Migranti sgomberati a Roma, bombole contro agenti. Polizia usa idranti.

Tensioni tra le forze dell'ordine e gli immigrati accampati da giorni in piazza Indipendenza, al centro di Roma, dopo lo sgombero del vicino edificio di via Curtatone occupato da quattro anni da circa 400 richiedenti asilo etiopi ed eritrei. Due fermati.

migranti romaFOTO DI ANGELO CARCONI
Resta alta la tensione in piazza Indipendenza dopo lo sgombero di stamattina dei richiedenti asilo che si sono insediati sulla piazza dopo essere stati allontanati dal palazzo di via Curtatone occupato da quattro anni da circa 400 richiedenti asilo etiopi ed eritrei. Le forze dell’ordine, in tenuta anti sommossa, hanno azionato l’idrante per liberare la piazza, occupata soprattutto da donne e migranti sgomberati da via Curtatone. Le donne si sono inginocchiate per terra con le braccia alzate. La Questura spiega che ‘hanno rifiutato una sistemazione d’alloggio e c’era un alto rischio’. Ma le rifugiate urlano ‘vergogna, vogliamo solo una casa. Le proposte le abbiamo viste solo sui giornali a noi nessuno ha detto nulla’. Protestano per il trattamento riservato ai rifugiati le grandi organizzazioni umanitarie dall’Unicef, per come sono stati portati via i bambini sui pullman della polizia, ad Amnesty.  Nuove tensioni, davanti alla stazione Termini di Roma, tra rifugiati e richiedenti asilo sgomberati stamattina in piazza Indipendenza e forze dell’ordine. Secondo quanto si è appreso da fonti di polizia, un gruppo si è nuovamente radunato e ha tentato di bloccare il traffico in piazza dei Cinquecento. Sono stati lanciati oggetti e sassi contro gli agenti in tenuta antisommossa, che li hanno poi dispersi. A quanto riferito dai movimenti per la casa, una donna per lo spavento sarebbe stata colta da malore.

Sgomberati: “sveglia con idranti, donne manganellate” - “Siamo stati svegliati con l’acqua degli idranti. Hanno preso alcune di noi per i capelli colpendole anche con i manganelli. E’ assurdo: siamo rifugiati politici, abbiamo i documenti in regola”. A parlare è una delle donne sgomberate all’alba da piazza Indipendenza. “Ci hanno preso per i capelli – racconta un’altra – quella donna con il braccio fasciato è stata colpita con un manganello e ora sta andando in ospedale. Anche io ho i segni sul fianco. Non è giusto. Abbiamo dormito per strada per 5 notti. Vogliamo solo una casa”. “Questo è uno stato accogliente? No è un paese fascista, disumano”, urla una donna con la voce spezzata dal pianto.  sgomberati:”sveglia con idranti,donne manganellate”. Un immigrato sgomberato all’alba da piazza Indipendenza a Roma è stato fermato e portato via dalle forze dell’ordine mentre faceva un’intervista alla tv La7. E’ accaduto in via Goito dove i migranti, quasi tutti rifugiati politici, sono stati fatti arretrare dalle forze di polizia che hanno liberato la piazza. “Vergogna, vergogna” hanno urlato gli altri presenti lungo la strada., disumano”, urla una donna con la voce spezzata dal pianto.

Prefetto: Movimenti causa rifiuto alloggi - Il Prefetto di Roma, Paola Basilone, ha ringraziato le forze dell’ordine per il completamento dell’intervento di sgombero dei migranti che occupavano lo stabile di via Curtatone e della piazza antistante. “L’accurata e scrupolosa pianificazione dell’intervento – afferma il prefetto – ha fatto sì che le operazioni si svolgessero in condizioni di assoluta sicurezza, nonostante la prevedibile e decisa opposizione degli occupanti e l’azione di infiltrazione posta in essere dai Movimenti di Lotta per la Casa, che ha indotto gli occupanti accampatisi in piazza Indipendenza a rifiutare sistemazioni alloggiative alternative, determinati a rimanere in strada fino alla manifestazione con corteo indetta dagli stessi Movimenti per sabato prossimo”.

