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	<title>Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Parlamentari privilegiati e Giornalisti ignoranti &#8211; a cura di Roberto Ormanni</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non se ne può più di tanta informazione spazzatura!&#8221;. Lo ha dichiarato Roberto Ormanni &#8220;Carta della Pace&#8221; per la Tutela della Memoria e dei Diritti dell&#8217;Uomo. Il Direttore cita una serie infinita si sentenze che tutelano i diritti civili dei conviventi dello stesso sesso. Roberto Ormanni offre una miniera di spunti a tutti coloro i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Non se ne può più di tanta informazione spazzatura!&#8221;</em>. Lo ha dichiarato <strong>Roberto Ormanni</strong> <a title="Roberto Ormanni - Carta della Pace per la Tutela dei Diritti dell'Uomo, della Memoria e dell'Ambiente" href="http://www.ilvaticanese.it/2012/09/roberto-ormanni-insignito-della-carta-della-pace/" target="_blank">&#8220;Carta della Pace&#8221;</a> per la Tutela della Memoria e dei Diritti dell&#8217;Uomo. Il Direttore cita una serie infinita si sentenze che tutelano i diritti civili dei conviventi dello stesso sesso. Roberto Ormanni offre una miniera di spunti a tutti coloro i quali, <strong>conviventi dello stesso sesso</strong>, combattono quotidianamente per l&#8217;affermazione dei loro diritti e ci aiuta a riflettere sull&#8217;informazione sempre più inesatta, poco attenta e, aggiunge la redazione de ILPARLAMENTARE.IT, &#8220;isterica&#8221; prodotta dal mondo della Rete che, invece di dare informazione a garanzia dei diritti, rischia di fare controinformazione, incasinando chi utilizza la Rete, invece, per cercare informazioni utili. L&#8217;informazione spazzatura dissolve la materia prima della rete che consiste in una informazione che ci piace definire &#8220;etica&#8221;, rispettosa dei Diritti della Persona e della dignità dell&#8217;Uomo in generale. I Diritti Umani trovano in Roberto Ormanni un vero paladino informato e studioso. Non a caso la Corte di Strasburgo il 17 Luglio 2007 ha condannato l&#8217;Italia, per la prima volta nella storia della Repubblica, per la violazione dell&#8217;art.10 della Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo. Ma non intendiamo togliervi il gusto di ascoltare direttamente. <strong>Un consiglio a tutti i conviventi dello stesso sesso:</strong> prendete carta e penna e poi&#8230;non dite che nessuno ve lo aveva detto. Sui Diritti dell&#8217;Uomo non si scherza! <strong>Ringraziamo il Direttore Roberto Ormanni,</strong> anche Direttore di <a href="www.goleminformazione.it" target="_blank">www.goleminformazione.it</a> per il grande contributo che dimostra come, quando si è preparati si può anche regalare un sorriso. Un doveroso ossequio a Pulcinella comparsa nel video del Direttore, che rischia di perdere, soprattutto nel mondo della rete dove ci si acciuffa tutto il giorno per niente, il ruolo di &#8220;buffone&#8221;.</p>
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		<title>Laura Boldrini: Donne, pericolosa pubblicità osè</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 18:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221;L&#8217;Italia e&#8217; tappezzata di manifesti con donne discinte e ammiccanti. Tutto si vende attraverso il corpo delle donne. In tv i modelli sono quelli della casalinga o della donna seminuda. Da li&#8217; alla violenza, il passo e&#8217; breve&#8221;. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, ad un convegno a Roma sulla violenza sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5930" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="laura-boldrini" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/laura-boldrini.jpg"><img class="size-full wp-image-5930" title="laura-boldrini" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/laura-boldrini.jpg" alt="Il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini</p></div>
<p>&#8221;L&#8217;Italia e&#8217; tappezzata di manifesti con donne discinte e ammiccanti. Tutto si vende attraverso il corpo delle donne. In tv i modelli sono quelli della casalinga o della donna seminuda. Da li&#8217; alla violenza, il passo e&#8217; breve&#8221;. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, ad un convegno a Roma sulla violenza sulle donne. &#8221;Se da donna passi a oggetto, il messaggio e&#8217; chiaro &#8211; ha aggiunto Boldrini &#8211; di un oggetto puoi fare quello che vuoi&#8221;.</p>
<p>Ci complimentiamo con il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini- dicono un gruppo di ragazzi. Se lo avesse detto un uomo sarebbe scoppiata una guerra senza precedenti. Finalmente a dirlo è una Donna delle Istituzioni. Speriamo che questo messaggio possa iniziare a far discutere per un&#8217;inversione di mentalità, di cultura, che sta trasformando anche i media in fabbriche di oggetti.</p>
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		<title>Crisi economica: Governatori contro Patto di Stabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 18:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[A cura di ASCA &#8211; www.asca.it &#8216;Su questa partita ogni giorno costruiremo alleanze. L&#8217;alleanza con Zingaretti, con Bobo Maroni della Lombardia, con Zaia del Veneto&#8221;. Cosi&#8217; il governatore della Puglia Nichi Vendola che, insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, sottolineando, in riferimento alla questione del Patto di stabilita&#8217;, che questa &#8221;non e&#8217; una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5927" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="niki-vendola" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/niki-vendola.jpg"><img class="size-full wp-image-5927" title="niki-vendola" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/niki-vendola.jpg" alt="Il Governatore Nichi Vendola" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Il Governatore Nichi Vendola</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di ASCA &#8211; www.asca.it</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Su questa partita ogni giorno costruiremo alleanze. L&#8217;alleanza con Zingaretti, con Bobo Maroni della Lombardia, con Zaia del Veneto&#8221;. Cosi&#8217; il governatore della Puglia Nichi Vendola che, insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, sottolineando, in riferimento alla questione del Patto di stabilita&#8217;, che questa &#8221;non e&#8217; una qualunque crisi, il presidente Errani si e&#8217; fatto portavoce di tutte le regioni sul tema generale del patto di stabilita&#8221;&#8217; rilevando che &#8221;il problema sono le politiche di austerity e la situazione si sta aggravando in tutta Europa, la Francia da oggi e&#8217; tecnicamente in recessione. Anche la condizione favorevole