“Calabria perduta”. Voce ai giovani universitari: “un nuovo umanesimo o è finita”

A Reggio Calabria i sindacati avevano promesso 150 mila presenze ma erano meno di 25 mila. La Calabria è terra di conquista e da sempre colonia del Nord. La questione Meridionale si compie ogni giorno sempre di più. IL PARLAMENTARE.IT ha voluto dare voce ai giovani che hanno le idee chiare. "La colpa è anche del mondo accademico che ci trascina nella sconfitta e non trova il coraggio di dare l'esempio indirizzandoci verso un reale Nuovo Umanesimo che può venire solo da una élite culturale e non politico-affaristica".

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UNICAL – Università della Calabria. Una immagine dell’ingresso del Campus

All’alba della manifestazione dei Sindacati a Reggio Calabria per la quale erano state previste 150 mila presenze divenute solo 20-25 mila, sui social network si è espresso il pensiero dei Calabresi che hanno bocciato, a chiare lettere, la performance farcita dalla vecchia politica, alla quale si attribuisce la responsabilità del fallimento politico ed economico della Calabria.
Il solo affacciarsi del Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio (PD) tra i capi dei Sindacati, ha fatto andare in tilt la grande piazza di Facebook. Irripetibili i commenti. Come dare torto ai calabresi onesti che si vedono mortificati in tutto, dalla Sanità, alla tutela dell’Ambiente, alla gestione delle mille risorse positive che la Calabria offre e non utilizza, come ad esempio le risorse europee, all’occupazione?
Nessuno ne parla ma tutti lo pensano: la Sanità di una Regione che gestisce fondi comunitari da oltre 20 anni è stata messa con le spalle al muro da una puntata del programma televisivo de le “Iene” dal quale, incredibile a credersi ma è così, è scaturito il Decreto del Ministro della Sanità Giulia Grillo (M5S) attualmente in vigore. Il Decreto, di fatto, ha commissariato la Sanità regionale e ciò lascia intuire quanto sia debole il meccanismo istituzionale e politico che, come risulta da indagini della Magistratura da Reggio Calabria a Catanzaro, a Cosenza e non solo, è fagocitato da corruzione e mala politica dal centro destra al centro sinistra. Nicola Gratteri, docet. Ma la responsabilità di questo andazzo politico istituzionale che mostra una “Calabria perduta” – come l’ha definita un giovane universitario, è solo di certa politica o di chi, questa parte di classe politica sostiene al governo della Regione? La Calabria è da sempre colonia politica e figlia di una cultura subalterna che si manifesta concretamente nell’agire politico.

L’avanzare della Lega di Salvini ne è prova e le parole di Giustino Fortunato tornano profetiche quando affermava che la politica protezionistica adottata dallo Stato italiano nel 1877 e nel 1887  procurò “il fatale sagrifizio degl’interessi del sud” e “l’esclusivo patrocinio di quelli del nord”, in quanto cristallizzò il monopolio economico del nord sul mercato italiano. Da sempre in Calabria si sceglie il male minore ma, questa volta, privi di una novità assoluta, si sceglierà tra due mali maggiori, sapendo di commettere in ogni caso un gravissimo errore.

ILPARLAMENTARE.IT INTERVISTA I GIOVANI UNIVERSITARI
Noi de ILPARLAMENTARE.IT – abbiamo deciso di non ascoltare i soliti noti ma di dare voce ai Giovani nei quali crediamo profondamente. Il loro parlare, ancora, non ha mediazioni e dicono: “Tranne rare eccezioni che, ovviamente, ci sono, la classe politica calabrese andrebbe formattata“. E’ questa la prima battuta nell’intervista ad un gruppo di giovani universitari da ILPARLAMENTARE.IT, ai quali abbiamo promesso di pubblicare per intero il loro pensiero.

A PARLARE SONO I GIOVANI UNIVERSITARI DI CATANZARO E COSENZA
“Il rischio sul futuro della Calabria è altissimo – afferma il loro portavoce Giovanni – e a pagarne le conseguenze saremo innanzi  tutto noi Giovani, le Università e il mondo del Lavoro. A Catanzaro, il Governo ha inibito una serie di corsi di specializzazione e gli studi di Medicina, così, risultiamo amputati nelle prospettive. Ormai, conviene se pur con grandi sacrifici da parte delle nostre famiglie, andare a studiare in altre università perché, il periodo di studi, per chi eccelle, può rappresentare un investimento. La responsabilità – parla chiaro Giovanni – è della classe politica ma anche delle nostre università che a chi è incapace, si genuflette alleggerendo il peso del mondo Accademico nel futuro delle sorti della Calabria. Anche nell’Università della Calabria – prende la parola Laura – non basta continuare a dire che siamo il Campus più bello per i cubi dislocati nel verde di Arcavacata. Anche noi abbiamo bisogno di rompere con i vecchi schemi e soprattutto, con la gestione che in questi ultimi anni ha bloccato ogni potenziale evoluzione. In Calabria si sta producendo solo disoccupazione e rovina perché manca una visione olistica del futuro che dovrebbe nascere proprio nelle nostre Università. La verità, continua Laura – è che abbiamo bisogno di quel nuovo umanesimo di cui tutti parlano ma nessuno attua. Non basta essere bravi tecnici. Oggi, una Università deve avere la capacità di saper parlare, dialogare, farsi apprezzare per la cultura umanistica di cui noi, espressione di cultura magno greca e giudaico cristiana, siamo espressione con le nostre università”.

POLITICA E MONDO ACCADEMICO: L’UNICAL ALLA ELEZIONI
La Regione Calabria, condotta da Mario Oliverio recentemente sottoposto ad indagini dalla Procura della Repubblica di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, ha inglobato tra i suoi assessori anche docenti universitari dell’UNICAL (Università della Calabria) che, nonostante i probabili sforzi, non sono riusciti a rendere visibile più di tanto il loro contributo. Non sono pochi a chiedersi oggi se l’allineamento dell’UNICAL (Rettore Gino Mirocle Crisci) alle politiche dell’attuale presidente della Regione Mario Oliverio (PD), non abbia portato male all’Università della Calabria che oggi si trova a partorire il prossimo Rettore. Anche qui, gli studenti sembrano essere molto attenti alle valutazioni e Laura riferisce: “noi studenti facciamo la nostra parte ma le lobby esterne pesano molto e non vorremmo che il vecchio si riciclasse. Abbiamo bisogno di una svolta reale”.

LA COMPETIZIONE ALL’UNICAL: PERRELLI, LEONE, PALOPOLI
A competere alla carica di Magnifico Rettore dell’UNICAL sono tre stimati professori: Leone, Palopoli e Perrelli.
Il primo, il prof. Leone è stimato matematico che non sono pochi a identificare come continuità del contestato Rettore Gino Mirocle Crisci. Il Prof. Palopoli è stimato professore di Sistemi di Elaborazione dati, considerato persona dai valori di un tempo. Il prof. Perrelli è stimato umanista dalle grandi doti oratorie, dalla dialettica alta e colta e dal grande senso etico. A concludere è Laura che afferma: “il prof. Perrelli incarna quell’alto senso delle Istituzioni di cui noi studenti in grado di viaggiare e confrontarci anche in Europa, abbiamo bisogno di avere come riferimento culturale. Le nostre speranze sono riposte in lui e nel prof. Palopoli poiché temiamo linee di continuità che non portano mai bene. La Calabria può farcela”.

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