I Giovani italiani si stanno incazzando: diciamo il perché?

Giovani su Il Parlamentare.it

Perché

Perché i giovani sono incazzati? Forse perché non possono parlare o, forse, perché nessuno li ascolta neanche quando urlano. Anche il Presidente della Repubblica Napolitano lancia un messaggio chiaro innanzi a tutte le forze politiche riunite al Quirunale quando afferma che questa politica non è un esempio positivo per i giovani italiani. E se i giovani avessero ragione? Qualcuno si è chiesto se l’Università è nata per il bene dei Professori o per il bene degli studenti? Quando è stata fatta la legge che impedisce ai professori di assumere tutta la famiglia e magari l’intero condominio? E’ vero che è in atto una irrefrenabile fuga di cervelli? E’ vero o no che tranne alcuni baronati la ricerca universitaria italiana è stata letteralmente inginocchiata? Perché i nostri giovani appena varcano il confine geografico e culturale dell’Italia trovano sistemazione e applicazione in progetti di ricerca di ogni tipo? Come mai si parla di Innovazione e poi nessuno finanzia progetti innovativi? Ne potete esibire uno solo che sia opera di giovani? Lo sapete che GOOGLE è un progetto di due giovani ed è grazie ai giovani che oggi tutti smanettiamo su internet, accediamo alle informazioni per lo studio, la ricerca, il turismo, la sanità, il divertimento, la condivisione, ai social networks, eccetera eccetera? Come mai alle regioni come la Calabria si stanziano miliardi di Euro dall’Europa e non si finanziano progetti concreti per i giovani? Perché in Italia muore il Turismo davanti agli occhi di tutti e la RAI e qualche altra Televisione nazionale si ostinano a farle una respirazione bocca a bocca tentata dai Ministri di turno, invece di dare spazio a giovani capaci di creare qualche decina di migliaia di posti di lavoro con idee innovative e realmente concorrenziali con il resto del mondo? Perché stanno morendo i mestieri che hanno generato l’Arte e la Cultura italiana e pensiamo che il futuro dell’economia possa essere Made in Italy?

Ma cosa vogliono questi giovani rompiscatole oggi? Lavorare? Ma come si permettono! In Italia c’è un sacco di gente che non lavora e prende uno stipendio e questi pretendono di lavorare?

Potremmo continuare all’infinito con le domande e nessuno risponderebbe mai. La verità è che ormai siamo giunti ad una situazione di tale indifferenza ai problemi altrui, inclusi quelli dell’intera società, che sono veramente pochi coloro i quali si fermano un attimo per interrogarsi che cosa, per davvero, è meglio fare. Basta guardare nella cornice barocca e dorata la classe politica italiana per capire se ci sono o no le condizioni per prendere decisioni forti e capaci di creare una vera inversione culturale. Forse il problema è più profondo: il problema è dentro la persona.

 

Parliamone.

Penso che i giovani chiedano solo certezze e niente di più. I giovani di oggi sono molto migliori di quelli della generazioni passate e sarà sempre così in perpetuo perché sono sempre loro a pagare il conto per tutti coloro i quali in passato hanno operato male e procurato lacune incolmabili sia nel mondo istituzionale che in quello del lavoro. Per non parlare di Sanità, Ambiente, Economia del Turismo, ecc.

La verità è che i giovani di oggi ci sono i politici del domani che saranno migliori di quelli di oggi e di ieri. Fermiamoci e facciamoli parlare perché noi abbiamo accettato la globalizzazione e loro sono il futuro.

I nostri padri di certo non erano persone poco disponibili al sacrificio visto che sono stati capaci di rinascere dalle polveri della guerra per darci un futuro diverso. Ma se chiediamo loro cosa ne pensano dell’attuale situazione, non sono neanche capaci di comprenderla. Non si sa cosa combattere, a cosa resistere, non si sa dove andare.

Mancano mediatori culturali capaci di discernere tra un progetto da finanziare perché è una marchetta dell’Onorevole e un progetto indispensabile per il Territorio, per i Giovani, per il futuro di una collettività. Il Governo dovrebbe attivare subito per ogni territorio una serie di mediatori con il compito di mediare tra le esigenze dei Giovani e i politici che sono al Governo che, per uno strano paradosso, perdono la percezione capillare delle vere esigenza perché su di esse prevale il programma politico e la promessa da mantenere fatta prima delle elezioni.