dell&#8217;economia tedesca e&#8217; finita. L&#8217;Europa nella sua globalita&#8217; ha imboccato la strada della dissoluzione&#8221;. &#8221;Siamo di fronte al settimo trimestre di recessione, da 21 mesi &#8211; sottolinea Vendola &#8211; siamo in recessione. La crisi economica comincia nel 2008 ma noi da un anno e mezzo siamo precipitati in un buco nero. I dati fotografano un Paese in cui il Pil in 6 anni crolla di dieci punti percentuali. Penso che dobbiamo avere il coraggio oggi di dire la verita&#8217;: l&#8217;Europa ha usato la medicina sbagliata&#8221;. &#8221;La sofferenza di oggi non e&#8217; la figlia della crisi del 2008 ma delle risposte sbagliate alla crisi, cioe&#8217; le politiche di compressione della spesa&#8221;. Tra i dati sui quali Vendola e Zingaretti hanno posto l&#8217;evidenza, quelli relativi alla spesa pro-capite per il Lazio che e&#8217; passata dai 1.016 euro ai 354 del 2013, dunque 662 euro in meno. Per la Puglia il taglio pro-capite e passato da 724 euro del 2007 ai 328 del 2013, mentre per la Lombardia si e&#8217; passati da 475 euro del 2007 a 322 del 2013. &#8221;Abbiamo un Vecchio Continente che ha messo fuori legge le politiche espansive e sullo sfondo della nostra denuncia c&#8217;e&#8217; un governo che non puo&#8217; scodellare la minestra per una ragione semplice: non saremo in grado di inventare risorse che non ci sono&#8221;. Intanto, si e&#8217; appreso che l&#8217;incontro tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, avra&#8217; luogo lunedi&#8217; 27 maggio alle 11.</p>
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		<title>FEC, Servizi Segreti: l&#8217;ex Vice Capo indagato per 10 mln scomparsi</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 20:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non tutte le Chiese in Italia appartengono, come verrebbe naturale credere, al Vaticano o alle Diocesi che rappresentano nelle Province italiane i &#8220;Vicariati&#8221; della Santa Sede. Molte Chiese, infatti, sono di proprietà del FEC &#8211; Fondo degli Edifici di Culto, un Ufficio importante in seno al Viminale. E si, il Capitale Culturale Italiano cui appartengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5923" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="economia3t" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t8.jpg"><img class="size-full wp-image-5923" title="economia3t" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t8.jpg" alt="Indagato Prefetto Francesco la Motta" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Indagato Prefetto Francesco la Motta</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non tutte le Chiese in Italia appartengono, come verrebbe naturale credere, al Vaticano o alle Diocesi che rappresentano nelle Province italiane i &#8220;Vicariati&#8221; della Santa Sede. Molte Chiese, infatti, sono di proprietà del FEC &#8211; Fondo degli Edifici di Culto, un Ufficio importante in seno al Viminale. E si, il Capitale Culturale Italiano cui appartengono anche le Chiese, sono una cosa seria. esse hanno un&#8217;amministrazione a se e questo &#8220;Fondo per gli Edifici di Culto&#8221; serve, o almeno dovrebbe servire, per sostenere la longevità di questi straordinari beni che rappresentano, possiamo dirlo ad alta voce, i veri musei italiani. La pietà popolare ha pagato con il suo obolo tante opera d&#8217;arte che oggi fanno della Chiesa il centro della Spiritualità e della bellezza. Si, perché la fede Cristiana, la fede in Gesù di Nazareth figlio di Maria, è una fede non solo di &#8220;bontà&#8221;, ma anche di &#8220;Bellezza&#8221;. Dirigere il FEC &#8211; Fondo degli Edifici di Culto deve essere considerato una vera missione per Donne e Uomini molto colti, ispirati dalla sensibilità dell&#8217;Arte e non dall&#8217;onnipotenza di poterne stabilire le sorti. Vi propongo questo articolo edito da www.lastampa.it a cura di Guido Ruotolo perchè si tratta di una notizia &#8220;che fa notizia&#8221;. <strong>Fabio Gallo, Direttore Editoriale Gruppo ComunicareITALIA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di www.lastampa.it &#8211; Guido Ruotolo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un buco di dieci milioni di euro. Anzi di «una cifra da definire», come è riportato nel decreto di perquisizione. Anzi che no, visto che proprio ieri è stato ritrovato in Procura un esposto arrivato dal ministero dell’Interno che denunciava e quantificava il buco in dieci milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UN INDAGATO ECCELLENTE: IL PREFETTO FRENCESCO LA MOTTA</strong><br />
Un furto, una truffa, un ammanco? Nulla di tutto questo, anzi sì, perché i reati contestati all’indagato eccellente, il <strong>prefetto Francesco La Motta</strong>, sono peculato per distrazione e corruzione. Solo che le indagini probabilmente dimostreranno che quel buco, quella voragine di dieci milioni di euro <strong>è il prodotto di un «cattivo investimento». O no?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che confusione. Procediamo con ordine. A Napoli c’è una inchiesta sul riciclaggio del clan Polverino, clan di camorra. In quell’inchiesta è coinvolto anche il prefetto La Motta, al quale viene contestata anche l’aggravante dell’articolo 7, e cioè di aver favorito l’associazione camorristica. Uno stralcio di quella inchiesta viene mandata a Roma, al <strong>pm Paolo Ielo</strong>. E quello stralcio riguarda il buco di dieci milioni di euro denunciato al Fondo Edifici di Culto (Fec) del Viminale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FEC: CHIESE DI GRANDE INTERESSE STORICO ARTISTICHE</strong><br />
Il Fec è un ente dotato di personalità giuridica e gestisce il patrimonio concordatario costituito da 700 chiese di grande interesse storico e artistico, tra cui Santa Maria del Popolo (Roma), Santa Chiara (Napoli), Santa Croce (Firenze), Santa Caterina d’Alessandria (Palermo), oltre tutte le opere d’arte custodite nelle chiese.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2003 alla fine del 2006 il prefetto La Motta è stato direttore generale per l’amministrazione del Fec, prima di essere nominato vicedirettore vicario del Sisde diventato poi Aisi, il servizio segreto interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Gentiluomo di sua Santità, La Motta ebbe diversi riconoscimenti dal Vaticano e dall’allora ministro dell’Interno prima che il suo nome comparisse, nel 2011, nell’inchiesta sulla P4, collocandolo alla corte del faccendiere piduista Luigi Bisignani. E di nuovo il suo nome conquistò la ribalta dei giornali del gossip quando si venne a sapere che suo figlio Fabio era il fidanzato dell’europarlamentare berlusconiana Barbara Matera.