.royalacademy.org.uk).
Il 17 maggio a finire sotto il martello di Christie’s al Rockefeller Center di New York sarà il raro dipinto di Jean-Michel Basquiat, “La Hara” (1981), realizzato quando l’artista aveva 21 anni, apparso in asta una sola volta trent’anni fa, quando, nel 1989 da Sotheby’s a New York fu aggiudicato per 341mila dollari. Il dipinto ad acrilico su tavola ha cambiato più volte proprietario nel corso del tempo. Venne esposto nel 2013 alla Gagosian Gallery di New York (www.gagosian.com) in occasione di una importante retrospettiva dedicata all’artista. Cohen, da quanto è emerso, l’acquistò privatamente. Dal 20 al 28 aprile l’opera sarà presentata in anteprima nel nuovo headquarter di Christie’s (www.christies.com) a Beverly Hills (Los Angeles). “Si tratta di uno dei pochi lavori di Basquiat dove compare un uomo bianco” ha dichiarato Alex Rotter, chairman of postwar and contemporary art di Christie’s. Sulla superficie è riportata più volte la parola “LA HARA” che nello slang portoricano significa “poliziotto” (jara), e mostra una figura scheletrica di un uomo bianco con un berretto a visiera: un police officer poco rassicurante che si staglia da uno sfondo rosso acceso. Un’opera che ha chiaramente una forte connotazione politica e razziale, che rimanda al mai risolto problema americano delle uccisioni di neri disarmati da parte di poliziotti bianchi.
La casa d’aste per assicurarsi la vendita di questo pregevole lavoro ha garantito a Cohen un prezzo minimo di riserva a prescindere dal risultato della vendita. Una garanzia concessa senza timori. Esattamente un anno fa, lo scorso maggio, è stato segnato il record di aggiudicazione per un lavoro di Basquiat, la tela «Untitled» del 1982 pagata 57,3 milioni di dollari dal collezionista giapponese Yusaku Maezawa (www.ilsole24ore.com). Un’opera che solo 12 anni prima era stata venduta per 4,5 milioni di dollari da Sotheby’s, registrando una plusvalenza di oltre 50 milioni.

Fonte Il Sole 24ORE a cura di Gabriele Biglia

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