Interrogazione su Uditori di Voci

Mario Campanella  scrive e volentieri pubbliciamo: Secondo un recente studio pubblicato in Olanda dall’Università di Maastricht , almeno il 20% della popolazione ha avuto o ha allucinazioni.
C’è chi sente voci o rumori e chi vede cose inesistenti.
Solo una piccolissima parte di queste persone sviluppa, successivamente , una malattia mentale.
Eppure, specie nella psichiatria italiana, c’è ancora resistenza a considerare questo fenomeno come naturale.
E’ di prossima pubblicazione, per Ponte alle Grazie, un libro del Prof. Alessandro Salvini, ordinario di psicologia clinica a Padova , che parla di questo argomento.
Nei giorni scorsi la Stampa di Torino ha dedicato addirittura una pagina all’argomento che è finito a Palazzo Madama , grazie ad un’interrogazione presentata da dieci senatori (primo firmatario il Senatore del PdL Antonio Gentile).


Approfondisci:
abbiamo raccolto, attraverso gli studi di eminenti psichiatri come Alessandro Rossi dell’Aquila, Jim Van Os, di Maastricht, Michael Ohayon di Standford, addirittura lo stesso Presidente del Dsm V , Kupfer, le Università di Padova e Milano una serie di dati che dimostrano come nel mondo ( e quindi anche in Italia ) ci siano milioni di “uditori di voci”: considerare questo fenomeno come sillogismo di psicosi è, non a nostro avviso , ma ad avviso delle procedure mediche, scorretto e sbagliato. Lo afferma il Senatore Antonio Gentile, della Commissione Finanze del PdL, primo firmatario dell’interrogazione di 10 senatori al Ministro Fazio nella quale si chiede di istituire una commissione d’indagine sul fenomeno delle malattie immaginarie e dei costi relativi e si pone l’accento su un aspetto particolare della psichiatria.

In molte parti del mondo questi fenomeni da sé – spiega Gentile – vengono considerati naturali e non patologici, eppure continuiamo a registrare diagnosi di psicosi in assenza di qualsiasi altro elemento corrispondente ai criteri definiti dallo stesso Dsm. Gentile spiega di essersi appassionato al tema grazie al prof. Alessandro Salvini, dell’Università di Padova : fu lui a mostrarmi centinaia di casi di uditori di voci senza alcun altro disturbo che vivevano e vivono in società perfettamente, che sono persone equilibrate, ma cui la psichiatria ancora affibbia etichette patologiche “Gentile ricorda” il disturbo paranoiedo da riformismo sociale che fu abrogato nel 1974 e che vedeva, uniti , sia gli psichiatri americani che russi all’epoca : sostanzialmente, chi era contro il potere o dissentiva era ammalato “oppure” l’omosessualità, considerata una malattia sino a pochissimi decenni  fa” Noi vogliamo affermare con questa iniziativa che ci sono persone che hanno solo questo sintomo e non possono e non debbono essere considerate ammalate- conclude Gentile- anche perché i dati di percentuale parlano dell8-12% di Alessandro Rossi, del 10-20% di Van Os, sino a percentuali che arriverebbero a una persona su tre.

4 Responses to "Interrogazione su Uditori di Voci"

  1. Saverio 28  3 febbraio 2011 at 20:30

    Ciao, pare che ci siamo dati appuntamento sulla stessa pagina web perchè. Non vi nascondo che l’argomento è di mio interesse. Ma cosa ne dite del testo successivo dello stesso articolo che vi allego? Mi chiedo come possa essere utile una interrogazione parlamentare. Dall’articolo non comprendo bene. In ogni caso ringrazio il politico che la propone anche se le cose non cambiano. Non è una legge che guarisce ma una terapia o la convivenza e l’accettazione. In ogni caso grazie. Sul testo cui vi riferite riporta: “Allucinazioni uditive: Il paziente riferisce voci, rumori o altri suoni. Le allucinazioni uditive più comuni sono rappresentate dall’udire voci che parlano al paziente o che lo coprono di ingiurie. Le voci possono essere di uomo o di donna, familiari o sconosciute e critiche o complimentose. Tipicamente i pazienti affetti da schizofrenia esperiscono le voci come spiacevoli e negative. Le allucinazioni che comprendono suoni come rumori o musica, invece che voci, devono essere considerate meno caratteristiche e meno gravi. Voci commentanti: le voci commentanti sono un particolare tipo di allucinazione uditiva che fenomenologi come K. Schneider considerano patognomoniche della schizofrenia, quantunque qualche recente osservazione lo neghi. Queste allucinazioni comprendono l’ascoltare una voce che commenta continuamente il comportamento o il pensiero del paziente non appena vengono a manifestarsi. […]. Le voci commentanti, tuttavia, si presentano usualmente in concomitanza con altri tipi di allucinazioni uditive. Voci dialoganti: le voci dialoganti, come le voci commentanti, sono considerate un sintomo schneideriano di primo ordine. Esse comprendono l’ascoltare due o più voci che parlano tra di loro e che di solito discutono di qualcosa che riguarda il paziente.[…].”

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  2. Mariangela T.  2 febbraio 2011 at 17:12

    Buonasera Alessandro, il documento cui fai riferimento include che “Romme, dopo l’esperienza avuta con 150 uditori, ha appurato la dannosità e l’inutilità di ignorare le voci (anche se va incoraggiata la distinzione tra voci positive e negative) e la necessità di accettarle, comunicarci… Nel testo di Romme ed Escher sono state individuate tre fasi che rappresentano i modi in cui vengono affrontate le voci:
    Fase della sorpresa: è data dall’avvento dell’esperienza (che appare terrificante e ansiogena).
    Fase di organizzazione: inizia l’accettazione e ne consegue la ricerca di strategie atte al controllo delle voci.
    Fase di stabilizzazione: le voci vengono vissute come parti integranti della propria vita”.
    Dunque bisogna capire questa interrogazione parlamentare a cosa si riferisce esattamente.
    GRAZIE per lo spazio che ci offre. Ne profittiamo

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  3. alessandro  29 gennaio 2011 at 19:03

    Salve, sono affermazioni che difficilmente possono essere regolamentare dalla legge poichè la loro sede naturale risiede sempre nella materia della psichiatria. In ogni caso da questo possiamo capire come sia fondamentale il ruolo della cultura di riferimento nell’attribuire lo status di “patologia” e come sia labile e sottile la linea di confine tra ciò che definiamo “normale” e ciò che definiamo “patologico”. In molte culture gli individui imparano e sono incoraggiati ad innescare stati dissociativi, come ad esempio in alcuni riti di possessione, nei cambiamenti di identità, nell’assunzione di ruoli ieratici. Il fenomeno delle voci è molto più complesso della semplice definizione di allucinazione…per cui è un argomento veramente difficile da trattare.

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  4. paolo  29 gennaio 2011 at 11:09

    complimenti. Una bellissima ricerca, anche affascinante

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