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre giorni fa, gli uomini del Ros dei carabinieri hanno perquisito l’abitazione del prefetto (in pensione da pochi mesi) e i suoi uffici all’ Aisi, l’ex Sisde, con il quale aveva un rapporto di consulenza-collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quello che emergerebbe dalle indagini, il prefetto La Motta avrebbe investito quei milioni del Fec in una finanziaria svizzera. Con il consenso dell’Ufficio. Solo che, all’improvviso, quella finanziaria si è prosciugata. Insomma, quei soldi investiti sono scomparsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Che fine hanno fatto i dieci milioni di euro sottratti all’amministrazione dei Fondi Edifici di culto? Il pm Paolo Ielo e gli investigatori del Ros al comando del colonnello Casagrande, stanno aspettando gli esiti di una rogatoria con la Svizzera, per capire il ruolo della finanziaria e i movimenti dei capitali del Fondo Edifici del culto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo lo scandalo dell’inchiesta napoletana sulla gestione dei Fondi per la sicurezza, che portarono alle dimissioni del vicecapo vicario della Polizia, il prefetto Nicola Izzo, indagato da Napoli (gli atti sono finiti a Roma), adesso un nuovo ciclone si abbatte sul Viminale.</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam &#8211; Io Amo l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 19:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Io Amo l'Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari amici e care amiche, se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5918" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="magdi-cristiano-allam" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg"><img class="size-full wp-image-5918" title="magdi-cristiano-allam" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg" alt="Magdi Cristiano Allam - Io Amo l'Italia" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam - Io Amo l&#39;Italia</p></div>
<p>Cari amici e care amiche,<br />
se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che “il caso” non è affatto fortuito, bensì corrisponde laicamente al nostro “destino” mentre cristianamente cela la mano della Divina Provvidenza che ci illumina della nostra “missione”. Condivido al riguardo l’allegoria con cui il <strong>cardinale Giacomo Biffi</strong>, arcivescovo emerito di Bologna, <strong>nell’omelia pronunciata nel 2008 in occasione dei suoi 80 anni</strong> disse che <strong>“il caso è il travestimento scelto da Dio per passeggiare in mezzo a noi restando in incognito”</strong>.</div>
<p style="text-align: justify;">Come non cogliere un “segno” nella decisione di mia madre Safeya, lei che da giovane donna egiziana, musulmana praticante, orfana, sfortunata con il proprio matrimonio, povera ma dignitosa, grazie all’aiuto della facoltosa famiglia italiana Caccia, titolari di un’azienda tessile al Cairo, la mia città natale, presso cui lavorava come governante della loro figlioletta Cinzia, scelse nel 1956 quando avevo quattro anni di affidarmi all’educazione e alla cura delle suore comboniane, cattoliche e italiane, nella certezza che i valori che mi avrebbero trasmesso erano da lei condivisi? Fu proprio quella scelta ad avviare un percorso che per 14 anni mi ha portato a studiare e a vivere in collegio prima dalle suore comboniane e, a partire dalla quinta elementare fino alla maturità scientifica, dai sacerdoti salesiani, consentendomi sia di nutrire un sincero amore per l’Italia percepita come la patria della libertà e della civiltà, sia di coltivare un’autentica spiritualità cristiana che mi ha donato una concezione etica dell’esistenza che mette al centro la persona fatta a immagine e somiglianza di Dio da rispettare e valorizzare sempre e comunque in quanto incarna la verità del creato, l’amore che sostanzia la nostra stessa ragion d’essere, la sacralità della vita che è il fondamento della nostra umanità, la dignità della persona che è la base della costruzione sociale, la libertà di scelta che è il fulcro della civiltà umana.</p>
<div style="text-align: justify;">Ciò che ha ispirato il mio percorso spirituale e umano sin da piccolo è il fascino della verità e la passione per la libertà. Il fatto che sia nato musulmano, da genitori musulmani, in un Paese arabo a maggioranza islamica, ma che al tempo stesso ho studiato e vissuto in un microcosmo d’Italia italiano e cattolico, mi ha sollecitato sin da piccolo a ricercare la verità, a pormi la domanda quale delle due religioni, delle due culture e delle due civiltà corrispondesse alla verità. E’ fondamentale sottolineare che la domanda e la risposta sulla verità nascono e poggiano nell’incontro con delle persone speciali, degli autentici testimoni di fede che mi hanno affascinato. Nel caso dell’islam è stata mia madre, una donna straordinaria che scelse di donare tutta se stessa per consentirmi di avere una migliore qualità d’istruzione ed un più elevato tenore di vita, a coltivare in me il fascino dell’islam dal momento che lei s’ispirava a quella religione e in essa trovava il conforto per dare un senso a un’esistenza fatta di sacrifici e talvolta di umiliazioni. Così come furono degli autentici testimoni cristiani, suore comboniane e sacerdoti salesiani, a nutrire in me il fascino di Gesù Cristo nel loro tendere quotidiano a rivivificarlo attraverso la predicazione della sua verità, affermando con l’esempio dei valori non negoziabili, perseguendo tramite le opere buone il traguardo del bene comune.</div>
<p style="text-align: justify;">Ed è nella ricerca della verità che ho scoperto la passione per la libertà. Compresi che per pervenire alla verità dobbiamo essere degli spiriti liberi, capaci di guardare in faccia alla realtà oggettiva senza mistificarla con i filtri ideologici o i pregiudizi. Fino a maturare la consapevolezza che verità e libertà sono due facce della stessa medaglia, nel senso che così come non potremmo cogliere la verità in assenza della libertà, non vi può essere la libertà che non si fondi sulla verità. Un binomio indissolubile che, dopo il mio battesimo, ho ritrovato nel passo tratto dal Vangelo secondo San Giovanni che recita “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (….)</p>
<div style="text-align: justify;">Il binomio indissolubile di verità e libertà ha ispirato il mio lungo percorso giornalistico, protrattosi per circa 35 anni, culminato nella vice-direzione del Corriere della Sera. Per me il giornalismo è stato essenzialmente una voglia immensa dell’incontro autentico e profondo con la persona quale incarnazione della vita e dell’amore, nella ricerca appassionata della verità salvaguardando sempre e comunque la libertà interiore. Ho misurato il mio successo giornalistico nel riuscire, giorno dopo giorno, ad aggiungere persone nuove realmente incontrate e che scelgono di aprirsi con me, finendo per entrare a far parte di una famiglia allargata fatta di fraternità e di solidarietà.</div>
