Roberto Fico – Presidente della Camera dei Deputati

robertofico-presidentecamera

Roberto Fico Presidente della Camera dei Deputati

Quella di presidente della Camera dei deputati è la terza più importante carica della Repubblica Italiana, dopo quella di Presidente della Repubblica e quella di Presidente del Senato. Dal 24 marzo 2018 il ruolo viene ricoperto da Roberto Fico.

Roberto Fico (Napoli, 10 ottobre 1974) è un politico e attivista italiano, dal 24 marzo 2018 presidente della Camera dei deputati nella XVIII legislatura.

Biografia
Nasce nel 1974, si laurea in scienze della comunicazione all’Università degli Studi di Trieste con indirizzo alle comunicazioni di massa, discutendo la tesi Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana. Ha studiato per un anno presso l’Università di Helsinki, grazie ad una borsa di studio Erasmus. Prima della sua ascesa politica ha lavorato prevalentemente nel settore della comunicazione, uffici stampa compresi, ma anche come manager in un hotel, dirigente per un tour operator internazionale, importatore di tessuti (dal Marocco) e come impiegato (per circa un anno) in un call-center.

Carriera politica

Primi passi
Il 18 luglio 2005 fonda a Napoli uno dei 40 meetup “Amici di Beppe Grillo”, sulla scia dei quali nascerà il Movimento 5 Stelle. Nel 2010 si candida a Presidente della Regione Campania e alle elezioni ottiene l’1,35% dei voti. Nel 2011 si candida a sindaco di Napoli e ottiene l’1,38% non superando il primo turno.

Elezione a deputato (2012-2017)
Nel dicembre 2012 è primo alle Parlamentarie del M5S nella Circoscrizione Campania 1 e, grazie alle 228 preferenze ottenute sul web, viene candidato in prima posizione nella lista del M5S della circoscrizione, ed è eletto nella XVII legislatura della Repubblica Italiana alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2013.

Viene candidato dal suo gruppo parlamentare alla presidenza della Camera dei deputati senza però essere eletto. Il 6 giugno 2013 viene eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai e rinuncia all’indennità di funzione a cui avrebbe diritto come Presidente di tale commissione (26 712,00 euro l’anno) e all’auto blu. Come presidente della Commissione di Vigilanza Rai, durante la sua presidenza, introduce la trasmissione in diretta streaming sulla web tv della Camera dei Deputati di tutte le audizioni, la pubblicazione sul sito del Parlamento dei quesiti indirizzati dai commissari alla Rai e le relative risposte, la determinazione del termine massimo di 15 giorni per le risposte ai quesiti da parte dell’azienda radiotelevisiva pubblica. Tra gli atti approvati in Commissione, si annovera la risoluzione volta a risolvere ed evitare i possibili conflitti di interesse da parte degli agenti di spettacolo. Da deputato presenta come primo firmatario una proposta di legge sulla governance della Rai, di cui uno dei punti – il Piano per la trasparenza aziendale – confluisce nella riforma della Rai approvata nel 2015 dal Parlamento.

A seguito dell’attuazione di questo Piano, l’azienda ha reso pubbliche le retribuzioni degli alti dirigenti, delle direzioni editoriali e delle testate giornalistiche. Il sito Opentg.it è stato voluto da Fico, per rendere più facilmente accessibili i dati sul monitoraggio televisivo sul pluralismo politico raccolti mensilmente dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Elezioni politiche del 2018 e Presidenza della Camera

Alle politiche del 2018 è il candidato M5S nel collegio uninominale di Napoli-Fuorigrotta: ottiene 61.819 voti (57,6%), venendo così eletto per la seconda volta alla Camera. Grazie ai voti del Movimento 5 Stelle, e della coalizione di centro-destra, il 24 marzo 2018 viene eletto alla quarta votazione presidente della Camera dei deputati nella XVIII legislatura.

Il 23 aprile 2018 riceve dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella un mandato esplorativo per verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle per costituire il governo. Il mandato esplorativo termina il 26 aprile con esito a suo giudizio positivo su un possibile accordo tra il Partito Democratico e il suo partito, possibilità che sarà bocciata pochi giorni dopo, in seguito alle dichiarazioni di Matteo Renzi.

Leave a Reply

Your email address will not be published.