Berlusconi apre, Bersani chiude e Dalema rompe il Grande Silenzio. Perchè?

Pier Luigi Bersani risponde all’invito di Silvio Berlusconi con la richiesta delle sue immediate dimissioni. L’invito del cavaliere era quello di condividere il lavoro in Parlamento senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana. E’ questa la proposta che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lanciata al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in una lettera che il premier ha scritto al Corriere della Sera.
Berlusconi spiega nella lettera di volere condividere con il PD un piano di Governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41 che ci consentirà di dare una frustata al cavallo di un’economia che così sarà finalmente libera e in condizioni di portare all’ emersione della ricchezza privata nascosta. Azione che – secondo Berlusconi – sarà la piu’ grande frustata che la storia italiana ricordi, per portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni e per fare capire ai mercati che quella e’ la strada imboccata dall’Italia che secondo Silvio Berlusconi è un Paese ancora assai forte, esportatore e con grandi riserve di energia, di capitali, di intelligenze e di lavoro. Per farlo occorre un’economia decisamente piu’ libera, questa e’ la frustata di cui parlo – ha concluso il Presidente del Consiglio –  in un Paese piu’ stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di se’ e del proprio futuro.

Se il quadro economico proposto all’interno di questa soluzione fosse veritiera sarebbe logico pensare che oramai le forze di opposizione siano determinate ad affondare loro la barca, a qualsiasi costo, con qualsiasi manovra, pur di eliminare dalla scena politica il Pdl di Silvio Berlusconi, berlusconiani inclusi.
Massimo Dalema, presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica COPASIR ha, invece, recentemente proposto un’alleanza senza storia e senza quartiere che unirebbe tutti i nemici del Cavaliere, anche quelli che degli equilibri ne fanno un mestiere come Casini, pur di sopprimerne ogni futuro politico. La domanda che in molti si pongono è naturale: questa opportunità di adunanza strategica contro il Cavaliere sarà, per caso, un’idea suggerita a Dalema – atteso il suo Ufficio – e dalla necessità di assicurare alla nazione una soluzione immediata affinchè si esorcizzino rischi di alterazione sociale pericolose? Anche la Chiesa, recentemente, ha dichiarato che il fenomeno che vede la politica italia e le sue istituzioni fulcro di corruzione, facili costumi, rissosità continua, incapacità di trovere un equilibrio tra forze politiche anche all’interno di forze politiche di egual colore, un fenomeno di caratteristiche antropologiche.

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