Mario Occhiuto rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta. Condannata la sorella Annunziata

Mario Occhiuto Sindaco di Cosenza è stato rinviato a giudizio con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Nella stessa udienza è stata condannata con rito abbreviato la sorella Annunziata Occhiuto che ha amministrato la società oggetto delle accuse della Procura della Repubblica di Cosenza. Prosciolto il collaboratore del Sindaco Occhiuto, Carmine Potestio, già Capo di Gabinetto al Comune di Cosenza.

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Mario Ochiuto Sindaco di Cosenza

Cosenza – 8 Novembre 2019 – Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della società “Ofin”, di cui è stato amministratore fino al 2011. La bancarotta di cui è accusato il primo cittadino di Cosenza (proposto da Forza Italia come candidato alla presidenza della Regione Calabria), ammonta a 3 milioni di euro. La prima udienza del processo è stata fissata per il 2 aprile 2020.

MARIO OCCHIUTO RINVIATO A GIUDIZIO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA
La società Ofin, a parere del Pubblico ministero Marialuigia D’Andrea, – faceva parte di un articolato e sofisticato sistema di società, tutte riconducibili a Mario Occhiuto, tra le quali la Feel srl, la Zenobia e anche la Mostre e Servizi Ingegneria, poi trasformata nella Moa (Mario Occhiuto Architetture).

A ricostruire i fatti grazie all’analisi di una grande mole di documenti dai quali si evincerebbe un passaggio di ingenti somme di denaro, sia d una società all’altra, che dalla Ofin a Mario Occhiuto, è stata la Guardia di Finanza. Quest’ultima, tra l’ottobre del 2006 e il dicembre del 2012, avrebbe concesso prestiti infruttiferi per un totale di oltre tre milioni e mezzo di euro, solo in minima parte restituiti, appena il 15 per cento pari a circa 500 mila euro.

ANNUNZIATA OCCHIUTO CONDANNATA  AD ANNI UNO E MESI QUATTRO
Condannata con il rito abbreviato a un anno e quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, la sorella Annunziata Occhiuto, amministratrice della società nel periodo che ha preceduto il fallimento. Archiviata invece la posizione di Carmine Potestio, già capo gabinetto dell’amministrazione Occhiuto dal 2011 al 2016 e socio di minoranza della Ofin. Mario Occhiuto si dichiara estraneo ai fatti contestati, certo di poter dimostrare la sua innocenza nel corso del processo.

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