A Cosenza la politica affossa il commercio. La parola a chi lavora

Le attività commerciali presenti su Via Isonzo hanno già subìto, con il varo di un provvedimento che ha formalizzato le zone a traffico limitato, una pericolosa flessione delle vendite e la chiusura definitiva di alcuni negozi.

corso mazzini, cosenza, commercio

Corso Mazzini – Cosenza

L’Amministrazione comunale di Cosenza a guida del Sindaco Mario Occhiuto, sembra non volerne proprio combinare una buona. Al centro di polemiche di un certo elevato spessore, il Sindaco Architetto è ormai contestato giornalmente per le sue scelte che hanno consegnato la Città di Cosenza al caos. Una vera e propria rivolta civica è in corso da alcuni mesi, partita da Movimenti che hanno avuto il coraggio di fare esplodere la “bolla” di comunicazione che mostrava una Città “bellissima” o una “favola di Città”. Oggi, a trovare coraggio di parlare sono anche i Commercianti – attenzione – quelli del “salotto buono” del centro città, che denunciano una “pericolosa flessione delle vendite” che ha già portato alla chiusura di numerose attività. E se la politica non è in grado di servire il mondo del lavoro, è bene che si dedichi ad altro.

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Corso Mazzini – Cosenza

IL COMUNICATO STAMPA DEI COMMERCIANTI DI VIA ISONZO
In merito alla presunta decisione dell’Amministrazione Comunale di Cosenza che sembra voglia ulteriormente limitare gli orari di accesso al varco di Via Isonzo, i commercianti della strada si sono riuniti in assemblea ed esprimono quanto segue:

Le attività commerciali presenti su Via Isonzo hanno già subìto, con il varo di un provvedimento che ha formalizzato le zone a traffico limitato, una PERICOLOSA FLESSIONE DELLE VENDITE e la chiusura definitiva di alcuni negozi.

Le difficoltà degli utenti a raggiungere il centro a causa di ingorghi stradali e la mancanza di parcheggi, ha creato un fenomeno di semi-desertificazione su alcune strade un tempo commerciali e la chiusura di Viale Mancini (Viale Parco)            è stato un ulteriore deterrente al flusso degli avventori, per cui, alla perdita dei clienti cosentini, si è aggiunta quella di chi arrivava in centro dall’hinterland e dalla provincia. A dimostrazione di questo, parlano i rapporti di vendita quotidiani dei negozi in franchising presenti su Via Isonzo che se comparati a quelli degli stessi marchi dislocati sulla provincia, denotano un DECREMENTO impressionante NONOSTANTE COSENZA sia il CAPOLUOGO.

cosenza-via isonzo-commercio-giunta occhiutoInoltre, paragonando i corrispettivi degli ultimi tre anni precedenti al novembre 2017 si evince che nell’ultimo anno le nostre vendite si sono quasi dimezzate. L’Amministrazione comunale nel vantare presenze massicce di persone che affollerebbero le attività commerciali cade in un errore grossolano perché confonde i negozi caratterizzati dalla vendita di prodotti NON FOOD, con i locali appartenenti al settore ristorazione, attività che si riempiono di avventori solo in orari serali e notturni.

Ricordiamo agli amministratori che esiste una sostanziale differenza fra le due categorie merceologiche e che nessun paragone in tal senso ha motivo di esistere. I commercianti di Via Isonzo CHIEDONO da tempo il POSTICIPO della chiusura del varco alle ore 20,00 in modo da coincidere con la chiusura dei negozi e pertanto si appellano NUOVAMENTE al Sindaco affinché tuteli la categoria ed il lavoro di tanti e che non adoperi cambiamenti che vadano ad incidere negativamente sul già DELICATO PERIODO COMMERCIALE.

Vogliamo sottolineare che la chiusura delle attività è un DANNO SOCIALE, è la PERDITA DI POSTI DI LAVORO, è un DANNO ai NUCLEI FAMILIARI.

NOI COMMERCIANTI:

- RIVENDICHIAMO IL DIRITTO AL LAVORO

- NON CHIEDIAMO AIUTI E FAVORI GRATUITI, MA SOLO CHE VENGA TUTELATO IL COMMERCIO NELLA NOSTRA CITTA’ FRUTTO DI ANNI DI ESPERIENZA

La categoria dei commercianti ha il merito di aver reso questa città importante ed attraente già da molto prima di un piano urbanistico che al momento NON si fonde e NON è confacente al nostro lavoro.

“L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO. LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO, CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE”.

Art. 1 della COSTITUZIONE ITALIANA

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