Maria Rosaria Russo: “nella guerra tra potenti e deboli, vince sempre la Verità”

"Anomalie Procedimentali" - Il PM archivia e dichiara: "Non può essere sottaciuto che la Russo si è sempre distinta per l’impegno profuso per la diffusione della cultura della legalità..."

Maria Rosaria Russo con gli Avvocati Saccomanno e Talarico

Maria Rosaria Russo con gli Avvocati Saccomanno e Talarico

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, con premessa/

ILPARLAMENTARE.IT ha seguito con molto interesse negli anni, il cammino istituzionale dell’Istituto Raffaele Piria di Rosarno, un’avanguardia concreta, non a parole, della Civiltà contro ogni potere mafioso. Ed era presente quando la Fondazione “Paolo di Tarso” conferì all’Istituto e alla sua Dirigente, la “Carta della Pace per la tutela della Memoria, dei Diritti Umani e dell’Ambiente”. In questa sede, questa Testata, ebbe modo di percepire il senso del lavoro di trincea, “dentro” il territorio più difficile d’Italia e dove falliscono tutti i Governi, di quella Scuola senza la quale tutto sarebbe finito. Poi, IL PARLAMENTARE.IT ebbe l’onore di assistere all’inizio dei lavori dell’Università Antimafia di Limbadi, un progetto il cui valore si comprenderà tra 20, 30 anni ma che non è sfuggito anche al Ministro dell’Interno Matteo Salvini quando, proprio due giorni addietro in Calabria, in occasione della riassegnazione della villa del capo dei capi nella quale sorgeva questo ambiziosissimo progetto, per uno strano lapsus, citò ammirato proprio il termine “Università Antimafia” dichiarandosi sbalordito da un così importante progetto. Questa premessa, nulla centra con il comunicato che segue, ma è doverosa da parte di chi, certamente, appartenente alla categoria dei “deboli” che, però, si appellano a quella Verità che presto o tardi supera le pagine della cronaca, per scrivere direttamente in quelle della storia.

IL COMUNICATO STAMPA
“La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nelle persone dei PM Gerardo Dominijanni e Sara Amerio, istruiva un procedimento penale nei confronti della Preside Russo in seguito ad una manifestazione tenutasi presso   l’Auditorium del Piria , per un presunto illecito utilizzo per finalità private della struttura scolastica  in quanto,nell’ambito di una lezione-spettacolo,dove peraltro aveva elogiato il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine con cui aveva condiviso circa un trentennio di attività formative,avrebbe esternato ai suoi studenti ,ai docenti,alle autorità presenti ,anche attraverso la pubblicizzazione di atti, la sua totale estraneità  alle vicende relative al caso Musella, sostenendo, altresì, che poiché aleggiava l’ombre del dubbio sulla correttezza del suo operato, non vi erano più le condizioni per continuare a gestire i terreni confiscati alla criminalità organizzata e affidati al Piria, raccogliendo l’approvazione degli organi collegiali e restituendo gli stessi allo Stato. Ciò aveva esagitato anche il Garante Antonio Marziale poi ricredutosi in seguito ad un cordiale incontro presso il Piria, scatenato un Killeraggio mediatico,anche sui media nazionali, con commenti inopportuni mezzo Facebook.

La preside, pertanto, trasmetteva, per tramite dei suoi legali, avv. Giacomo Francesco Saccomanno e avv. Sergio Talarico, due esposti-denuncia al CSM, alla Procura  di Catanzaro e a tutte le Autorità competenti per una serie di “anomalie procedimentali” ed un’articolata richiesta alla Procura Generale per la determinazione della competenza territoriale,

che evidenziando come “una simile contestazione si rilevasse solo nella prospettazione dei PM, disponeva l’immediata trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Palmi, che nella persona del PM Dott. Daniele Scarpino e del Gip, dott.ssa Barbara Borelli, per infondatezza della notizia di reato, così archiviava: “Non può essere sottaciuto che la Russo si è sempre distinta per l’impegno profuso per la diffusione della cultura della legalità tra gli studenti e, pertanto l’interesse a chiarire la propria posizione appariva funzionale non solo e non tanto alla tutela della propria immagine,quanto piuttosto alla esigenza di non vanificare i risultati di crescita culturale e di fiducia nelle istituzioni nelle giovani generazioni che l’intensa attività formativa e pedagogica aveva significativamente sviluppato. Appare chiaro, alla luce del ruolo istituzionale rivestito dalla Russo, la sussistenza certamente di un interesse pubblico a comprendere i reali termini della vicenda relativa al suo presunto coinvolgimento nel procedimento Musella”.

“A miei giovani,ha commentato la Russo,a volte scoraggiati continuo a dire di credere nella giustizia che è lenta ma inesorabile, stimolandoli a denunciare qualunque forma di discriminazione e marginalità sociale, di violenza,  sostenendo la costruzione del senso dello Stato e creando, altresì,anche attraverso l’esempio e il ricordo di coloro che hanno avuto il coraggio della scelta, le condizioni per un radicale cambiamento culturale al fine di promuovere una reale percezione positiva delle istituzioni garanti dei diritti dei cittadini e della legalità,nella consapevolezza che c’è sempre un giudice a Berlino e che l’esistenza di ciascuno acquisterà un senso conforme alla scelta operata“.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.