Fuoco e fiamme in provincia di Cosenza: sarebbe gravissima la teoria dell’Economista

Nella provincia di Cosenza arde tutto: un vero crimine contro la natura e l'Umanità. Stranamente l'attenzione della Regione Calabria e di altri Enti sembra essere inesistente. I dubbi crescono nella comunità, come l'insofferenza di chi si sente gravemente minacciato,

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Incendiati i Boschi della Sila

Redazione de ILPARLAMENTARE/

Se avesse dall’altra parte chi risponde al fuoco, sarebbe una vera guerra civile e, in parte lo è. Qualcuno ha dichiarato guerra alla Repubblica Italiana dandole letteralmente fuoco. Tutta Italia è ferita e piangente. Ma in Calabria, la provincia del cosentino, è traumatizzata. Fiamme alte decine e decine di metri che bruciano tutto quanto la natura e l’ambiente hanno, per supportare gli esseri umani. Sessanta giorni di guerra a difesa dalle fiamme che illuminano la notte e rendono l’aria irrespirabile.

E’ UNA GUERRA ALLO STATO NEL LUOGO DOVE REGOLE NON ESISTONO
Si, una guerra allo Stato che nella provincia di Cosenza è assente, completamente assente, e ha perso. Un dramma che lede ogni diritto umano e che dovrebbe spingere la politica regionale, provinciale e dei comuni incapaci di farsi ascoltare, a dimettersi per dignità, se non per protesta. Donne, mamme che urlano, fiamme che avanzano e distruggono tutto. Assassini! Sono moralmente pari ai peggiori assassini coloro i quali stanno distruggendo boschi, proprietà, civili abitazioni, mezzi agricoli e capannoni, animali, mezzi civili. Sembra essere assolutamente inutile il grande lavoro dei Vigili del Fuoco quando contemporaneamente, nello stesso territorio e ad un raggio di pochi chilometri l’uno dall’altro, si levano le fiamme per mano vigliacca ma esperta, sapiente, mirata e motivata, senza scrupoli. Come al solito, la colpa potrebbe essere della fame incessante di danaro che ormai in Italia lo si vuole a qualsiasi costo e per averlo, si fa davvero di tutto.

IACCHITE.COM: L’ECONOMISTA MATTEO OLIVIERI INDIVIDUA LA PROBABILE RESPONSABILITA’
Da poche ore è scandalo sui social media grazie al redazionale dell’economista Matteo Olivieri sul caos degli incendi in provincia di Cosenza riportato a decine di migliaia di lettori la Testata Giornalistica IACCHITE.COM diretta da Gabriele Carchidi che dichiara: Matteo Olivieri ha lucidamente individuato la chiave del problema: i bandi della Regione Calabria. La ricostruzione dei fatti di IACCHITE.COM sembra essere assai verosimile, affermano centinaia di cittadini sui social media. Qui di seguito se ne propone il contenuto.

“… Nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020, i bandi per la “Misura 8-Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste” (la cui scadenza è stata prorogata al 18 settembre 2017), vengono previsti finanziamenti per “l’imboschimento e creazione di aree boscate” (8.1.1), per la “prevenzione dei danni da incendi e calamità naturali” (8.3.1), per il “ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici” (8.4.1), per gli “investimenti diretti ad accrescere il pregio ambientale degli ecosistemi forestali” (8.5.1), nonché per gli “interventi in tecnologie forestali, trasformazione, mobilitazione e commercializzazione prodotti forestali” (8.6.1 )…

70 MILIONI DI EURO DISPONIBILI CHE FANNO GOLA
In totale, la disponibilità finanziaria del bando è pari a 70 milioni di euro – corrispondente a circa il 70% dell’intero stanziamento assegnato alla Misura 8 per il periodo di programmazione comunitaria 2014/20.

Dalla lettura dei bandi, si può notare come – ai fini della formazione delle “graduatorie di merito” – la selezione dei beneficiari (pubblici, privati o consorzi) e l’ammontare dei benefici concessi dipendano dal rispetto di alcuni criteri, tra i quali la localizzazione dell’intervento su superfici ricadenti in aree a vincolo idrogeologico (max 9 punti), o su superfici appartenenti alle aree a rischio incendio (max 8 punti)…

SITUAZIONE DEFINITA NEL GERGO AZZARDO MORALE
Quello che stupisce in questo tipo di bandi è che l’ammontare del beneficio è teoricamente tanto maggiore quanto più vulnerabile è il suolo su cui si intende intervenire. Una situazione che potrebbe ingenerare comportamenti per nulla virtuosi nei proprietari di suoli rientranti nei criteri stabiliti per la Misura 8, che potrebbero essere tentati di agire opportunisticamente, sapendo di poter guadagnare facilmente enormi somme di denaro. In economia, questa situazione si definisce “azzardo morale”, e corrisponde all’assunzione irresponsabile di comportamenti rischiosi motivati dalla certezza di un guadagno.

Può capitare, infatti, che alcuni individui assumano decisioni apparentemente illogiche (folli) per il semplice motivo che questi non rischiano assolutamente nulla dei propri soldi. Questa situazione è tanto più probabile che si verifichi quanto più si dispone di un vantaggio, che generalmente consiste nella disponibilità di informazioni riservate (p.e. la conoscenza approfondita dei luoghi può consentire di muoversi indisturbati).

REGIONE CALABRIA ELIMINI I RISCHI DI FORME DI VANTAGGIO INDEBITO
Invece, è legittimo chiedere che vengano eliminati i rischi di forme di vantaggio indebito, per impedire sul nascere la possibilità di comportamenti opportunistici dei proprietari di terreni. Per fare ciò sarebbe bastato che la Regione Calabria non annunciasse in anticipo l’intenzione di destinare fondi per il rimboschimento di aree percorse dal fuoco, né concedesse proroghe al bando, né annunciasse in anteprima i criteri utilizzati per selezionare quelli che nello stesso bando vengono definiti come progetti migliori”.

LA MAGISTRATURA INDAGHI E PUNISCA I RESPONSABILI
Il redazionale della Testata Giornalistica IACCHITE.COM appronfondisce il suo redazionale con una analisi riferita a soggetti politici che sono al governo del territorio regionale. Se le considerazioni della Testata Giornalistica dovessero trovare conforto nelle indagini della Magistratura di cui, però, non si avverte la presenza, sarebbe davvero grave e imperdonabile. D’altronde, risulta difficile credere che politici che navigano nell’amministrazione pubblica da decine di anni, possano commettere errori nell’assumere determinazioni.

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