<p style="text-align: justify;">E’ stato soprattutto l’incontro con il pensiero e la persona di Benedetto XVI a farmi scoprire il secondo binomio indissolubile di fede e ragione. Il Santo Padre dimostra la sua unicità quale autentico testimone di fede e ragione nella sua capacità a confermarci, partendo dalla ragione, che i valori non negoziabili sostanziano l’essenza della nostra comune umanità e che al tempo stesso sono parte integrante dell’autentica fede cristiana. La straordinarietà del cristianesimo risiede proprio nel fatto che fede e ragione convivono armoniosamente, riflettendo l’unitarietà e la simbiosi del Dio che sceglie di farsi uomo.</p>
<div style="text-align: justify;">Da quando nell’aprile del 2003 lo Stato italiano decise di affidarmi una scorta gestita dall’Arma dei Carabinieri, notificandomi una condanna a morte decisa dal movimento terrorista islamico Hamas per la mia denuncia pubblica del terrorismo suicida che massacra gli israeliani, sono stato costretto ad approfondire la conoscenza del Corano e di Maometto, dal momento che coloro che condannano a morte invocano i versetti del loro testo sacro ed evocano le gesta del loro profeta. Ho dovuto riconoscere che loro hanno assolutamente ragione perché effettivamente il Corano è pieno di incitamenti all’odio, alla violenza e alla morte nei confronti dei non musulmani, così come effettivamente Maometto si è reso responsabile di crimini contro l’umanità massacrando coloro che non si sottomettevano al suo arbitrio, come quando nel 628 partecipò personalmente allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Quraiza nei pressi di Medina.</div>
<p style="text-align: justify;">Ho pertanto ripudiato pubblicamente l’islam  prendendo atto che è fisiologicamente violento, incompatibile con i diritti fondamentali della persona e i valori non negoziabili, così come è storicamente conflittuale per la determinazione a sottomettere il prossimo costi quel che costi. Tuttavia sono del tutto convinto che dobbiamo distinguere nettamente tra la dimensione della religione e la dimensione delle persone che non sono mai la trasposizione automatica e acritica dei dogmi della fede. Pur nella consapevolezza che non esiste un islam moderato, sono certo che ci sono dei musulmani moderati con cui si può e si deve dialogare e convivere, sulla base della condivisione dei valori non negoziabili, del rispetto di regole che sostanziano diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente, del perseguimento del bene comune. Sono pertanto contrario sia al relativismo religioso che ci porta, partendo dall’imperativo dell’amore per il prossimo, a sposare legittimandola la religione del prossimo anche se i suoi contenuti sono incompatibili con i valori non negoziabili, sia alla deriva del razzismo che, partendo dalla condanna della religione del prossimo, sfocia nella condanna dell’universo delle persone che ad essa fanno riferimento come se fossero dei cloni e formassero un blocco monolitico.</p>
<div style="text-align: justify;">Il dono del battesimo e il regalo incommensurabile del riceverlo dalle mani del Papa nella notte della Veglia pasquale il 22 marzo 2009, ha rappresentato lo spartiacque nella mia vita. Da allora tutto è cambiato dentro e fuori di me. Nel mio tendere sempre più alla verità di Cristo, ho maturato il convincimento che fosse arrivato il momento di passare dalla testimonianza della verità nella libertà tramite la scrittura o la parola, alla testimonianza tramite le opere. Ancora una volta non considero un caso che subito dopo il mio battesimo Benedetto XVI per due volte lanciò un appello alla presenza di una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica.</div>
<p style="text-align: justify;">Il 30 novembre 2008 all’Hotel Aldero di Fabrica di Roma, in provincia di Viterbo, annunciai la nascita insieme a cinquanta soci fondatori del movimento di testimonianza identitaria e di impegno culturale “Protagonisti Per l’Europa Cristiana”. Il  28 e il 29 novembre 2009 all’Hotel Le Robinie a Solbiate Olona, in provincia di Varese, è stato deciso all’unanimità da parte di circa 250 delegati la confluenza in un nuovo movimento politico, “Io amo l’Italia”, con l’obiettivo di tradurre in fatti la verità che si afferma e i valori in cui si crede. Questa scelta di impegno nella politica si traduce nel convincimento che ciascuno di noi per realizzarsi pienamente deve corrispondere ad una dimensione olistica che coniuga armoniosamente la conoscenza, i valori e le opere.</p>
<div style="text-align: justify;">“Io amo l’Italia” s’impegna ad affermare una concezione etica della cultura politica affinché sia effettivamente servizio alla collettività, a favorire un nuovo modello di sviluppo che si ispiri all’economia sociale di mercato coniugando la libertà d’impresa con il bene comune, a promuovere un nuovo modello sociale che metta al centro la cultura della vita. “Io amo l’Italia” ambisce ad essere il punto di riferimento e di certezza dei valori non negoziabili che sostanziano l’essenza della nostra umanità e delle regole che sono alla base della nostra civiltà. “Io amo l’Italia” è un movimento politico confederale, aperto al concorso di tutte le persone di buona volontà, di tutte le associazioni e dei movimenti che condividono i valori non negoziabili, credono nella certezza delle regole e perseguono il bene comune. “Io amo l’Italia” si presenta come soggetto politico rappresentativo del territorio in cui si radica assumendone la denominazione, ad esempio “Io amo Bologna” o “Io amo la Sicilia”, mantenendo sempre il legame indissolubile con il movimento nazionale il cui nome resta fisso nella parte sottostante il logo che ritrae la bandiera italiana con una grande croce stilizzata gialla, ideato e disegnato da Giorgio Forattini.</div>
<p style="text-align: justify;">Alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 sono stato eletto deputato al Parlamento Europeo, dopo essermi candidato da indipendente a capolista della lista dell’Udc nella circoscrizione del Nord-Ovest, aggiudicandomi circa 40 mila voti. Il 28 e il 29 marzo 2010 mi sono candidato alla presidenza della Regione Basilicata conquistando circa il 9 per cento dei consensi pari a circa 30 mila voti.</p>
<div style="text-align: justify;">Il mio impegno, alla guida di “Io amo l’Italia”, è di promuoverlo a soggetto politico nazionale quale punto di certezza sul piano dei valori non negoziabili e della certezza delle regole, capace di attrarre il consenso da parte di tutti coloro che sono nauseati o disillusi dalla politica o che vivono con sofferenza la loro presenza nelle formazioni di destra, di centro e di sinistra che si sono ridotte ad essere consorterie d’affari senza alcuna specificità valoriale e identitaria. Contemporaneamente mi impegnerò per dare un’anima all’Europa, affinché cessi di esistere un semplice colosso di materialità che si vergogna della verità storica delle proprie radici giudaico-cristiane, che svende i propri valori e tradisce la propria identità.</div>
