Movimento NOI: “La violazione della Costituzione da parte del Governo Conte” (parte 1)

Il Movimento sturziano NOI si interroga nel tempo del Covid19 su cosa stia accadendo in termini di violazione della Costituzione Italiana e dunque, dei diritti dei Cittadini. Le decisioni del Governo Conte e dei suoi 450 esperti lasciano perplessi il fior fiore degli economisti e degli scienziati

Costituzione Italiana

Costituzione Italiana

a cura di Vincenzo Ricca/

Le decisioni del Governo Conte e dei suoi 450 esperti lasciano perplessi il fior fiore degli economisti e degli scienziati che non condividono sia l’azione per la ripartenza del mondo del lavoro, debole di una politica economica scadente e che indebiterà a vita chi produce, sia le disposizioni in termini di tutela della salute pubblica, aggravata dall’evidente incapacità di disporre di quanto necessario per la tutela della persona e del “gregge”, dell’intera popolazione disponendo analisi e tamponi per tutti, unico modo per limitare i danni di una ripresa feroce del virus assassino.

Il 31 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo “stato di emergenza” di sei mesi “in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.
Sulla base di questa delibera il Consiglio dei Ministri ha introdotto due nuovi concetti, sconosciuti alla nostra Costituzione, e cioè:
1) uno stato di emergenza per motivi sanitari;
2) il diritto alla salute è il primo diritto della persona.
Concetti inesistenti nella nostra Costituzione e mai sostenuti da alcun costituzionalista. Ed infatti il primo diritto della persona riconosciuto dalla nostra Costituzione è quello della “libertà personale”, prevista dall’art. 13 della parte prima ( diritti e doveri dei cittadini). La nostra Costituzione introduce la disciplina del “diritto alla salute” molto più in là, all’art. 32. Una svista? No! Tutte le restrizioni coattive per motivi di sanità devono di necessità seguire la via giurisdizionale prevista da quell’articolo e mai potrebbe, dall’autorità pubblica, essere invocato l’art. 32 Cost. per derogare, per motivi di salute, alla portata e alle garanzie dell’art. 13”.
Oggi invece, in nome della tutela della salute, sembra che questo concetto sia stato sovvertito e dunque tutto sia lecito e possibile.
Sulla scorta di questo abuso si subisce, senza possibilità di intervento, la ulteriore, impropria teoria secondo la quale il comitato tecnico-scientifico, “l’unico in grado di conoscere la materia”, prevale sulla politica che, di fatto, non può che, anzi deve, attenersi alle indicazioni della scienza. Che non è e non può essere, data la novita della problematica, in questo caso una scienza esatta. Numerose infatti sono le opinioni degli scienziati a riguardo, e , dunque, non si può consentire la passiva acquiescenza da parte della politica di un indirizzo che potrebbe rivelarsi anche totalmente o drammaticamente errato.
La nostra Costituzione conosce lo “Stato di guerra” (art. 78), ma non lo “Stato di emergenza”.
Non a caso, lo “stato di emergenza” è stato dichiarato in base agli artt. 7, 1° comma lettera c) e 24, 1° comma del decreto legislativo 2 gennaio 2018 n. 1, quindi in base al codice della protezione civile, e non in base alla Costituzione.
Sono dunque conformi alla nostra Costituzione i provvedimenti fino a oggi presi? (continua).

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