Una crisi evidentissima di valori sta aggredendo il cuore degli italiani. Essa si riflette nelle Istituzioni tutte che diventano esecuzione militare e non civile di una democrazia in crescita. E così assistiamo alle faide che escono dalla Calabria di San Luca per entrare ancora più efferate ad evolversi nei Palazzi di Giustizia ove assistiamo a lotte all’ultimo sangue tra Magistrati, nella Palazzi della Politica per assistere ad una lotta fuoriclasse all’ultimo colpo e negli stessi partiti che cadono a pezzi nonostante poteri di ogni tipo che cercano di compattarli.

Anche la Chiesa paga il buio che incombe nell’individuo e non ci si riferisce alle spiacevoli piaghe procurate dal sesso e basta. Piuttosto ad una Chiesa sempre e troppo accomodante e a volte al punto tale da non vedere quanto e come si calpestano i diritti dell’Uomo che incarna Cristo stesso. I fatti dell’istituto Papa Giovanni XXII di Serra d’Aiello, il Paradiso degli infermi di mente diventato un inferno di proprietà dell’Arcidiocesi di Cosenza e Bisignano ove sono scomparsi milioni di Euro e 12 persone. Solo un esempio tra tanti che mostra le piaghe profonde e inguaribili di una umanità che se non è capace di guardare dentro se, è totalmente alla deriva.

Tra i fatti estremamente positivi, invece, è l’equilibrio e la lungimiranza di Benedetto XVI e di una prelatura illuminata veramente che nonostante le cannonate che giungono da lontano hanno compreso che a loro tocca il difficile compito di rialzare da terra e spolverare le ginocchia di questa umanità che cade continuamente. E questa volta per davvero. I Giovani di oggi hanno bisogno di avere la Chiesa per davvero vicina e che non tema di essere interprete delle esigenze umane e spirituali di tanti giovani perché il diritto allo studio, alla salute, al lavoro, alla vita, sono baluardi che le anime sacerdotali debbono difendere prima di ogni altro. Anche la differenza in ambito di formazione è tangibile. Le Università che fanno capo alla Chiesa, in Italia, sono ciò che dovrebbero essere quelle in seno alla Stato. Dunque la causa è nella capacità di gestire un progetto che abbia un futuro, che sia lungimirante e, soprattutto, che sappia dove volgere lo sguardo.

E vi pare un Paese che sta bene quello che mette sotto processo pubblico i propri Servizi Segreti militari e civili? Diciamolo senza tema di smentita: ma questi Giovani cosa vogliono.

In Italia stanno morendo del tutto i Mestieri che sono stati nei secoli l’espressione della Cultura e dell’Arte che hanno coniato il Brand più imitato del mondo: “Made in Italy”. La logica fusione delle industrie italiane con la manodopera cinese, a dirne solo una, sta letteralmente inginocchiando l’economia. I mestieri, tra l’altro, sono la parte consistente di quell’ economia sociale sulla quale si regge tutt’oggi l’Italia. Qualche progetto ai giovani no?…eh?

Le nuove forme di schiavitù come Ipermercati e Call Center appaiono essere una delle poche opportunità di impegno lavorativo per i giovani che, pur facendo una vita stringatissima, non arrivano neanche a metà mese, dovendo rinunciare alla formazione, alla cultura, all’incontro qualificato, alla famiglia, ad una propria casa, al matrimonio, al futuro.

In tal senso sta crescendo in Italia una massa critica di persone che se dovessero perdere anche queste opportunità che consentono la sussistenza quotidiana, sarebbero alla fame. Dall’altra parte cresce a dismisura l’area dei super pagati, dei super consulenti, dei portaborse e degli amici degli amici che portano a casa decine e decine di migliaia di Euro al mese. E se mettessimo un limite?

Parliamo degli studi per un istante. In Italia si parla di Università per i giovani mentre cresce da sempre l’Università dei Professori. Qui la domanda: l’Università nasce per formare i giovani o per usare la formazione come materia prima dell’industria dei progetti dei Professori?

La verità è che per quanto si possa dire non esiste una politica rivoluzionaria che in Italia sia capace di creare un ordine di merito e si lascia spazio all’incapacità e all’opportunità politica di risolvere il problema con una legge chiara e trasparente che risolva i problemi delle baronie politiche, universitarie, della sanità, ecc, ecc.

Allora, se i Giovani italiani sono incazzati, forse hanno pure ragione. Certo, la violenza no e mai. Ma incazzati si, eccome!

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