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		<title>Magdi Cristiano Allam chiede dimissioni del Ministro Kyenge: &#8220;Ha giurato il falso&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 19:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia & Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Io Amo l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Kyenge]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>

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		<description><![CDATA[A cura di www.ioamolitalia.it Io amo l&#8217;Italia denuncia il fatto che la Kyenge ha giurato il falso sulla Costituzione, perché chi dice “non potrei essere interamente italiana” non può giurare di esercitare le sue funzioni nell&#8217;interesse “esclusivo” della nazione. IL NEO MINISTRO KYENGE IL 28 APRILE GIURA FEDELTA&#8217; ALL&#8217;ITALIA Nell&#8217;assumere il suo incarico, domenica 28 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5910" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="magdi-cristiano-allam" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam2.jpg"><img class="size-full wp-image-5910" title="magdi-cristiano-allam" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam2.jpg" alt="Magdi Cristiano Allam Leader di &quot;Io Amo l'Italia&quot;" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam Leader di &quot;Io Amo l&#39;Italia&quot;</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di www.ioamolitalia.it</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io amo l&#8217;Italia denuncia il fatto che la Kyenge ha giurato il falso sulla Costituzione, perché chi dice “non potrei essere interamente italiana” non può giurare di esercitare le sue funzioni <strong>nell&#8217;interesse “esclusivo” della nazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL NEO MINISTRO KYENGE IL 28 APRILE GIURA FEDELTA&#8217; ALL&#8217;ITALIA</strong><br />
Nell&#8217;assumere il suo incarico, domenica 28 aprile al Quirinale, la Kyenge aveva pronunciato la formula rituale: <strong>“Giuro di essere fedele alla Repubblica</strong>, <strong>di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell&#8217;interesse esclusivo della nazione”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MINISTRO KYENGE IL 3 MAGGIO AFFERMA DI NON POTERE ESSERE INTERAMENTE ITALIANA</strong><br />
Ma nella sua prima conferenza stampa a Palazzo Chigi venerdì 3 maggio ha detto: “Sono italo-congolese e, tengo a sottolinearlo, sono italo-congolese perché appartengo a due culture, a due paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana, non potrei essere interamente congolese, ciò giustifica anche la mia doppia identità, ciò giustifica ciò che io mi porto dietro. Questa è la prima cosa con cui io vorrei essere definita”.</p>
<div id="attachment_5912" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="Ministro-Kyenge" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge1.jpg"><img class="size-full wp-image-5912" title="Ministro-Kyenge" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge1.jpg" alt="Il Ministro Cecile Kienge" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Il Ministro Cecile Kienge</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>IO AMO L&#8217;ITALIA DENUNCIA CHE IL MINISTRO CONTINUA AD ESSERE PORTAVOCE DI &#8220;PRIMO MAGGIO&#8221;</strong><br />
Io amo l&#8217;Italia denuncia inoltre il fatto che <strong>la Kyenge continua ad essere la portavoce nazionale dell&#8217;associazione “Primo marzo”</strong> che a partire dal 2009 ha promosso lo “sciopero degli immigrati”. C&#8217;è una incompatibilità di fondo tra il giurare di servire l&#8217;interesse “esclusivo” della nazione e il promuovere un movimento antagonista agli italiani a partire dal rifiuto dell&#8217;identità italiana che dovrebbe essere sostituita da “un&#8217;anima orgogliosamente meticcia”.<br />
Nel manifesto programmatico si chiarisce che <strong>il movimento è “dotato in partenza di un&#8217;anima orgogliosamente meticcia,</strong> da subito ha riunito italiani, migranti, seconde generazioni: tutti accomunati dal rifiuto del razzismo e della cultura dell&#8217;esclusione”.<br />
<strong>PRIMO MARZO RIVENDICA LO &#8220;IUS SOLI&#8221;, LA DEPENALIZZAZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITA&#8217;, LA CHIUSURA DEI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE</strong><br />
Il movimento Primo Marzo rivendica lo ius soli, la depenalizzazione del reato di clandestinità, la chiusura dei Cie (Centri di identificazione e espulsione) dei clandestini, l&#8217;apertura incondizionata delle frontiere, il diritto assoluto degli immigrati a insediarsi in qualsiasi parte d&#8217;Italia e del mondo desiderino.<br />
“Crediamo che lo strumento dello sciopero sia il modo più forte per portare avanti questa lotta, migranti e italiani insieme contro i ricatti, contro il razzismo, contro lo sfruttamento e per chiedere:</p>
<p style="text-align: justify;">- l’abrogazione della Bossi-Fini e, in particolare, del nesso tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno (“contratto di soggiorno”);<br />
- per contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento dei lavoratori migranti: rivendichiamo l’applicazione e l’estensione dell’articolo 18 del testo unico sull’immigrazione come tutela per tutti i lavoratori che denunceranno di essere stati costretti all’irregolarità del lavoro<br />
- l’abrogazione del reato di clandestinità e del pacchetto sicurezza che già oggi rappresentano provvedimenti fuori legge perché in netta contrapposizione con la direttiva europea sui rimpatri;<br />
- l&#8217;abolizione del permesso di soggiorno a punti e l’attivazione di misure, anche di tipo economico, atte a garantire il diritto ad apprendere l’italiano e a studiare;<br />
- la chiusura dei CIE;<br />
- una regolarizzazione che sia una soluzione reale e rispettosa dei diritti umani e della dignità delle persone per le vittime della sanatoria truffa;<br />
- il passaggio dal concetto di ius sanguinis a quello di ius soli come cardine per il riconoscimento della cittadinanza e una legge che garantisca l’esercizio della piena cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia,<br />
- il riconoscimento del diritto di scegliere dove vivere e stabilire la propria residenza, diritto quanto mai fondamentale in un’epoca come quella che stiamo attraversando in cui tutti siamo potenziali migranti;<br />
- una legge organica e adeguata per la tutela dei rifugiati e dei richiedenti asilo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MINISTRO HA AMMESSO DI ESSERE ENTRATA DA IRREGOLARE IN ITALIA. DUNQUE UN IRREGOLARE SA DI POTER DIVENTARE ANCHE MINISTRO ELUDENDO LE LEGGI ITALIANE</strong><br />
