USA: pronti a colpire la Corea del Nord

USA: “Le soluzioni militari sono ora pienamente allestite, caricate e pronte a colpire, nel caso in cui la Corea del Nord dovesse agire in modo dissennato

Navi da guerra americane pronte all'attacco

Navi da guerra americane pronte all’attacco

New York, Donald Trump non abbassa il tiro su Pyongyang e, anzi, rinnova la determinazione degli Stati Uniti ad agire se Kim Jong Un agirà in modo sconsiderato. “Le soluzioni militari sono ora pienamente allestite, caricate e pronte a colpire, nel caso in cui la Corea del Nord dovesse agire in modo dissennato. Speriamo che Kim Jong Un troverà un’altra strada”, ha scritto il presidente americano su Twitter. Rincarando anche la dose, il quotidiano ufficiale del Partito dei lavoratori coreani – la dorsale principale del regime di Kim Jong Un – ha promesso che gli Usa pagheranno un prezzo molto caro per le sanzioni decise nel Consiglio di sicurezza Onu e le provocazioni militari.

“E’ una tragedia che i comportamenti spietati e isterici (dell’amministrazione Usa) possano ridurre gli Stati uniti in polvere in ogni momento”, si legge nella traduzione inglese del Rodong sinmun ripresa da KCNA Watch, dopo che il giornale precisa che l’America non deve pensare di essere al di fuori della gittata dei missili nordcoreani. Quale sarà lo sbocco finale della surriscaldata crisi nordcoreana, che sta tenendo col fiato sospeso il mondo in un crescendo di dichiarazioni bellicose da parte del presidente Usa Donald Trump e del regime di Pyongyang?

Gli analisti s’interrogano sui possibili scenari, mentre i protagonisti continuano a lanciare minacce reciproche. Ieri Trump non solo ha ribadito la promessa di far piovere “fuoco e ira” su Pyongyang, ma ha rincarato la dose, mentre oggi un editoriale del quotidiano ufficiale nordcoreano Rodong sinmun avverte che gli Usa “pagheranno a caro prezzo le sanzioni e le provocazioni” contro la Corea del Nord. Sono tre i possibili scenari che si prospettano: quello peggiore, cioè un conflitto armato; il secondo vede Pyongyang cedere a eventuali pressioni cinesi e alle sanzioni economiche; il terzo prospetta un ritorno al tavolo delle trattative ormai impolverato da almeno otto anni di mancato utilizzo. Fonte ASCA)

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