Cosenza: la Città dove tutto è possibile. Tranne fare il proprio dovere.

Cosenza: l'estate calda dei rifiuti impuniti e nella quale se chiedi i documenti ad un immigrato sei razzista. Una malattia sempre più diffusa che sta per avere fine per la sconfitta di tutte le forze politiche che hanno bisogno di voti freschi..., a costo dell'Italia, del suo Patrimonio Culturale e sociale, e dei diritti dei richiedenti asilo. Quelli veri.

rifiuti, cosenza, mario occhiuto, amministrazione comunale

Cosenza: scarico di rifiuti su spartitraffico di strada principale

Cosenza è oggettivamente una Città molto bella i cui pregi, davvero tanti, proporremo in altro redazionale. In questo, invece, parliamo di fatti che derivano da un vuoto strategico proveniente dal fare (o non fare) delle alte Istituzioni governative, che prima o poi dovranno assumersi le loro responsabilità innanzi ai Cittadini italiani che hanno maturato l’idea del loro abbandono.

L’estate, si sa, soprattutto mentre fa caldissimo, è il momento migliore per eludere i controlli, e c’è chi ne approfitta. Dopo mesi di percorsi educativi e controlli offerti dall’Amministrazione Occhiuto che, almeno nel centro della Città, hanno portato ad una certa educazione ambientale a sostegno del fare bene, c’è chi impunemente demolisce questa idea di “decoro urbano” e del vivere civile, che la Città sembrava avere conquistato.

Come noto ILPARLAMENTARE.IT non può essere razzista e non lo sarà mai, ma la cronaca è cronaca e non deve fare sconti alla pelle bianca o nera. Il rispetto delle leggi e delle regole, infatti, non deve avere colore della pelle e sarebbe un guaio serio se fosse così.

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Cosenza: scarico di rifiuti su spartitraffico di strada principale

E’ accaduto oggi in via Romualdo Montagna quanto vi proponiamo con immagini eloquenti quanto non lo sarebbero le parole. E ci poniamo alcune domande, dopo avere visto tornare indietro a “orecchie basse” un uomo al quale, invece che toni polemici, l’amministrazione dovrebbe riconoscere il merito di tentare, almeno, di chiedere il rispetto della legge: Luca Tavernise.

Crediamo che il Sindaco della Città debba sollecitare le preposte Istituzioni perché interroghino i responsabili e le “Associazioni” che per tutelare i diritti di alcuni (a loro dire) vìolano quelli degli altri. Cosa che non può continuare così e non è un caso che i cittadini stanno interrogandosi sul significato di tutto ciò, per la prima volta in maniera seria. Una vera e propria montagna di spazzatura e rifiuti sono stati abbandonati lungo la strada, sullo spartitraffico di una zona di Cosenza che rappresenta un raccordo primario con le Cittadine limitrofe.

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Cosenza: scarico di rifiuti su spartitraffico di strada principale

L’opera messa in atto da un “giovanotto con cariola” è durata fino a quando lo spartitraffico si è saturato. Un’oretta di lavoro tranquillo, al punto tale, da richiamare le ottiche de ILPARLAMENTARE e il servizio dell’Ispettore Tavernise e dei suoi collaboratori che, nonostante abbiano mostrato molta attenzione all’imposizione delle regole dettate dall’Amministrazione Occhiuto, si è mostrato inefficace. I rifiuti non sono stati rimossi dall’uomo con la cariola. Ciò che ci preoccupa, infatti, è proprio la causa dell’ottimo servizio che possiamo testimoniare abbia posto in essere l’Agente di Polizia Giudiziaria. Domanda: come mai non è stato fatto un verbale a chi, colto in flagranza, ha posto una gigantesca quantità di rifiuti per strada? Di chi è la responsabilità di tale inefficacia?

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Cosenza: scarico di rifiuti su spartitraffico di strada principale

Se così fosse, la Cosenza dell’Amministrazione capitanata da Mario Occhiuto, Architetto Urbanista, sembra franare non già a causa delle critiche da cortile che lui e i suoi collaboratori attribuiscono agli “odiatori”, ma per una serie di fatti concreti, visibili a tutti. Ciò, dopo una serie di successi che, in Città, gli hanno consentito di essere rieletto dopo lo sgambetto di alcuni consiglieri che in 24 ore lo hanno destituito dal ruolo di primo cittadino.

L’atmosfera è strana e le ragioni dei cinici sembrano prendere forma quando affermano che a Cosenza si ha l’impressione che i numerosi eventi che guardano con ottimismo ad una Città moderna cui non mancheranno enormi colate di cemento (troppe, ndr.), feste e fuochi d’artificio servano per fare sollevare la testa ai Cittadini in buona fede, perché qualcuno delle scarpe gli unisca i lacci, per farli cadere rovinosamente una volta ultimati i fuochi.

Il nostro servizio fotografico è molto più completo di quanto mostriamo e rimane a disposizione dell’Amministrazione comunale alla quale chiediamo di riservare, a chi avesse infranto le leggi e le disposizioni dell’Amministrazione, lo stesso trattamento di chi viene pescato dalle fotocamere dello stesso Comune. Allo stesso tempo sarebbe il caso di indagare per chi lavora il “giovane con cariola”. E se lavora per l’Associazione che crede per davvero che può prendere ciò che vuole, di rivolgere ad essa l’eventuale verbale, se non altro per parità di trattamento tra i Cittadini. I rifiuti, in ogni caso sono sempre in Via Romualdo Montagna e, appare chiaro, che l’Amministrazione ha il dovere di individuare chi deve pagare l’eventuale verbale, oltre che denunciare eventuali reati commessi da chi ha mandato a saturare lo spartitraffico di rifiuti e chi, eventualmente, sfrutta gli immigrati per congestionare di rifiuti l’area urbana.

Ci dispiace dirlo, poiché la nostra Redazione ha verificato personalmente l’educazione e l’attenzione mostrata dall’Ispettore Taverise, che apprendiamo essere Responsabile del Nucleo Decoro Urbano della Polizia Municipale di Cosenza, e dai suoi collaboratori alla propria missione professionale, ma la loro inefficacia, rimanda ad un prolasso del potere decisionale delle Istituzioni politiche e ci si chiede se continuare a chiudere un occhio su questioni che hanno trovato il vuoto strategico dello Stato per germogliare ingiustamente in esso, significhi per qualcuno evitare di perdere voti. In tal senso sarebbe gravissimo il dovere rinunciare al decoro e a quel pizzico di civiltà che ci rimane da difendere.

Continua…

redazione@gruppocomunicareitalia.it

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