Sempre a proposito della clandestinità, intervendo su Rai Tre il 5 maggio la Kyenge ha ammesso: <strong>“Sono entrata da irregolare in Italia”</strong>. Ha ribadito che il reato di immigrazione clandestina va abolito e ha assicurato che la legge sul diritto di cittadinanza e voto agli stranieri nati in Italia è in dirittura d’arrivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Io amo l&#8217;Italia denuncia ugualmente l&#8217;incompatibilità tra la funzione di ministro della Repubblica e la pubblica esaltazione della poligamia, ciò che contrasta con la nostra Costituzione e con le nostre leggi. La Kyenge, su RaiTre il 5 maggio, ha elogiato la poligamia dicendo di far parte di una famiglia con 38 fratelli, figli di un padre cattolico con 4 mogli contemporaneamente: “Crescere con tanti fratelli mi dà l’idea di vivere all’interno di una comunità. Facilita i rapporti con l’altra parte della società, al di fuori della famiglia”. La Kyenge valuta positivamente il connubio tra il cattolicesimo e la poligamia: “Questi sono paesi dove religione e tradizione hanno imparato a convivere”.</p>
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		<title>Ministro Kyenge, Magdi Allam: &#8221;Ha giurato il falso, deve dimettersi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 18:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia & Pace]]></category>
		<category><![CDATA[cecile kienge]]></category>
		<category><![CDATA[falso]]></category>
		<category><![CDATA[gaffe letta]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[A cura di Antonoi Nasso  - vedi www.repubblica.it  Dopo gli insulti e le minacce, arriva anche la prima richiesta di dimissioni per il neo ministro all&#8217;Integrazione Cecile Kyenge. CECILE KYENGE HA GIURATO IL FALSO &#8220;Ha giurato il falso sulla Costituzione perché alla prima conferenza stampa dopo la sua nomina, ha detto di non sentirsi completamente italiana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5905" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="Ministro-Kyenge" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge.jpg"><img class="size-full wp-image-5905" title="Ministro-Kyenge" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge.jpg" alt="Ministro-Kyenge" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Ministro-Kyenge</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Antonoi Nasso  - </strong>vedi <span style="color: #0000ff;"><a href="http://video.repubblica.it/politica/kyenge-magdi-allam-ha-giurato-il-falso-deve-dimettersi/128004/126505" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.repubblica.it </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo gli insulti e le minacce, arriva anche la prima richiesta di dimissioni per il neo ministro all&#8217;Integrazione <strong>Cecile Kyenge</strong>.<br />
<strong>CECILE KYENGE HA GIURATO IL FALSO<br />
</strong>&#8220;Ha giurato il falso sulla Costituzione perché alla prima conferenza stampa dopo la sua nomina, ha detto di non sentirsi completamente italiana.<br />
<strong></strong></p>
<div id="attachment_5906" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="magdi-cristiano-allam" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam1.jpg"><img class="size-full wp-image-5906" title="magdi-cristiano-allam" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam1.jpg" alt="Magdi Cristiano Allam" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>CECILE KYENGE DEVE DIMETTERSI. LO DICE MAGDI CRISTIANO ALLAM</strong><br />
E&#8217; una cosa inaccettabile per un ministro della Repubblica&#8221;, ha polemizzato il <strong>leader di &#8220;Io amo l&#8217;Italia&#8221;</strong>, <strong>Magdi Cristiano Allam</strong>. &#8220;Tengo a precisare che la mia richiesta di dimissioni non ha niente a che fare con gli inaccettabili insulti razzisti subiti dalla Kyenge in questi giorni, ma solo con le politiche di meticciato che ha in mente, che danneggerebbero il nostro Paese&#8221;, ha precisato Allam</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mamme: attente a integratori fai da te</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 17:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[integratori]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione agli integratori a base di piante medicinali: nei bambini e&#8217; assolutamente sconsigliato il fai-da-te. Se infatti tali prodotti possono risultare efficaci per disturbi per cui non esiste un farmaco di riferimento, serve il controllo del pediatra. Ad affermarlo sono gli esperti al Congresso nazionale della Societa&#8217; italiana di pediatria, che invitano a controllare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5902" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="integratori-faidate" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/integratori-faidate.jpg"><img class="size-full wp-image-5902" title="integratori-faidate" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/integratori-faidate.jpg" alt="Attenzione a integratori fai da te" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Attenzione a integratori fai da te</p></div>
<p style="text-align: justify;">Attenzione agli integratori a base di piante medicinali: nei bambini e&#8217; assolutamente sconsigliato il fai-da-te. Se infatti tali prodotti possono risultare efficaci per disturbi per cui non esiste un farmaco di riferimento, serve il controllo del pediatra. Ad affermarlo sono gli esperti al Congresso nazionale della Societa&#8217; italiana di pediatria, che invitano a controllare il dosaggio degli integratori, &#8221;difficile capire dato che non c&#8217;e&#8217; obbligo di inserire i foglietti illustrativi&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Economia sommersa senza ipocrisia: parliamoci chiaro</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 16:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
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		<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli Il sito online del settimanale francese Le Point (7-8 maggio 2013) ha pubblicato un’intervista con Eric Vernier, specialista nel campo del riciclaggio del denaro e autore di un volume appena pubblicato e intitolatoTechniques de blanchiment et moyens de lutte (Dunod, 2013). L’intervista prende spunto da uno studio pubblicato dalla società di carte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5894" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="economia3t" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t7.jpg"><img class="size-full wp-image-5894" title="economia3t" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t7.jpg" alt="l'Economia sommersa, diffusa e senza ipocrisia" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">l&#39;Economia sommersa, diffusa e senza ipocrisia</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Alessandro Corneli</strong></p>