Oltre 400 in palazzo occupato da 4 anni - Vivevano in 400 adulti e 35 minori all’interno dello stabile di via Curtatone, a pochi passi dalla stazione Termini nel centro di Roma, occupato da 4 anni e sgomberato all’alba di sabato scorso. Sono state controllate tutte le posizioni dalla Questura e si tratta di etiopi ed eritrei, nella quasi totalità richiedenti asilo o protezione sussidiaria. Circa 100 le situazioni di ‘fragilità’: 64 adulti e 35 minori, tra cui molti bambini. Loro sono rimasti all’interno dell’edificio fino a stamattina in attesa che fossero perfezionate le procedure di assistenza alloggiativa. Gli altri hanno dovuto abbandonare il palazzo sabato. Un centinaio si è accampato per cinque notti nei giardini di piazza Indipendenza, davanti allo stabile in cui hanno vissuto in questi anni. Stamattina all’alba l’intervento di sgombero, con momenti di tensione e l’uso degli idranti, all’indomani di un vertice in Prefettura in cui il Campidoglio aveva individuato alcuni posti letto anche per chi era rimasto per strada. Ma che ieri è stato rifiutato dagli interessati.

Manconi, irresponsabile latitanza Comune - “Per il secondo giorno consecutivo, la polizia è intervenuta per sgomberare il palazzo che, da anni, ospita centinaia di profughi eritrei, in via Curtatone a Roma. Come era facile prevedere, considerate l’assenza di qualunque proposta alternativa e l’irresponsabile latitanza dell’amministrazione comunale, ne sono derivati feriti e violenze”. Lo scrive in una nota il senatore del Partito democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani al Senato. “Nel corso della mattinata – sottolinea -, la situazione continua ad essere molto tesa e a dar luogo a scontri. Si tenga presente che tra le persone sgomberate si trovano numerosi anziani, donne, bambini e portatori di handicap e che tutti gli eritrei sono titolari dello status di rifugiato o della protezione internazionale. Di fronte a tutto ciò – aggiunge Manconi -, la giunta comunale tace e si sottrae a qualunque responsabilità: nessun suo rappresentate è presente mentre tutto ciò accade e, dopo estenuanti trattative con la prefettura, la sola proposta riguarda poche decine di posti. Capisco che Sindaca e membri della giunta siano in tutt’altre faccende affaccendati, presi dal rutilante carosello degli assessorati e dall’esaltazione partitocratica del gioco delle nomine e delle deleghe, ma qualcuno deve pur ricordare che queste centinaia di profughi sono, anche loro, abitanti di Roma. E che quella politica per la casa, promessa dal Comune e di cui non si è vista finora una minima traccia, deve riguardare anche loro”, conclude.

Sap: ‘a noi lavoro sporco, errori Governo’  - “Gli errori del Governo con le sue scelte scellerate in materia di immigrazione, ricadono sempre sulla Polizia che è chiamata a fare per strada il lavoro sporco senza alcuna tutela”. E’ la posizione di Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), circa gli scontri avvenuti in piazza Indipendenza a Roma, tra migranti e poliziotti. “E’ una situazione ingestibile – continua ancora Tonelli – e credo non si tratti di incapacità di Governo, ma di scelte determinate con coscienza e volontà. Colpire gli agenti intervenuti a Roma con sassi, bombole e bottiglie è violenza. Non ha nulla a che vedere con l’integrazione”. Per il sindacato, “dietro l’ipocrisia della politica dell’accoglienza si nascondono situazioni che compromettono seriamente l’ordine e la sicurezza pubblica. Quella di piazza Indipendenza era una situazione di totale degrado che non ammette scusanti o giustificazioni. A farne le spese è il cittadino perbene e il poliziotto, chiamato ad intervenire come in questo caso. Quanto successo a Sanremo qualche giorno fa, è un’altra testimonianza. Un poliziotto ha perso la milza a causa del pestaggio subito da tre extracomunitari ubriachi. Il pericolo terrorismo e criminalità ce lo abbiamo in casa, e molto spesso siamo stati il connettore con questa invasione incontrollata”.

Fonte ANSA – FOTO DI ANGELO CARCONI

Leave a Reply

Your email address will not be published.