<p>Il sito online del settimanale francese <em>Le Point</em> (7-8 maggio 2013) ha pubblicato un’intervista con Eric Vernier, specialista nel campo del riciclaggio del denaro e autore di un volume appena pubblicato e intitolato<em>Techniques de blanchiment et moyens de lutte </em>(Dunod, 2013). L’intervista prende spunto da uno studio pubblicato dalla società di carte di credito Visa, secondo il quale il peso dell’economia parallela (lavoro in nero, transazioni legali non dichiarate) sarebbe diminuito in Europa dal 19% del Pil nel 2011 al 12% del Pil nel 2012 e la sua riduzione proseguirebbe anche nel 2013 nonostante la congiuntura economica negativa che spinge a moltiplicare le attività economiche non dichiarate.</p>
<p>Vernier, nell’intervista, si dichiara sbalordito dai dati forniti dallo studio del gruppo Visa, affermando che è difficile dare delle cifre esatte in un settore che per definizione è difficile da quantificare, anche se è possibile rilevare alcune tendenze. Secondo dati comunemente accettati, <strong>il lavoro nero e le transazioni non dichiarate girano intorno a 5mila miliardi di dollari all’anno in tutto il mondo</strong>. Lo studio del gruppo Visa non prende in considerazione la cifra d’affari della droga, della criminalità organizzata e del traffico di organi, che rappresentano una percentuale importante.</p>
<p>Offre poi alcuni dati relativi alla Francia, secondo i quali il 10% del Pil deriverebbe dall’economia sommersa. (<strong>In Italia è al 20% del Pil, pari a circa 350 miliardi di euro all’anno</strong>). Ma, si chiede, questo significa forse che il restante 90% è a posto? Niente affatto. Per due motivi : poiché sono troppo pochi i controllori e perché<strong> la lotta contro le frodi al fisco è decisa a livello politico</strong> : colpire più un settore e meno un altro. Inoltre, non sono solo i disoccupati e i precari a fare ricorso al lavoro nero. Ci sono pensionati che vogliono arrotondare la pensione, e lo stesso per alcuni lavoratori. <strong>Il lavoro sommerso è molto più esteso di quanto si crede</strong>. Poi ci sono le imprese che fanno ricorso al lavoro in nero, spesso con lavoratori stranieri, <em>sans papiers</em>. Accade che su 50 lavoratori, 30 siano in nero. Naturalmente lo Stato ci perde in entrate fiscali e ritenute previdenziali,<strong>ma il denaro guadagnato in nero viene speso nell’economia reale</strong> e parecchie transazioni non avverrebbero se dovessero essere dichiarate.</p>
<p>Sul dato della riduzione dell’economia sommersa, Vernier afferma che <strong>se il lavoro in nero diminuisce, è perché il lavoro nel suo complesso diminuisce</strong>. Anche l’economia parallela segue la congiuntura e non bisogna pensare a un ravvedimento di chi opera in questo modo a causa di una presa di coscienza civile. La lotta all’evasione fiscale è importante, gli annunci sono interessanti, ma è troppo presto per pronunciarsi. Possiamo riorganizzare l’amministrazione, le regole per il pagamento delle tasse e rafforzare i mezzi di lotta contro la frode, ma ci sarà sempre un limite al di sotto del quale non è possibile scendere. Sarebbe utile, ma non possibile.</p>
<p>Se questo viene detto della Francia e sulla Francia, che ha una tradizione amministrativa di efficienza alla quale l’Irtalia non si può paragonare, e se, comunque, <strong>l’economia sommersa rappresenta in tutta Europa una quota di Pil non indifferente</strong>, è solo grazie a un ripensamento generale dell’attività economica, dei sistemi fiscali, dei controlli e del ruolo dello Stato che si può pensare di ridurre il fenomeno a dimensioni accettabili, partendo anche dal principio che l’austerità non va in questa direzione.</p>
<p>Per avere un’idea della complessità del fenomeno – contro chi prospetta soluzioni facili – è opportuno riferirsi a studi sistematici, dai quali risulta che il fenomeno si presenta, con variazioni percentuali tra paesi e territori, dal punto di vista delle imprese, in modo differenziato tra:</p>
<p>-   <strong>imprese trasgressive</strong>, del tutto visibili e conformi alle principali incombenze normative, ma con una elevata propensione ad organizzare evasione ed elusione fiscale e contributiva, a forzare l’utilizzo degli strumenti di flessibilità lavorativa e l’out-sourcing, a praticare sistemi di retribuzione non conformi a quella reale;</p>
<p>-   <strong>imprese minimaliste</strong>, che rispettano al minimo i requisiti di regolarità (come iscrizione al registro ditte, posizione fiscale e previdenziale) ma utilizzano una quota degli occupati totalmente in nero, con un diffuso occultamento fiscale, con una copertura parziale, e spesso solo formale, dei diversi obblighi connaturati a una corretta attività produttiva;</p>
<p>-   <strong>imprese mimetiche</strong>, generalmente di piccole dimensioni, attorno ai 5-10 addetti, totalmente sommerse, anche grazie  al tipo di attività (servizi, edilizia) che non impone una sede visibile;</p>
<p>-   il <strong>formicaio</strong>, micro imprese o unità di lavoro individuali, con o senza partita IVA, in settori che per tipo di domanda (lavoro domestico o di cura presso famiglie) o contenuti del servizio (nuove tecnologie, attività professionali etc.) possono fruire di un elevato grado di nascondimento.</p>
<p>Dal punto di vista del mercato del lavoro, si trovano le seguenti categorie:</p>
<p>-   <strong>lavoratori regolari</strong>, che svolgono prestazioni in nero, in forma autonoma o subordinata, come seconda attività nello stesso ambito lavorativo o in diverso settore/ unità produttiva;</p>
<p>-   occupati alle dipendenze con <strong>condizioni minime di regolarità</strong>, ma con gran parte delle prestazioni non registrate sia ai fini fiscali che contributivi (straordinari, premi etc.);</p>
<p>-   lavoratori con <strong>contratti atipici o soci in cooperative di comodo</strong>, le cui forme contrattuali eludono l’effettiva condizione di occupati alle dipendenze;</p>
<p>-   dipendenti che accettano <strong>retribuzioni</strong> inferiori a quelle dichiarate;</p>
<p>-   lavoratori autonomi e professionisti <strong>irregolari</strong>;</p>
<p>-   dipendenti totalmente irregolari (<strong>non dichiarat</strong>i, con retribuzioni totalmente in nero);</p>
<p>-   <strong>immigrati irregolari</strong>.</p>
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		<title>Mada &#8216;Adam&#8217; Kabobo, ganese e irregolare, è  l&#8217;assassino che ha ucciso barbaramente tre italiani. E ora?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 14:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Il Parlamentare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[ganese]]></category>
		<category><![CDATA[Mada 'Adam' Kabobo]]></category>
		<category><![CDATA[MIlano]]></category>
		<category><![CDATA[uccidere]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5884" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a class="lightbox" title="ganese-uccide-italiani" href="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ganese-uccide-italiani.jpg"><img class="size-full wp-image-5884" title="ganese-uccide-italiani" src="http://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ganese-uccide-italiani.jpg" alt="Ganese uccide tre Italiani con un piccone" width="469" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Ganese uccide tre Italiani con un piccone</p></div>
<p style="text-align: justify;">La notizia è semplice: un immigrato irregolare, con precedenti, quindi conosciuto dagli organi preposti alla Pubblica Sicurezza, ha preso un piccone e ha ammazzato barbaramente, infierendo sulle povere vittime, tre italiani. pare che la loro unica colpa sia stata quella di essere nati in Italia. E Ora? Se le forze dell&#8217;Ordine conoscevano già questo assassino perché aveva precedenti, come mai gli è stato consentito di rimanere in Italia? Non era mica un lavoratore! Pur volendo rimanere quanto più possibile terzi alle questioni che sono già gravi per conto loro, in Italia, nello Stato, c&#8217;è qualcosa di molto grave che non va e che deve essere riparato. Non possiamo dire che la colpa sia delle Forze dell&#8217;Ordine, ci mancherebbe. Esse, come tutti noi, raccolgono il sangue da terra. Ma se esse devono attendere che un irregolare (che non si sa chi è) debba uccidere nostro padre, nostra madre o una mamma di figli, appare chiaro che il cancro è nella politica che, con le sue metastasi, sta facendo morire tutta l&#8217;Italia. Le leggi italiane sono efficaci con chi si appropria di una mela per fame o contro chi difende i propri diritti. Non sono efficaci con questi criminali e loro lo sanno. Sanno che in Italia nelle carceri si mangia bene e, se sei drogato o alcolizzato esci presto e nessuno ti tocca. sanno che se devi commettere un crimine è sufficiente sniffare un po di cocaina e così, incapace di intendere e di volere, sei fuori. Sanno che esistono avvocati che per danaro sono capaci di tutto. Conoscono il codice penale e civile meglio di un magistrato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MADA &#8216;ADAM&#8217; KABOBO &#8211; GANESE, E&#8217;  L&#8217;ASSASSINO</strong><br />
L&#8217;ANSA riporta <em>&#8220;è <strong>Mada &#8216;Adam&#8217; Kabobo</strong>, un giovane ghanese irregolare e con precedenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all&#8217;espulsione. Secondo indiscrezioni, successivamente sarebbe stato identificato durante un normale controllo circa un mese fa anche a Milano.&#8221;</em> ILPARLAMENTARE<br />
<strong>Qualcosa non va e questa è la notizia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">ANSA &#8211; Lo straniero fermato stamani a Milano, dai carabinieri, dopo aver aggredito tre uomini a picconate, uno dei quali &#8211; un 40enne che era stato ricoverato in condizioni disperate nella clinica Città Studi &#8211; è poi deceduto, è <strong>Mada &#8216;Adam&#8217; Kabobo</strong>, un giovane ghanese irregolare e con precedenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all&#8217;espulsione. Secondo indiscrezioni, successivamente sarebbe stato identificato durante un normale controllo circa un mese fa anche a Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">LA DINAMICA DELL&#8217;AGGRESSIONE &#8211; Secondo quanto riferito dai carabinieri a essere stati aggrediti, tutti per strada, casualmente, in quello che appare come un gesto folle, sono stati un uomo di 40 anni, poi deceduto, colpito da una picconata alla testa in piazza Belloveso, un 64enne ferito anch&#8217;egli al capo, e un 21enne, colpito più volte alla schiena, forse mentre cercava di scappare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo era stato ricoverato in condizioni disperate alla clinica Città Studi, il secondo, dopo essere stato rianimato, in codice rosso al Policlinico, e il terzo, il meno grave ma anch&#8217;egli in codice rosso, a Niguarda. Il 118 ha ricevuto le chiamate di soccorso, a breve distanza l&#8217;una dall&#8217;altra, tra le 6.30 e le 6.35.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tragico episodio è accaduto poco dopo le 6.30 del mattino in un quartiere periferico di Milano quando l&#8217;aggressore ha cominciato a colpire i passanti, per fortuna rari, trovati in strada a quell&#8217;ora ferendone tre rispettivamente in piazza Belloveso, in via Adriatico e in via Monterotondo.</p>
<p style="text-align: justify;">FERITORE HA INFIERITO SULLE VITTIME &#8211; Mada &#8216;Adam&#8217; Kabobo, il ghanese irregolare e senza fissa dimora di 21 anni che stamani, a Milano, ha ferito tre persone (una delle quali poi è deceduta) ha infierito sulle vittime con folle ferocia. Il particolare è emerso dalle testimonianze raccolte dai carabinieri intervenuti sul posto, che lo hanno immobilizzato e fermato. L&#8217;uomo, irregolare e con precedenti, che era in evidente stato di alterazione, ha agito in modo seriale, ferendo gravemente i tre passanti in tre strade limitrofe in appena 10 minuti. Su almeno due delle tre ha agito colpendo con ferocia, anche dopo che le sue vittime erano riverse a terra. In particolare, nel caso dell&#8217;uomo ferito in piazza Belloveso (poi deceduto in ospedale) ha infierito con quattro colpi alla testa, che hanno causato la rottura della teca cranica, e un colpo all&#8217;addome. Il ferito più giovane, aggredito in via Monte Rotondo, è stato colpito tra spalle, collo e testa. Anch&#8217;egli versa in condizioni gravissime. Prima di allontanarsi l&#8217;omicida ha portato via cellulari e portafogli, ma secondo gli investigatori è poco probabile che una tale violenza si possa inquadrare con un movente legato alla semplice rapina.</p>
<p style="text-align: justify;">PARROCO, SCONCERTO TRA LA GENTE &#8211; &#8220;Le persone che ho sentito dicono che si tratterebbe del gesto di un folle, ma sono commenti del momento, certo sono tutti sconcertati ma di più non saprei dire, ho avuto frammentarie notizie dai miei parrocchiani&#8221;: lo ha detto all&#8217;ANSA, contattato telefonicamente, il parroco della chiesa di S. Martino in Niguarda, che si trova in piazza Belloveso, nei pressi del luogo dell&#8217;aggressione. &#8220;Io stamani &#8211; spiega il sacerdote &#8211; quando sono sceso dall&#8217;abitazione per aprire la chiesa ho sentito le sirene di polizia e carabinieri. Poi alcuni parrocchiani mi hanno detto che c&#8217;era stata questa cosa, si sono formati capannelli di persone che commentavano l&#8217;accaduto. Certo c&#8217;era un po&#8217; di preoccupazione tra i miei parrocchiani ma adesso la situazione é sotto controllo&#8221;.</p>
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